Rubano le pepite d'oro, ma sono calcoli renali: surreale furto in appartamento
I malviventi pensavano di aver portato via del metallo prezioso di grande valore, ma si trattava di calcoli renali conservati in attesa di analisi mediche

PORDENONE. Sarebbero dovute essere delle pepite di grande valore quelle sottratte dai malviventi nella giornata di ieri, 16 febbraio, dopo aver messo a soqquadro un appartamento in via Istria, a Pordenone.
Peccato che quelle presunte “pepite” fossero in realtà semplici calcoli renali. La vicenda, dai contorni quasi surreali, si è consumata proprio nell’abitazione di Giuseppe Ragogna, ex vicedirettore del Messaggero Veneto.
Le modalità del furto non si discostano da quelle ormai tristemente consuete: i ladri si sono introdotti passando dal terrazzino, hanno rovistato in tutte le stanze, frugando negli armadi e svuotando i cassetti in tutta fretta, alla ricerca di contanti o oggetti preziosi. Il bottino, tuttavia, si è rivelato modesto, probabilmente non superiore ai centocinquanta euro tra monete e banconote di diverse valute.
È forse a quel punto che l’attenzione dei malviventi si è concentrata su una piccola scatola, custodita con cura, contenente alcuni frammenti minerali. Come nelle storie della corsa all’oro e del cosiddetto “oro dei matti”, che faceva esultare gli ingenui convinti di aver trovato il metallo prezioso quando si trattava invece di semplice pirite, anche in questo caso i topi d’appartamento devono aver immaginato di aver messo le mani su qualcosa di raro e prezioso.
Così hanno infilato tutto in tasca, ignari che si trattasse di calcoli renali conservati in attesa di analisi mediche, per poi far perdere le proprie tracce.
Al momento i responsabili non sono stati individuati. Al di là delle modalità decisamente maldestre, resta però la preoccupazione per l’ennesimo episodio di furto in abitazione registrato nella regione nelle ultime settimane, segnale di un fenomeno che continua a incidere sulla percezione di sicurezza dei cittadini.












