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L'Italia alla guida dei 'Caschi Blu della Cultura' contro l'Isis
La distruzione della Grande Moschea di al-Nuri a Mosul è solo l’ultimo episodio della furia iconoclasta dell’Isis, che dal 2014, in modo sistematico e deliberato, sta distruggendo e saccheggiando l’eccezionale patrimonio culturale della Mesopotamia. Unesco e Unu scendo in campo per quella che non è solo un'emergenza, ma anche una necessità politica e di sicurezza
Dal blog di Orizzonti Internazionali - 29 giugno 2017 - 19:22

La distruzione della Grande Moschea di al-Nuri a Mosul, dove Al Baghdadi aveva annunciato la nascita del Califfato, è solo l’ultimo episodio della furia iconoclasta dell’Isis, che dal 2014, in modo sistematico e deliberato, sta distruggendo e saccheggiando l’eccezionale patrimonio culturale della Mesopotamia, la ‘culla della civiltà’.

 

La protezione del patrimonio culturale, nelle parole del Direttore generale dell’Unesco Irina Bokova, è diventata ‘non solo un’emergenza culturale, ma anche una necessità politica e di sicurezza’.

 

Rispondendo all’appello dell’Onu, l’Italia ha assunto una decisa leadershipmondiale per mettere in campo nuovi e più efficaci strumenti per rafforzare il regime internazionale di protezione dei beni artistici e archeologici.

 

L’iniziativa più significativa è sicuramente l’istituzione dei cosiddetti 'Caschi Blu della Cultura', demandati a tutelare il patrimonio culturale nelle aree di crisi, sia nei contesti di conflitti armati che di gravi calamità naturali.

 

Il 16 febbraio del 2016, il Governo italiano e l’Unesco hanno firmato a Roma un’intesa per la formazione della task force denominata ‘Unite4Heritage’.

 

Il principale contributo a questa forza di rapido intervento è offerto dai carabinieri del comando per la Tutela del patrimonio culturale, affiancati dagli archeologirestauratori e storici dell’arte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

 

In attesa di un accordo operativo che precisi obiettivi e modalità di azione, la task force italiana è stata istituita e testata con successo nelle zone terremotate del centro Italia, dove ha messo in sicurezza migliaia di opere d’arte.

 

A testimonianza del grande impegno e attivismo italiano in questo ambito, per la prima volta si è tenuto un G7 della Cultura. Sotto la presidenza italiana, a Firenze, è stato ribadito il ruolo distintivo della cultura come strumento di dialogo tra i popoli e la necessità di integrare una componente per la protezione del patrimonio culturale nelle missioni di sicurezza e di mantenimento della pace.

 

Lo slogan, spesso abusato, di Italia ‘superpotenza culturale’ in questo caso ben descrive l’eccellenza e la leadership del paese nel contrastare la barbarie e l’oscurantismo di chi vuole distruggere i simboli dell’arte, della cultura e della civiltà.

 

di Paolo Foradori, Professore associato di Scienza politica presso la Scuola di Studi Internazionali dell’Università di Trento

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