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Coronavirus, le piscine chiudono e le società sportive organizzano un flashmob per lanciare l'allarme. "Non fateci annegare" (IL VIDEO)

La sezione provinciale della Federazione italiana nuoto ha lanciato il proprio grido d'allarme attraverso un video che raccoglie diversi spezzoni di flashmob organizzati dalle società sportive trentine nelle piscine della provincia. La chiusura degli impianti, infatti, potrebbe avere non solo conseguenze economiche, ma anche sociali. Il presidente Cristian Sala: "Cercheremo delle forme per non abbandonare i nostri atleti"

Di Davide Leveghi - 03 novembre 2020 - 18:34

TRENTO. “Siamo acqua e cuore, non fateci annegare”. È questo il grido di aiuto che proviene da tutte le piscine trentine. Le chiusure imposte agli impianti da parte del governo hanno creato anche in questo settore sportivo una situazione che potrebbe gravemente pesare sulle società. Per questo la sezione locale della Federazione italiana nuoto ha deciso di pubblicare un video che raccoglie svariate immagini raccolto su tutto il territorio di flashmob organizzati per sensibilizzare sul tema.

 

Il rumore dell’acqua”, questo il titolo, è un vero e proprio collage di uomini e donne, bambini e bambini, ragazzi e ragazze che vivono le piscine, accomunati tutti dalla passione per l’acqua e per gli sport che vi si possono praticare, dal nuoto alla pallanuoto, e così via. La chiusura degli impianti, infatti, può avere conseguenze che vanno al di là delle difficoltà finanziarie delle società.

 

In caso di nuovo lockdown dobbiamo mettere in campo, a sostegno di quanto faranno le singole società sportive, azioni di accompagnamento rivolte agli atleti – afferma il presidente della Fin trentina Cristian Sala – la preparazione fisica, il supporto mentale, la socialità, saranno i temi principali”.

 

Se infatti gli impianti rimangono chiusi per gli amatori, diversa è la situazione per quanto riguarda i professionisti, che, come secondo Dpcm, possono proseguire i propri allenamenti. “Grazie ai gestori che rimangono aperti per soddisfare le esigenze degli atleti tesserati, nonostante le perdite economiche che ciò comporta”, ha scritto la Fin trentina in una nota.  

 

A preoccuparla maggiormente, però, paiono essere le altre centinaia di persone che non potranno più tuffarsi nelle piscine trentine, con il rischio che questo secondo stop comporti l’abbandono totale dell’attività. Per questo, assieme alle società sportive, il messaggio che si vuole lanciare è “Non fateci annegare!”. “Non possiamo abbandonare i nostri atleti a loro stessi – ha aggiunto Sala – non possiamo sottovalutare il fatto che quello che per loro è la vita, il fare sport, subisce un secondo momento di stop”.

 

Non possiamo non considerare che sport significa stare assieme, significa socialità, significa passione e divertimento, significa soprattutto benessere psicofisico. Studieremo le migliori modalità per stare loro vicini e per accompagnarli in questo momento difficile”, ha concluso.

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