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"Lanciato giù" per la discesa di Cavalese a 3 anni il Campione del Mondo Bertagnolli si racconta: "Sfreccio a oltre 100 km/h e penso alle Paralimpiadi"

Dopo la Coppa del Mondo Giacomo e Fabrizio Casal hanno conquistato anche il Mondiale e ormai sono le vere e proprie punte di diamante del team italiano di sci visually impaired. De Godenz: "Fantastici. Fantastici. Fantastici". Intervista a tutto tondo al talento "fiammazzo"

Di Raffaele Dalledonne - "Ivo de Carneri" - 02 febbraio 2017 - 19:06

CAVALESE. Giacomo Bertagnolli, classe 1999, non è più una promessa dello sci azzurro e, assieme all'amico Fabrizio Casal, ormai sono le vere e proprie punte di diamante del team italiano dopo le tre medaglie conquistate ai mondiali di Tarvisio contro i grandi del visually impaired. Il giovane trentino si è avvicinato a questo sport grazie ai suoi genitori, che all’età di 3 anni lo hanno portato per la prima volta sulle piste vicino a casa a Cavalese. Jack a 12 anni ha iniziato a fare le prime gare agonistiche, poi è stato un crescendo costante, sono arrivati in sequenza i successi agli italiani, in Coppa del mondo e infine al Mondiale in Friuli Venezia Giulia. Niente male per un ragazzo che ha solo 18 anni compiuti da poco. Niente male davvero. E anche il consigliere provinciale dell'Upt Pietro De Godenz ha voluto sottolineare l'impresa dei suoi due conterranei. "Fantastici. Fantastici. Fantastici. Basta una sola parola per definire l’impresa compiuta negli scorsi giorni da Giacomo Bertagnolli e Fabrizio Casal ai Campionati del Mondo di Sci Paralimpici - ha detto il past president del comitato organizzatore dei Mondiali di sci della Val di Fiemme del 2013 -. In una manciata di giorni questi due 'ragazzi terribili' trentini della Valle di Fiemme hanno vinto tre medaglie. Come fiammazzo, trentino e sportivo esprimo grande vicinanza e soddisfazione ringraziando Giacomo, Fabrizio e l’Associazione Sportabili Onlus e tutte le persone che la animano per averci regalato una grande pagina di sport e un forte esempio di passione e dedizione da seguire".

 

 

Allora Giacomo, sei soddisfatto dei risultati ottenuti ai mondiali di Tarvisio, oppure speravi di fare ancora meglio?

 

Sono davvero molto soddisfatto dei risultati ottenuti, un oro, un bronzo e un argento sono tanta roba. L’unico rammarico che resta è quello di aver inforcato allo slalom, ma questi sono errori che possono capitare, quindi non devo, anzi, non dobbiamo io e Fabrizio rammaricarci di nulla.

 

Vincere non è mai facile, ma confermarsi è ancora più difficile, quali sono i prossimi obiettivi?

 

Il prossimo obiettivo sono le Olimpiadi in Corea che si terranno a marzo 2018, dove punteremo sicuramente a confermarci. Per preparare al meglio la gara sulla neve artificiale (ciò non è il massimo per una olimpiade) e sulle piste sconosciute della Corea, a marzo ci recheremo nel Paese asiatico per provare i tracciati, perché nulla va mai lasciato al caso.

 

Come mai hai scelto proprio lo sci?

 

Semplice, vivo a Cavalese e ho le piste da sci vicino a casa. I miei a soli 3 anni mi hanno “lanciato” per la prima volta giù per la discesa e da li è nata la mia passione per questo adrenalinico sport.

 

Cosa provi mentre stai sciando a velocità elevata, emozione o un po’ di timore?

 

Adrenalina pura! Mentre scio supero spesso i 100 km/h quindi non posso avere paura della velocità, anzi più vado veloce più mi diverto.

 

Hai un idolo tra gli sciatori contemporanei?

 

Idolo idolo no, però prendo spunto dai più grandi sciatori. Dominik Paris, il francese Alexis Pinturault e l’austriaco Marcel Hirscher sono davvero grandi e vanno davvero forte.

 

 

Hai altre passioni che condividi con Fabrizio Casal, tuo amico prima ancora che guida in pista, oltre allo sci?

 

D’estate ci piace andare in bici assieme, lui fa questo sport agonisticamente mentre io lo faccio per tenermi allenato. Altre attività che faccio con amici e con la guida sono arrampicata, mountain bike e pattinaggio.

 

La tua famiglia ti ha aiutato molto in questi anni?

 

Aiutato è dir poco. Sono davvero riconoscente a mamma e papà. Mi hanno sin da piccolo sostenuto emotivamente e soprattutto economicamente, perché prima di arrivare in nazionale le spese erano tutte a carico mio personale. Spero di aver ripagato la loro fiducia e di averli resi orgogliosi di me.

 

Ormai tu e Fabrizio state diventando dei vip, siete stati protagonisti di molti articoli, video, interviste a livello nazionale. Come state vivendo questa fama?

 

Innanzitutto sono molto soddisfatto di aver imparato a parlare davanti alle telecamere (sorride Giacomo ndr) è bello essere conosciuti e avere il proprio nome sui giornali fa sempre piacere. Però diamo il giusto peso alla fama e pensiamo ad allenarci per diventare sempre più forti.

 

Hai qualche rito prima della gara per concentrarti?

 

Diciamo di si, prima delle gare ho sempre le cuffiette, ascolto ogni tipo di musica, ovviamente non deprimente ma che mi carichi e mi faccia vivere serenamente il pre-gara che in genere è il momento dove sale maggiormente l’ansia.

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