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Uno spettatore per un danzatore: il Festival Bolzano Danza si reinventa. Il direttore artistico Masi: "Ripartiamo da una relazione smarrita"

"Eden-Danza per uno spettatore" è la soluzione trovata dalla Fondazione Haydn, che ogni anno organizza il Festival Bolzano Danza, per la 36a edizione, limitata dalle restrizioni dovute alla pandemia. Nel Teatro comunale di Bolzano, dal 15 al 31 luglio, per ogni coreografia immaginata da coreografi di fama internazionale vi sarà un solo spettatore, riconnettendo i fili di "una relazione smarrita"

Pubblicato il - 10 giugno 2020 - 13:06

BOLZANO. Uno spettatore per un danzatore. È questa la soluzione trovata dalla Fondazione Haydn per la 36ª edizione del Festival Bolzano Danza, dopo che a causa dell'emergenza Coronavirus, l'organizzazione ha dovuto ripensare completamente il cartellone previsto per il periodo che va dal 15 al 31 luglio 2020.

 

“In un’ottica di responsabilità civile - spiega il direttore artistico Emanuele Masi - e come segno di presenza per il pubblico, gli artisti, i tecnici, i fornitori e per tutta la filiera, anche economica, del Festival, abbiamo elaborato un ambizioso progetto volto a condensare Bolzano Danza 2020 in un dialogo originale tra spettatore e interprete, grazie alla collaborazione con tre coreografi di fama internazionale. Consapevoli che il ritorno alla ‘normalità’, tanto agognata durante il lockdown, non sarebbe stata possibile per i limiti di sicurezza imposti, abbiamo cercato di trasformare questi limiti in propulsore: ripartire dalla relazione, smarrita, tra spettatore e danzatore. Tra un solo spettatore alla volta e un solo danzatore alla volta. E ancor prima tra spettatore e teatro”.

 

E così il festival, ribattezzato “Eden-Danza per uno spettatore”, rimarrà fedele alla sua tradizione di farsi interprete del contemporaneo adattando le esigenze sanitarie al bisogno artistico di danzatori e spettatori, superando, con una forma originale, il distanziamento. Nell'enorme sala del Teatro comunale, infatti, uno spettatore in solitudine vedrà aprirsi il sipario su un interprete e una coreografia scelta appositamente fra le 3 realizzate dalla statunitense Carolyn Carlson (Eden of Carolyn), dal francese Rachid Ouramdane (Eden selon Rachid) e dall'italiano Michele Di Stefano (Eden secondo Michele).

 

10 saranno invece gli interpreti che si alterneranno sul palco lasciando allo spettatore la libertà di scegliere l'estetica che più gli/le corrisponde e di assecondare il desiderio di incontrare nuovamente la danza e il proprio Teatro. Definito dagli organizzatori un “atto simbolico, iperbolico, coraggioso e distintivo”, Eden-Danza per uno spettatore offrirà un'esperienza intima di riappropriazione della relazione fra spettatore e danzatore, trasformando il Teatro comunale in “un giardino di riflessione e decompressione” d'avvicinamento tra due esseri viventi.

 

La stessa scelta del nome “Eden” vuole indicare “il meraviglioso giardino dove avvenne l'incontro tra i primi due esseri umani – dove assaggiare una danza simbolica, luogo dal quale tutto può ricominciare o rompersi. Il Festival Danza Bolzano è promosso dalla Fondazione Haydn in collaborazione con la Provincia di Bolzano, la Regione Trentino-Alto Adige e il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, e con il supporto di Stiftung Südtiroler Sparkasse/Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano e Alperia.

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