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Nucleo elicotteri, per Mellarini la riorganizzazione non c'entra con gli incidenti. Ma l'Enac lo smentisce

ESCLUSIVO. L'audio dell'assessore Tiziano Mellarini che a pochi giorni dalla delibera che aveva riorganizzato i vertici negava il coinvolgimento di Enac e ribadiva che tutto era stato fatto per migliorare il servizio. Ma i documenti in nostro possesso raccontano un'altra verità

Di Luca Pianesi e Donatello Baldo - 13 febbraio 2018 - 06:01

TRENTO. "La riorganizzazione del Nucleo Elicotteri? Non ha nessun rapporto con gli incidenti, Enac fa le verifiche e siamo in attesa di conoscerle ma ritengo che i due incidenti non vanno a inficiare un servizio che è apprezzato a livello internazionale".

 

 

 

Così spiegava l'assessore alla protezione civile della Provincia di Trento Tiziano Mellarini il 4 dicembre, ai microfoni dei giornalisti, poco dopo il discorso di rito davanti ai vigili del fuoco, nel giorno di Santa Barbara. Frasi pesanti come macigni che erano servite a mettere a tacere polemiche e sospetti rispetto alla riorganizzazione dei vertici del Nucleo Elicotteri della Pat. 

 

Ancor più pesanti oggi, viste le carte di cui disponiamo e delle quali ieri vi abbiamo solo accennato il contenuto, che mostrano come in quelle dichiarazioni siano contenute una serie di cose non vere. Partiamo dalla più superficiale. I tempi: Mellarini il 4 dicembre dice: "Siamo in attesa di conoscere le verifiche dell'Enac". In realtà Enac, l'Ente nazionale aviazione civile, aveva già notificato i rilievi e avviato il "procedimento delle limitazioni di volo" in data 20 ottobre.

 

Il tutto dopo aver appurato, "dopo le verifiche condotte il 10 ottobre dal team ispettivo presso la base di Trento - così scriveva Enac alla Pat il 20 ottobre - una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all'interno dell'organizzazione" e il "verificarsi di deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni, ammesse dal direttore delle operazioni di volo". 

 

La Pat nonostante gli fosse stato assegnato il Livello 1 di criticità evidenziate, il più alto, risponderà solo dopo 20 giorni e Enac contro-risponderà il 20 novembre dando una sorta di aut aut alla Provincia. O si cambia tutto - non oltre il 30 novembre - oppure partono le limitazioni al volo.

 

Un provvedimento che avrebbe letteralmente bloccato il Nucleo elicotteri, rendendo impossibile l'elisoccorso in montagna. Entro il 30 novembre, e guarda caso il 1° dicembre la Giunta delibera la riorganizzazione, come richiesto dall'Enac. E il 4 dicembre Mellarini non era a conoscenza di tutto questo?

 

L'assessore, poi, spiega che la riorganizzazione "non ha nessun rapporto con gli incidenti" ma Enac nei suoi carteggi mostra di pensarla in maniera molto differente. Nella mail del 20 novembre addirittura si esplicita che "gli elicotteri di codesto nucleo sono incorsi in un incidente e un inconveniente grave rispettivamente nelle date 5.3.2017 e 7.10.2017; eventi - prosegue l'Enac - che per circostanze puramente fortuite non hanno prodotto conseguenze più gravi.

 

"Scartando senza indugio l'ipotesi di coincidenza o mera fatalità - continua l'Enac - tali eventi  evidenziano l'inadeguatezza della gestione delle operazioni di volo, del controllo sui relativi rischi e della capacità di continuare a dimostrare la piena rispondenza agli standard di sicurezza. (...) Su tali basi il rilievo e la sua criticità sono ribadite e la necessità di correzioni non è questionabile".

 

Non basta? Più avanti l'Ente nazionale specifica che "Le disposizioni del Foph (all'epoca Bruno Avi) nelle proprie note operative lascino di fatto la possibilità di eseguire futuri interventi con le medesime modalità che hanno condotto all'evento di Pietramurata".

 

E ancora, entrambi gli incidenti vengono citati esplicitamente anche nella tabellina che, ancora il 9 ottobre, era servita a classificare una criticità Livello 1 per il Nucleo di Trento. Un Nucleo sicuramente "apprezzato a livello internazionale", come dice Tiziano Mellarini sempre nella sua intervista ai giornalisti ma più per la bravura dei suoi piloti ed operatori che per il sistema di gestione visto che per l'Enac "dalle verifiche condotte risulta una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all'interno dell'organizzazione". 

 

La Giunta provinciale il primo dicembre ha emanato una delibera e il comunicato stampa (poi cancellato dal sito della Pat ma rimasto negli archivi dei giornali come il nostro) motivava la riorganizzazione dei vertici del Nucleo con "la complessità e articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, che rende necessario un aggiornamento del modello organizzativo che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi".

 

E anche nella delibera i riferimenti ai gravissimi appunti rivolti da Enac al Nucleo e alla Provincia si riducono a un "con il presente atto la Giunta provinciale, preso atto dell’incremento del volume di attività del Nucleo, della conseguente necessità di procedere ad un revisione complessiva del sistema organizzativo del nucleo elicotteri per garantire il massimo livello di sicurezza negli interventi e di ottimizzazione delle risorse disponibili nonché delle indicazioni dell’Enac".

 

L'Enac, insomma, si è cercato di lasciarlo sottotraccia, agganciato ad un 'nonché' e anche in sede di dichiarazioni pubbliche l'assessore ha cercato di ricondurre alla Provincia scelte e decisioni. In realtà l'Ente nazionale è stato cruciale, ha dovuto imporsi e ribadire più volte quel che andava fatto e quel che non si doveva più fare. In fondo sarebbe bastato dire la verità.

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