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| 08 mar 2018 | 12:58

Il funerale a Tione e una messa in ricordo a Riva del Garda, l'addio a Marco Boni

Il corpo del sedicenne è stato ritrovato lunedì scorso nelle acque del lago di Garda. Oggi una messa in ricordo a Riva e un rosario a Tione, dove domani si tiene il funerale

di Redazione

RIVA DEL GARDA. Il viaggio di Marco Boni, il sedicenne scomparso a Riva del Garda e ritrovato dopo due settimane di intense ricerche lunedì scorso, si conclude venerdì alle 15 nella chiesa parrocchiale di Tione, quando famiglia, amici e compagni di scuola, che hanno scritto un messaggio sul sito dell'Istituto Maffei, daranno l'ultimo saluto al giovane (Qui articolo).

 

Oggi alle 14 si tiene invece una messa in ricordo del ragazzo nella chiesa di Santa Maria Assunta a Riva del Garda e un rosario alle 20 a Tione.

 

Scomparso il 16 febbraio tra ricerche e segnalazioni, la speranza di ritrovare il sedicenne sono state, purtroppo, spazzate via lunedì scorso, quando un robot impiegato dalle forze dell'ordine per setacciare il lago di Garda ha segnalato un corpo a 25 metri di profondità a un chilometro dal Belvedere lungo il sentiero della Ponale, a pochi metri dalla 'Casa della Trota''. Purtroppo l'identificazione ha tolto ogni dubbio, si trattava di Boni.

 

Tra le ipotesi c'è quella che Marco sarebbe rimasto vittima di una caduta accidentale da un tratto del belvedere dove non ci sono limitazioni. Il giovane, secondo una primissima ricostruzione, dopo essersi diretto verso il sentiero panoramico della Ponale, pur trovandosi la via sbarrata per alcuni lavori di messa in sicurezza, sarebbe riuscito a passare. Dopo pochi metri, però, sarebbe scivolato per finire in fondo al lago.

 

Marco Boni 16 anni, era scomparso a Riva del Garda nel pomeriggio del 16 febbraio. Immediatamente erano state lanciate le ricerche che per oltre due settimane hanno visto impegnati gli uomini del soccorso alpino, i vigili del fuoco volontari di Riva del Garda, le forze di polizia, sommozzatori e le unità cinofile.

 

L'analisi delle immagini delle telecamere di venerdì 16 febbraio avevano mostrato per l'ultima volta Marco in piazza Garibaldi attorno alle 14.47 e poco dopo il ragazzo viene ripreso nuovamente sulla strada del Ponale, l'ultimo luogo dove sono state rilevate anche le ultime tracce del suo cellulare. Questi erano gli unici elementi sicuri dai quali erano partite le indagini.

 

Con i mezzi del soccorso alpino le ricerche sono state fatte tra sentieri e crepacci, con i vigili del fuoco che hanno battuto palmo a palmo ogni possibile strada e boscounità cinofile e subacquee, polizia e carabinieri che hanno verificato ogni segnalazione.

 

Le attività di subacquea dei sommozzatori della Polizia di Stato, per volontà del Questore, hanno avuto inizio il 26 febbraio, quando un team di cinque operatori del nucleo de La Spezia, hanno affiancato gli operatori del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco di Trento, le unità di ricerca del Commissariato di Riva del Garda, la locale squadra Nautica, la motovedetta della squadra nautica di Peschiera del Garda e le unità cinofile della Polizia di Stato specializzati nelle ricerche in acqua. 

 

Le operazioni, particolarmente difficoltose per le proibitive condizioni meteo e la scarsa visibilità dei fondali, hanno reso necessario l'ausilio di apparecchiature elettroniche con la scansione dei fondali. Una vicenda che aveva interessato anche le trasmissioni televisive 'Chi l'ha visto?' sulla Rai e 'Quarto Grado' su Mediaset, così come la stampa nazionale.

 

Decine di uomini all'opera che non si sono mai fermati e che hanno portato avanti la speranza di molti di ritrovare Marco e riportarlo a casa. Purtroppo però questo non è successo. Fino al tragico epilogo. Sarà compito delle indagini sanitarie e delle verifiche delle forze dell'ordine capire ora cosa è veramente successo a Marco.

 

 

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