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| 11 mag 2017 | 17:48

Casa del vino d'Isera, cambio al vertice, dopo 14 anni il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga passa il testimone a Stefano Marzadro

"Sarei potuto rimanere ancora per qualche stagione, ma voglio lasciare spazio ai più giovani", cambia la guida della Casa del Vino, realtà voluta dall’amministrazione comunale d’Isera e ‘ceduta’ ad una serie di aziende lagarine, cantine, imprese artigianali del gusto. Una quarantina i soci che decidono sulla gestione di questa struttura

Da sinistra il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga e Stefano Marzadro

ISERA. "Lascio la presidenza, ma non la casa’, diventata oramai la mia dimora del cuore". Il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga da ieri sera non è più il presidente della Casa del Vino della Vallagarina, struttura polifunzionale realizzata dal comune d’Isera nel suggestivo palazzo de Probizer, da oltre vent’anni una vera, prestigiosa ‘ambasciata del vino’, non solo dei comuni della destra Adige, tra Trento e Avio.

 

Cambio al vertice, il consiglio che nomina Stefano Marzadro, imprenditore di spirito, si potrebbe dire, visto che la sua famiglia a Nogaredo è tra i leaders della grappa e – da qualche stagione – pure imprenditori vitivinicoli sulla riviera del Garda, dopo l’acquisizione della cantina – oleificio Madonna delle Vittorie.

 

La Casa del Vino è stata voluta dall’amministrazione comunale d’Isera e ‘ceduta’ ad una serie di aziende lagarine, cantine, imprese artigianali del gusto, il vino come filo conduttore principale. Una quarantina i soci che – collegialmente – decidono sulla gestione di una struttura che annovera l’enoteca, un’osteria, ma anche alcune fascinose stanze, suite enoiche, visto che ognuna porta il nome di un vino autoctono trentino.

 

"Sarei potuto rimanere ancora per qualche stagione, ma voglio lasciare spazio ai più giovani. Del resto sono 14 anni che con orgoglio presiedo questa ‘casa’. L’ho resa, penso, ancora più bella ma soprattutto trasformata in una vetrina del buono che c’è lungo l’Adige", il marchese Guerrieri Gonzaga non ha mai ostentato il suo blasone, anzi.

 

Forte di una consolidata fama enologica con il suo San Leonardo – in gioventù però ha partecipato alla nascita del celebre Sassicaia, vino cult degli Incisa della Rocchetta, nobili maremmani tra l’altro imparentati con la dinastia di Borghetto d’Avio – il marchese Carlo è da sempre in prima fila nella valorizzazione del vino trentino. Conquistando successi internazionali. Al punto che proprio alla Casa del Vino d’Isera ha consentito il confronto tra i vini più blasonati d’Italia, dopo che le guide enologiche hanno messo sul podio più alto due soli vini: il Sassicaia e appunto il San Leonardo.

 

Cambio al vertice per rilanciare le innovazioni. Con il gestore della struttura, il frenetico Luca Bini, con la moglie Diletta Neri, deciso a mettere a disposizione la ‘formula Isera’ anche ad altre zone vitivinicole, trentine (ci pensa ad esempio la val di Cembra, coinvolgendo possibilmente Maso Franch, mentre ad Avio funziona già l’osteria nell’omonimo castello, pure a Mori, nella locale cantina sociale, è in atto un ‘Isera Style’ ) e in aree lontane, Piemonte in primis.

 

Ristorazione d’alto valore a prezzi decisamente ‘pop’, con piatti a base d’ingredienti assolutamente nostrani. Serviti – come si legge sulla lavagna all’ingresso – da persone felici. Orgogliose di curare questa ‘casa’, spronati dall’intelligenza di tutto il consiglio d’amministrazione, dall’affabilità del marchese. Che darà il suo prezioso apporto da ‘semplice socio’. La classe, anche in questo caso non è acqua. Ma vino, veramente d’amore.

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