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Quell'omettino con i baffi che ferma le persiane, arriva da Venezia, rappresenta "il Turco assasin" e che girato diventa una "dama"

Molti probabilmente hanno avuto un incontro con quello che appare come un omettino baffuto e composto. La testimonianza più sensazionale che ci può permettere di far luce sul significato simbolico è rappresentata dallo splendido lampadario ligneo che rappresenta Venezia Trionfate e conservato al Castello del Buonconsiglio

Di Tiberio Chiari - 08 luglio 2017 - 19:35

TRENTO. Gli elementi decorativi quando sopravvivono alla tradizione che li ha creati restano nel mondo come estranei diventando pian piano un mistero e celando così, quasi con pudore, la loro origine. Interrogare questi oggetti può permetterci di esplorare di nuovo un luogo e la sua storia dimenticata .

 

Molti probabilmente hanno avuto un incontro, magari fugace, senza conseguenze, magari da bambini, con quello che a prima vista appare come un omettino baffuto e composto, destinato a una sorta di perpetuo supplizio: alle volte posto eretto ben vigile o alternativamente penzolante a testa in giù, come giustiziato e inerme, mentre al suo posto appare per magia una prosperosa fanciulla.

 

Stiamo parlando del mezzo busto che funge da fermapersiane, immancabile, onnipresente, anche qui in Trentino e soprattutto in quelle zone del nord Italia a lungo rimaste sotto l'influenza della Serenissima. La persiana infatti come elemento architettonico nasce proprio in oriente. La persiana (da Persia) protegge dalla luce solare permettendo la circolazione dell'aria all'interno delle abitazioni, e questa soluzione nelle torride zone mediorientali era indispensabile. Fu allora Venezia aperta alla contaminazione culturale ad adottarle e importarla in grandi quantità sino a renderla un immancabile elemento pratico e architettonico presente ovunque nella sua Repubblica.

 

Poste le persiane, bisogna anche poterle fermarle perché non sbattano in continuazione. A questo punto, mentre una storia di contaminazione e commercio pacifico diventa sempre e più una storia di conflitto tra l'impero Turco e Venezia, il gancio esterno con il quale si bloccano le persiane prende a un certo punto le sembianze del famigerato nemico, il “Turco assassin”. Il turco di giorno, quando le persiane sono chiuse per proteggere dal sole gli interni, penzola capovolto e il fermapersiane si trasforma quindi come detto in fanciulla prosperosa. L'arcano è ora per metà svelato.

 

In questo modo Venezia appende letteralmente il nemico ai muri, che intanto inesorabile si espande lungo le coste del mediterraneo. I turchi dotati di un'artiglieria tecnicamente avanzata e di una evolutissima visone politica che faceva della tolleranza religiosa una delle principali armi di espansione arrivarono nei Balcani. Qui i contadini; vessati dal dominio dispotico e violento dei Serbi e dei Bulgari furono ben felici di essere assimilati all'impero Ottomano grazie al quale le loro condizioni di vita poterono diventare infinitamente più umane e pagando una piccola tassa potevano comunque continuare a professare la propria religione. Un nemico in realtà non così tremendo e inumano e dunque ancora più pericoloso a causa del suo buon governo e della sua tolleranza.

 

I Veneziani, furono dunque loro a iniziare a rappresentare sul fermapersiane la figura del Turco, un nemico potentissimo, illuminato e giurato, contro il quale Venezia si troverà a combattere per secoli, combattere e commerciare, sconfiggendolo poi a Lepanto nel 1571, un fatto cruciale anche per la standardizzazione iconografica del fermapersiane, come a breve sveleremo. Questo omettino è quindi diventato parte della propaganda veneziana il cui eco lontano ancora oggi si può avvertire e della cui volontà narrativa i fermapersiane rappresentano una geniale trovata giunta sino a noi.

 

Facendo parte dell'allora Impero austro-ungarico impegnato in prima linea nella guerra contro l'espansionismo turco anche il Trentino Alto-Adige è ricco di testimonianze riconducibili alla latente paura di un invasione turca. I Vascelli turchi erano addirittura giunti sino in Friuli, come Pasolini ricorda nella sua “Turcs tal friûl”. La torre dei Turchi all'abbazia di Novacella, eretta quando furono ampliate le fortificazioni intorno al 1400 è il simbolo di questo timore. Non mancano poi le chiese intitolate alla Madonna del Rosario, culto nato in concomitanza della vittoria delle navi cristiana nella battaglia di Lepanto.

Lampadario ligneo, seconda metà del XVII, Castello del Buonconsiglio, Trento

Ma la testimonianza più sensazionale che ci può permettere di far luce per intero sul significato simbolico rappresentato dall'iconografia dei fermapersiane è sicuramente rappresentata dallo splendido lampadario ligneo che rappresenta Venezia Trionfate, databile intorno alla seconda metà del XVII, e conservato al Castello del Buonconsiglio. In questa tipica rappresentazione (lampadari simili sono conservati a Vipiteno e Castelfondo) la figura di Venezia indossa la berretta dogale e un amplio mantello dorato cinto sulle spalle( questa è dunque riconducibile alla donna che si trova sul lato opposto del turco quando il fermapersiane viene ribaltato). A lato della donna si trova il leone di San Marco e sotto di lei un turco a mezza figura, testa reclinata e grandi baffi neri. Dunque sotto e ribaltato rispetto a Venezia trionfante un turco con grandi baffi neri a mezzo busto.

 

A questo punto il mistero dell'iconografia simbolica racchiusa nei fermapersiane (anche il nome “ferma persiane” è alquanto allusivo) è sintetizzabile ponendo nell'immagine dell 'uomo a mezzo busto baffuto il simbolo del turco minaccioso e nella figura della donna che appare ribaltando il fermapersiane l'immagine di Venezia trionfante  che si sostituisce al turco il quale rimane così sul retro, sconfitto e a testa in giù.

 

Proprio da questa storia di odio e amore, conflitto economico e contaminazione culturale, è nato questo strano oggetto che ancora decora molte abitazioni, silenzioso e dimenticato, ma immancabile. Un fossile in parte ancora vivo che ci racconta di una storia passata con un' originalità sintetica stucchevole.

 

Si ringrazia per la collaborazione William Belli.

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