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| 08 mar 2018 | 18:06

La guardia di finanza scova dieci lavoratori pagati in nero, tre gli irregolari. Nei guai un albergo a quattro stelle

Non erano state registrate quasi seicento ore effettivamente prestate e il contratto con una cooperativa in realtà era fittizio. Nel mirino delle fiamme gialle una struttura ricettiva a Madonna di Campiglio

di Redazione

TRENTO. Dieci lavoratori completamente in nero e tre irregolari, nei confronti dei quali non erano state registrate quasi seicento ore effettivamente prestate. Nel mirino delle fiamme gialle finisce così un albergo a quattro stelle di Madonna di Campiglio, gestito da una società di Roma.

 

I controlli della guardia di finanza di Tione hanno fatto emergere che per la somministrazione del personale di sala, bar, cucine e pulizie impiegato dalla struttura ricettiva, la società gestrice ha sostenuto di aver stipulato un contratto con una cooperativa, della quale però i lavoratori interessati non avevano mai sentito parlare. 

 

Dopo un approfondito controllo, il contratto non solo si è rivelato, infatti, irregolare, ma era stato stipulato unicamente per poter godere dei vantaggi economici previsti per le prestazioni rese da cooperative, cioè gli 'appalti di manodopera', che si applicano però quando le prestazioni di lavoro vengono svolte secondo certi requisiti, che in questo caso mancavano. 

 

I lavoratori erano ignari dell'esistenza della cooperativa e l'accordo era stato stipulato solo per produrre buste paga nettamente svantaggiose per il personale e vantaggiose invece per l’imprenditore committente.

 

Al termine dell’attività, la guardia di finanza ha segnalato a Inps e Servizio Lavoro della Provincia i dieci lavoratori completamente in nero e tre irregolari, per la riqualifica della propria posizione retributiva e contributiva, a favore dei quali sono state ricostruite le giornate effettivamente prestate e quasi seicento ore di lavoro mancanti dalle scritture obbligatorie.

 

A questo si aggiungo le sanzioni amministrative previste per gli appalti illeciti e la conseguente somministrazione di personale che, nel complesso, ammontano a oltre 180 mila euro.

 

 

 

 

 

 

 

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