Addio a Paolo Prodi, dalla carica di rettore dell'Università di Trento al No al referendum
Si è spento a 84 anni dopo una lunga malattia il fratello dell'ex premier Romano. Molto legato a Trento fu rettore dell'Università e preside di Lettere, fondò l'istituto storico germanico e studiò a lungo il Concilio di Trento definendolo "Riforma" e non "Controriforma"

TRENTO. Si è spento il professor Paolo Prodi, fratello maggiore di Romano e rettore dal 1972 al 1977 dell'Università di Trento e poi fu preside di Lettere dal 1985 al 1988. Prodi aveva 84 anni e nel 1973 aveva fondato, sempre a Trento, città alla quale era molto legato, l'Istituto storico italo germanico.
Da tempo malato, il fratello dell'ex premier è stato un uomo di assoluto rilievo per il mondo della cultura italiana essendo anche tra i fondatori della casa editrice bolognese Il Mulino. Appassionato studioso e allievo del grande storico tedesco Hubert Jedin, ne aveva proseguito l’opera di studio sul Concilio di Trento (1545-1563), non una Controriforma, come era stata definita, ma una vera Riforma cattolica, che non era pura reazione alla sfida lanciata da Martin Lutero ma era vera spinta riformatrice.
Appassionato di politica nel 1992 era stato eletto deputato con La Rete, di Leoluca Orlando. Di pochi giorni fa la presa di posizione (in dissonanza con il fratello) per il No al referendum.












