Li travolge una valanga, morta anche la terza alpinista estratta sul Gran Zebrù
La giovane era l'unica sopravvissuta alla tragedia che aveva ucciso sul colpo gli altri due escursionisti che erano con lei. Portata al Santa Chiara ha perso la vita anche lei

BOLZANO. Sono tre le vittime della terribile valanga che questa mattina ha travolto una comitiva sul Gran Zebrù. Dopo i due alpinisti austriaci che avevano perso la vita sul colpo anche una terza persona, una ragazza di 32 anni, sempre austriaca, che era stata ricoverata d'urgenza all'Ospedale Santa Chiara di Trento in gravi condizioni non ce l'ha fatta.
I fatti si sono svolti dopo che una slavina si era staccata a quota 3.200 metri intorno alle 10.30 nei pressi di passo Bottiglia nella zona dell'Ortles. La comitiva era stata investita dalla neve. Immediato l'allarme lanciato da alcuni escursionisti che si trovavano a Cima Solda e sul posto si sono portati gli elicotteri Pelikan e Aiut Alpin per permettere agli uomini del soccorso alpino di Solda di intervenire.
Purtroppo i due alpinisti erano già morti quando sono stati estratti dalla neve, mentre la ragazza classe '88 è stata elitrasportata in ipotermia a Trento: ricoverata in terapia intensiva al Santa Chiara nel pomeriggio ha perso la vita.
I tre alpinisti avevano pernottato al rifugio Casati per intraprendere questa mattina l’escursione sul Gran Zebrù. La valanga li ha investiti, mentre stavano salendo sul lato est della montagna.
Gli escursionisti, secondo le prime informazioni, erano perfettamente equipaggiati e erano provvisti dell’apparecchio Arva, che consente di essere localizzati sotto le valanghe: la localizzazione dei tre dispersi è avvenuta in breve tempo, ma purtroppo per due alpinisti non c'è stato nulla da fare.












