Per la vendemmia arrivano in 25 da Brescia in condizioni disperate. In 16 erano su un furgone da 9 posti
I lavoratori extracomunitari originari da India, Pakistan e Nigeria. L'operazione della Polizia locale Alto Garda e Ledro con l'ausilio della Polizia di Riva del Garda

RIVA DEL GARDA. Spinti dalla povertà e dalla disperazione, stipati all'interno di furgoni e macchine provenivano da Brescia per venire a Riva del Garda, Arco e dintorni a raccogliere l'uva. In un furgone da 9 posti viaggiavano in 16 e in un'auto da 7 ne salivano 9. Alcuni venivano messi addirittura nel bagagliaio. Alcuni con vestiti e scarpe bucate, tutti sfruttati per manodopera a basso costo.
Sono 25 in tutto i lavoratori extracomunitari di origine indiana, pakistana e nigeriana che sono stati fermati nella giornata di ieri nel corso di un'operazione messa in campo dalla polizia locale Alto Garda e Ledro con l'ausilio degli agenti del commissariato do polizia di Riva.
Un'operazione nata a seguito di una segnalazione ben precisa di alcune persone che aveva osservato i migranti muoversi dalle campagne e il loro arrivo in furgoni provenienti da Brescia. I controlli hanno portato al fermo amministrativo di un mezzo. Per quanto concerne i lavoratori, invece, una decina sono provvisti di permesso illimitato per l'Italia, solo una persona è stato trovata già colpita da decreto di espulsione mentre gli altri sono richiedenti asilo.
Dalle verifiche degli agenti, non sono stati riscontratati gli estremi per il reato di caporalato ma sono state rilevate comunque delle irregolarità amministrative che dovranno essere sanate. Nei prossimi giorni la Polizia locale Alto Garda e Ledro proseguirà le indagini cercando di capire quali fossero le destinazioni di queste persone che in condizioni disperate arrivavano da Brescia e quali i rapporti lavorativi in essere.












