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Bambino straniero trovato in ipotermia lungo i binari, profughi stipati su treni merci per passare il Brennero

Il bambino proviene dalla Sierra Leone, dei genitori nessuna traccia. Scoperto al confine del Brennero il traffico di esseri umani: dovevano pagare 150 euro a testa per essere caricati sui vagoni dei treni in transito verso Austria e Germania

Di Donatello Baldo - 13 novembre 2017 - 18:59

BOLZANO. La prima tragica notizia è questa: nella prima mattinata di oggi il personale della Polfer di Brennero ha trovato un bambino dell’età apparente di appena 5 anni rannicchiato sotto il pianale di un vagone.

 

Trovato in stato di ipotermia è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale. Il bambino, subito dopo essersi risvegliato ha detto ai medici di chiamarsi Anthony e di provenire dalla Sierra Leone. Le ricerche finalizzate al rintraccio dei genitori hanno dato sinora esito negativo.

 

"Chiunque avesse informazioni sul conto del minore può rivolgersi alla polizia", commenta la Polizia bolzanina. Si tratta di sicuro di un altro migrante sulla rotta del Brennero che cerca di andare verso nord, uno dei tanti, ma fino ad ora il più piccolo, individuato dalle Forze dell'ordine. Altri ce l'hanno fatta, altri sono morti.

 

L'altra notizia è questa: uomini, donne, tra loro anche un bambino in tenerissima età e una ragazza incinta che venivano stipati sui treni merci, sotto ai camion caricati sui vagoni, dentro i cassoni che trasportavano merci dirette in Austria, in Germania.

 

Immigrati, richiedenti asilo che dopo l'esperienza dei barconi, pagando anche questa volta il passatore di turno, affrontano un'altra traversata, quella del confine del  Brennero, per lasciare l'Italia e raggiungere il Nord. 

 

Qui non c'è il mare, qui ci sono le montagne, non ci sono gli scafisti ma altri criminali che sfruttano la sofferenza per trarne profitto. La Squadra mobile di Bolzano, in accordo con quella di Como, ne ha arrestati due. Si tratta di un egiziano e di un iracheno, 29 e 30 anni.

 

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bolzano, comincia nell'agosto scorso quando il Commissariato di Polizia del Brennero individua un gruppo di cittadini stranieri lungo la ciclabile da Colle Isarco arriva al comune di Brennero.

 

Tra loro c'era un cittadino con permesso di soggiorno scaduto, residente a Como, il quale non dava una spiegazione plausibile della sua presenza sul posto. Cosa che ha fatto insospettire gli agenti perché da poco avevano avuto l’informazione che un cittadino egiziano gestiva il traffico degli stranieri sui treni merci; da qui l'avvio delle indagini.

 

Nei mesi successivi si è accertato che l’egiziano, in collaborazione con un cittadino iracheno, anch’egli residente a Como, organizzava i trasferimenti per fare ingresso illegale in Austria e Germania a bordo di treni merci, il tutto dietro pagamento di 150 euro a testa.

 

Un'operazione importante quella messa a segno dalla polizia, che la Questura ha voluto denominare 'Caronte', come il personaggio mitologico, il nocchiero che sull'Acheronte assicurava il passaggio delle anime verso l'Ade soltanto se nei loro corpi, sotto la lingua, avesse trovato un obolo.

 

Una similitudine calzante, ma che purtroppo ricorda la ferrea regola che solo Dante e pochi altri poterono violare: sulla sua barca salgono solo le anime dei morti. Morti che anche sulla linea del Brennero ci sono stati. Anche in Trentino, con Rawda, la ragazza etiope morta vicino ad Ala, e altri morti in Sudtirolo.  

 

Ma tornando all'operazione di cui diamo notizia oggi, i viaggi documentati dalla polizia sono stati almeno 7 nel giro di pochi giorni, e hanno coinvolto oltre 50 stranieri, tra cui anche donne incinte e un minore in tenerissima età. 

 

Il modus operandi, per quanto ricostruito dai poliziotti, era il seguente: le persone da accompagnare venivano radunate alla Stazione di Milano Lambrate; di lì  attraverso  i treni regionali, venivano fatte scendere alla Stazione di Colle Isarco (quella precedente alla Stazione di Brennero) e poi a piedi, di notte e attraversando il tunnel ferroviario di Fleres, fatte arrivare nei pressi dello scalo di confine.

 

A questo punto, i due arrestati, sempre presenti, nascondevano i soggetti accompagnati all’interno di una baracca abbandonata, attigua al sedime ferroviario, in attesa di salire sui merci in sosta presso la Stazione di Brennero. Una volta trovato il treno “giusto” e caricati gli stranieri sui vagoni, esponendoli a rischi elevatissimi per la loro incolumità, i due passatori tornavano a casa.

 

Il materiale probatorio raccolto ha consentito al pm titolare dell’indagine di richiedere e ottenere dal gip le misure restrittive in carcere per i due arrestati. Le foto che documentano il traffico di esseri umani sono impressionanti. Uomini e donne schiacciati tra gli pneumatici dei tir caricati sui vagoni, altri che per sfuggire ai controlli si distendono lungo le rotaie, tra la panchina e il treno.

 

Immagini che raccontano la disperazione e la speranza assieme, il degrado e forza di queste persone che a tutti i costi, anche pagando caro prezzo e a rischio della loro stessa vita, cercano di raggiungere un luogo sicuro dove ricominciare la loro vita.

 

 

 

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