Contenuto sponsorizzato
Treni, il nostro viaggio sulla tratta Verona-Trento. Dai "fuggi-fuggi" verso le toilette ai controlli della polizia: non mancano ritardi e disagi

Il 7 settembre scorso lo sciopero del personale viaggiante per la scarsa sicurezza. A distanza di un mese siamo saliti alla stazione di Verona Porta Nuova sul treno regionale 2746 delle ore 8:50 diretto a Bolzano. Ecco cosa abbiamo visto

Di Tiberio Chiari - 10 ottobre 2017 - 17:14

VERONA. La tratta ferroviaria Verona-Bolzano-Brennero è notoriamente una delle più “difficili”. Negli ultimi mesi diverse aggressioni hanno coinvolto i capotreni impegnati nel controllo dei titoli di viaggio. Dopo lo sciopero del 7 settembre indetto da parte del personale viaggiante per denunciare le scarse condizioni di sicurezza nelle quali i controllori si trovano a dover operare, l'azienda e le istituzioni hanno promesso un maggior impegno e nuove sinergie per migliorare le condizioni del personale e dei viaggiatori. (Qui l'articolo sullo sciopero)

 

A distanza di un mese da quello sciopero siamo saliti alla stazione di Verona Porta Nuova sul treno regionale 2746 delle ore 8:50 diretto a Bolzano. Abbiamo percorso la tratta sino a Trento con arrivo previsto alle ore 9:50. Ecco la situazione che abbiamo trovato.

 

Il treno parte in perfetto orario alle 8:50. Il convoglio è pulito e molto confortevole, fa parte della nuova flotta di treni frutto dell'investimento congiunto delle Province di Trento e Bolzano e Trenitalia. È dotato anche di un sistema di videosorveglianza continuo che aiuta a controllare durante il viaggio i vari settori del convoglio.

 

Alla stazione di Verona, però, non è ancora attivo alcun controllo preliminare dei titoli di viaggio prima dell'accesso alla zona d’imbarco. Questo permetterebbe l'accesso ai treni ai soli passeggeri con biglietto valido e corrente, diminuendo sicuramente poi l'onere del lavoro di controllo da parte del personale viaggiante. Una misura che è già stata adottata nelle stazioni di Milano e Roma e dunque già sperimentata e operativa.

 

Saliti a bordo ci sediamo in un posto strategico tra l'ingresso della toilette e una delle uscite in coda al treno per poter avere una visione abbastanza generale del convoglio. Il treno non ha interruzioni tra le varie carrozze e questo accorgimento progettuale permette sicuramente un lavoro di controllo più agevole da parte del personale addetto e per i passeggeri una maggior sensazione di sicurezza non essendoci scompartimenti chiusi e isolati. La toilette di fronte a noi, una delle due a disposizione dei viaggiatori, è però fuori servizio, ma nessun cartello segnala il guasto, semplicemente la porta è bloccata.

 

Subito dopo la partenza, intuendo che la capotrento percorrerà il convoglio dalla prima carrozza verso il fondo, alcuni passeggeri iniziano a spostarsi in gruppo verso la coda del convoglio, tentano di accedere uno dopo l'altro alternativamente alla toilette (che ci premuriamo di segnalare come guasta per impedire che si ostinino troppo nello spingere il portellone bloccato). L'andirivieni continua frenetico in attesa che il treno giunga alla prima stazione. Le fermate previste prima sono tre: Domegliara, Ala, Rovereto.

 

Alcuni piccoli gruppi di passeggeri, in totale circa una decina, continuano a muoversi avanti e indietro in attesa delle mosse della capotrento. La sensazione è che vorrebbero, grazie ai loro continui movimenti coordinati, che il personale si accorgesse della loro presenza il più tardi possibile. Il treno procede comunque sino a Domegliara tranquillamente, e poi verso Ala dove il controllo dei biglietti giunge verso l'ultima carrozza. Il treno accusa qualche minuto di ritardo quando si ferma alla stazione di Ala mentre qualche passeggero, invitato a lasciare il treno perché senza biglietto, tenta di risalire alcune carrozze più avanti. Nel frattempo alla capotreno si uniscono anche due agenti della Polizia Ferroviaria e la affiancano nel lavoro di controllo.

 

Alcuni passeggeri, come per esempio una giovane ragazza seduta di fronte a noi con una bambina molto piccola in braccio, durante il controllo hanno mostrato biglietti non validi e vengono fatti scendere alla fermata di Ala. Molti dei passeggeri senza biglietto appaiono disperati, persone che tentano di raggiungere altri Stati, l’Austria e forse poi la Germania. Altri invece sembrano meno provati e tra questi ultimi molti danno l’impressione di essere abitudinari di questa tratta, sanno come muoversi senza esitazioni.

 

Alcuni passeggeri senza biglietto, intanto, riescono a proseguire il viaggio sino a Rovereto mentre la Polizia continua i controlli affiancando la capotreno. La presenza della Polizia permette uno svolgimento delle operazioni abbastanza tranquillo e le rimostranze sono poche e mai violente. Solo alcuni ragazzi si lamentano presentando tessere di credito per viaggi, le quali però risultano esaurite o scadute. Vorrebbero quindi giustificarsi sostenendo di non sapere nulla riguardo l'estinta validità dei loro carnet, ma le rimostranze risultano del tutto vane.

 

Il convoglio intanto accumula un ulteriore ritardo giunto a Rovereto, dove si ferma per permettere agli agenti e alla capotrento di portare a termine il proprio lavoro di identificazione e controllo. Alcuni passeggeri sono invitati ad abbandonare il treno. Le operazioni richiedono un po' di tempo finché, scusandosi per il ritardo, un dipendente di Trenitalia ci avvisa che a breve si sarebbe potuti ripartire.

 

Giungiamo infine alla stazione di Trento alle ore 10:12, con un ritardo di circa 22 minuti accumulato su un tragitto di 60 minuti. Questo ritardo è stato certamente il disagio maggiore per i viaggiatori e per quello che abbiamo potuto osservare è stato in parte sicuramente accumulato per eseguire le operazioni di controllo e allontanamento dal treno di chi non era provvisto di un titolo valido per continuare il viaggio. Non ci sono mai stati momenti di tensione durante il percorso anche grazie alla presenza sul treno degli agenti. Non abbiamo potuto infine verificare se il ritardo, sostanzioso, non fosse in parte anche da imputare anche al traffico ferroviario.

 

La situazione su questa tratta continua ad essere comunque complicata, anche se il servizio e i controlli ci sono, sono efficienti e svolti in sicurezza. I nuovi convogli aiutano in questo compito il personale, ma con molta probabilità un check-in prima dell'accesso ai binari alla stazione di Verona sarebbe d'aiuto.

 

Il problema maggiore sembra comunque legato alla mancanza di un coordinamento a livello più alto sull’emergenza immigrazione, il quale possa portare ad una sincera collaborazione tra i vari Stati Europei. Situazioni limite, come quelle che spesso si verificano su tratte ferroviarie di frontiera (frontiere che tra l'altro non dovrebbero oggi più essere effettive), sono solo destinate ad aumentare vertiginosamente se al posto di voler convergere verso una posizione comune le varie politiche nazionali, regionali, europee continueranno a vagheggiare riguardo ai possibili risultati positivi promessi dai fautori di strane forme di neo-isolazionismo, controproducenti, dissennate e destabilizzanti. I continui disagi sopportati dai passeggeri sulla tratta Verona-Bolzano-Brennero lo testimoniano, minore è la collaborazione più insuperabili diventano i problemi.  

Video del giorno
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

20 ottobre - 13:27

La conferenza questa mattina al Magnete organizzata della Lega Nord. Aboulkheir Breigheche: "Vergognoso etichettare le persone solamente per l'appartenenza religiosa"

20 ottobre - 06:55

Si spazia dalle patologie più sintomatiche, quali depressione, ansia, panico e forme fobiche ai problemi di transizione come adolescenza e anzianità. Pacher: "Non è mai banale riconoscere i sintomi di un disturbo psicologico da quello di una fase della vita. Anche l'elaborazione di un lutto, la perdita del lavoro o il mobbing possono essere causa di disagio"

20 ottobre - 12:34

Secondo la Guida 2018 dell'Espresso i ristoranti premiati di qua e di là da Salorno sono 8 contro 25. Quattro cappelli per l'Hotel Rosa Alpina St. Hubertus Badia e tre per Auener Hof Terra Sarentino. Tre cappelli per il cuoco di Roncegno Baldessari. Ecco la ricetta del piatto più buono dell'anno

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato