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A Pergine un Salvini da 10 e più. Con il ministero della montagna e i lavori sociali per Dellai scrosciano gli applausi

Comunque la si pensi, il leader del Carroccio convince il suo popolo dimostrandosi ben preparato sui problemi del Trentino. Tra i più applauditi il passaggio sullo spaccio al parco Santa Chiara

Di Cinzia Patruno - 11 febbraio 2018 - 20:42

PERGINE VALSUGANA. Un Salvini preparatissimo sul Trentino che strappa applausi ad ogni frase, con continui riferimenti al territorio. E tante promesse o, come dice lui, impegni: stop all'invasione, un ministero della montagna, sei mesi di servizio militare, politici trentini nei collegi trentini (il riferimento è a Boschi) e l'auspicata caduta di Dellai. Il "Prima gli italiani Tour" è obiettivamente un successo.

 

A Pergine, il candidato premier Matteo Salvini è stato acclamato da una folla numerosa, che ha voluto incontrarlo nonostante l'assaggio di primavera domenicale. In molti sono rimasti fuori dall'auditorium delle scuole don Milani di via Monte Cristallo.

Un Salvini puntualissimo, accolto da tantissimi simpatizzanti e da Fugatti e Savoi, che hanno fatto gli onori di casa. Informale, in camicia azzurra, parla al suo pubblico stando in piedi e riceve continui applausi scroscianti. Arrabbiato sì, ma sorridente perché "Matteo, anche se ti fanno arrabbiare in televisione, sorridi", gli dice sempre la mamma.

 

In una regione, il Trentino, che Matteo conosce da quarant'anni: "Mia nonna mi ha insegnato a amare il Trentino, io sono cresciuto in Val Rendena. Ci venivo da quando avevo un anno perché entrambi i miei genitori avevano il brutto vizio di lavorare".

 

Alla faccia di chi non lavora, il nemico pubblico numero uno della Lega: gli immigrati scansafatiche. "Non è possibile - continua Salvini - che siano passati per il Trentino migliaia di clandestini che hanno mangiato e bevuto a spese vostre e poi, invece di dire grazie, protestano. Protestano a Rovereto e protestano a Trento. Sapete per cosa? Per vedere le partite su Sky. E la finale di Sanremo". Il pubblico non gradisce e Matteo rincara la dose. "E' chiaro che se uno scappa dalla guerra ha come priorità vedere le partite su Sky. Ma dalla guerra non scappavano anziani, donne, bambini? Da questa presunta guerra scappano solo ragazzoni di venticinque anni con il cappellino e il telefonino. Non so voi, ma io ho come l'impressione che ci stiano prendendo in giro".

 

E non facciamo confusione con la storia della migrazione trentina: quella era gente che lavorava eccome. "Loro (la sinistra, prima fra tutti Laura Boldrini, ndr) vogliono confondere la migrazione dei nostri nonni con questa migrazione. Milioni di trentini in cima agli altri italiani hanno portato voglia di lavorare e non gli sono mai stati regalati colazione, pranzo e cena in albergo. Vogliono mettere sullo stesso piano chi andava a lavorare in Sud America con chi va a spacciare ai giardinetti Santa Chiara".

 

L'applauso più intenso arriva quando si parla di pensioni e legge Fornero, che va eliminata perché "I nonni devono tornare a fare il mestiere più bello del mondo, che è fare i nonni". Una retorica invidiabile, che tocca proprio tutti.

 

Poi, bisogna tornare a insegnare ai giovani il senso di civiltà, per poter "lasciare ai nostri figli il Paese che ci hanno lasciato i nostri nonni". Proposta dalla Lega, quindi, la reintroduzione della leva obbligatoria dai sei agli otto mesi. Per ritrovare "il rispetto, il sacrificio che sono cose, secondo me normali".

 

In poco più di mezz'ora, si toccano tutti i punti cari alla Lega, tra i quali non poteva mancare la legittima difesa. "La legittima difesa è sempre e comunque legittima difesa nella mia casa, nel mio negozio, nel mio ufficio", racconta Salvini rifacendosi al fatto di cronaca di qualche giorno fa, il gioielliere a Napoli che ha sparato al rapinatore uccidendolo.

 

E la sicurezza? "Io mi ricordo che quarant'anni fa, sia a Trento che a Milano, prendere l'autobus dopo il calcetto non era una missione a rischio, era la normalità. Portatela voi adesso vostra figlia in stazione a Trento".

 

Si scherza un po', il clima è rilassato. Si parla un po' degli avversari, come la Boschi, aretina del Pd candidata a Bolzano. Ma la Lega non ci sta. "Abbiamo scelto per rappresentare il Trentino, cosa incredibile, gente del Trentino". Maurizio Fugatti per la camera nel collegio della Valsugana. E un auspicio da parte del candidato premier. "Spero che stavolta a Trento e Bolzano facciate il vostro interesse e non scegliate candidati che vengono dalla Toscana o quant'altro".

 

Salvini parla alla pancia del suo pubblico, ne conosce le passioni. In Trentino, la montagna. E così si impegna anche a istituire un ministero apposito che se ne occupi, gestito chiaramente da un rappresentante della Lega. "Se la montagna non è gestita, curata, conosciuta, la montagna fa la montagna". E per impedire che ciò accada ci vogliono i leghisti delle valli, gente che sappia di cosa si sta parlando. Un po' come un leghista dovrebbe occuparsi di agricoltura in un ipotetico governo con Forza Italia.

Infine, un appello contro l'astensionismo, che va a danneggiare noi stessi che non i politici che non ci piacciono. "Ce li avete tutti in famiglia quelli che staranno a casa il 4 marzo. Ma non puniranno Salvini, puniranno se stessi, facendo valere il doppio il voto dei mafiosi".

 

Un Matteo sicuro di sé, sicuro della vittoria. "Io faccio gli anni il 9 marzo e non vedo l'ora di festeggiare avendo vinto le elezioni". Alla faccia del nemico Lorenzo Dellai. "Faremo un lavoro socialmente utile anche a Dellai. Viva il Trentino, viva la Lega, viva la Valsugana". Un Matteo che aveva esordito con la frecciatina alla stampa schierata. "Se fosse arrivato Renzi, avremmo avutola Rai in prima fila, ma vinceremo anche alla faccia dei giornalisti che sono schierati a sinistra".

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