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Adunata degli Alpini e Dolomiti Pride. I candidati al Parlamento parteciperanno? Alcuni sì, alcuni no e alcuni ni

Saranno i primi appuntamenti pubblici a cui parteciperanno deputati e senatori eletti a Trento. Tutti uniti con gli Alpini, con i distinguo dei candidati antimilitaristi. Al pride ci andranno in pochi, il centrodestra si terrà alla larga da quella che considerano una "buffonata". Anche se c'è chi dice: "Ho comunque amici gay...". Il 5 Stelle: "Non partecipo, io non sono gay"

Foto modificata da ilDolomiti.it
Di Donatello Baldo - 22 febbraio 2018 - 06:02

TRENTO. "Certo che sì - afferma Franco Panizza - all'Adunata degli Alpini ci sarò, sapendo che l'iniziativa non sarà una rivendicazione nazionalistica o una celebrazione della vittoria. Parteciperò all'Adunata che celebra la pace, questo sì".

 

Ma nessuna certezza sulla sua partecipazione al Gay Pride che si terrà a Trento poche settimane dopo. "Premetto che a un pride non ho mai partecipato - ammette - che ho soltanto visto le immagini alla televisione, immagini che devo ammetterlo a volte sembravano alquanto provocatorie".

 

Ma non dice no, non per principio. "Io rispetto tutti e sono contrario ad ogni discriminazione. Vedrò il programma delle iniziative - spiega - e se le rivendicazioni non saranno caricaturali e se la volontà sarà di coinvolgere la città contro le discriminazioni non escludo una mia partecipazione". Ma sottolinea: "Prima voglio capire, voglio vedere il programma e capirne lo spirito". 

 

Anche la sua collega di centrosinistra che correrà alla Camera parteciperà all'Adunata degli Alpini. "Da assessora se non sarò eletta - afferma Mariachiara Franzoia - e da deputata se invece i cittadini sceglieranno di mandarmi a Roma".

 

"Gli Alpini sono parte del nostro tessuto sociale, fondamentali nel volontariato. Si vedono nelle sagre di paese e nelle zone colpite da calamità, sono sempre disponibili". Rispetto alle polemiche tra Schützen e Alpini la candidata del Pd taglia corto: "Guardiamo avanti, queste contrapposizioni non hanno più nessun senso".

 

L'assessora, forse futura deputata, parteciperà anche al Pride delle Dolomiti che si svolgerà poco meno di un mese dopo, il 9 giugno: "Se il messaggio è l'inclusione, se l'accento è sul contrasto di tutte le discriminazioni allora sì, perché no".

 

Passando all'altro fronte, il centrodestra, entrambi i candidati su Camera e Senato parteciperanno di buon grado alla sfilata delle Penne nere. "Ci mancherebbe altro, certo che ci sarò", afferma subito Andrea De Bertoldi

 

"Io parteciperò anche da semplice cittadina, anche se non sarò eletta", afferma Giulia Zanotelli della Lega, candidata a Trento per il centrodestra. "Mio nonno era alpino, gli alpini sono dappertutto e sempre disposti ad aiutare, non si può non partecipare all'Adunata"

 

Ma né l'uno né l'altra ci saranno alla sfilata del Gay Pride. "Certo che no - spiega De Bertoldi - ritengo che chi lotta per il riconoscimento dei propri diritti non debba fare pagliacciate, e le buffonate non vanno sostenute dalle autorità", quindi se fosse lui il senatore della città di Trento qual giorno andrebbe altrove.

 

"Io no di sicuro - dice Giulia Zanotelli - io sono per la famiglia fondata su padre e madre. Ho tanti amici gay - spiega - e devo dire che anche tra i gay sono molti che non parteciperanno e che non condividono queste iniziative".

 

De Bertoldi, esponente di Fratelli d'Italia, se venisse eletto si farebbe promotore di una legge costituzionale: "Per inserire della Carta il principio per cui ogni bambino deve avere diritto ad avere madre e padre", per ribadire il suo no alle famiglie omogenitoriali. 

 

Diametralmente opposte  a quelle sopra le posizioni di Potere a Popolo e di Liberi e Uguali. Le posizioni di Graziano Morando e di Renata Attolini sono quasi sovrapponibili. "Sono contro tutto ciò che è militare e militarizzato - spiega quest'ultima, candidata di Leu - anche se apprezzo l'impegno degli alpini sul territorio e nelle emergenze". 

 

"Da rappresentante delle istituzioni all'Adunata parteciperei - ammette - ma da semplice cittadina no, me ne starei a casa". Molto favorevole e pronta a scendere in piazza per il Pride delle Dolomiti: "Ho sempre partecipato alle iniziative di Arcigay e continuerò a farlo. I diritti per la comunità lgbt sono diritti di tutti e per tutti". 

 

Anche Morando, candidato di Potere al Popolo, non è convinto della sua partecipazione all'appuntamento con le Penne nere: "Sono pacifista e gli alpini sono parte delle Forze armate". Se diventasse deputato proporrebbe subito una drastica riduzione delle spese militari, la sua partecipazione all'Adunata sarebbe un po' contraddittoria. 

 

Ma parteciperebbe invece volentieri al Gay Pride trentino. "Certo, senza dubbio. Noi siamo per l'inclusione, per l'allargamento dei diritti di ciascuno, contro ogni forma di discriminazione". Con lui anche la candidata della sua stessa formazione Valeria Allocati

 

"Al Gay pride sì, ci andremo di sicuro - afferma la candidata di Potere al Popolo - è parte integrante del nostro programma l'attenzione per i diritti civili di tutta la comunità lgbt. Ma non aderiremo ufficialmente alla parata militare delle Penne nere".  

 

Anche la candidata ci tiene a una precisazione: "Degli alpini c'è un aspetto da apprezzare, quello dell'impegno civile e del volontariato che prestano in ogni occasione di necessità anche in caso di calamità naturali. Ma pur apprezzando questo, alla parata militare noi non parteciperemo". 

 

Andrea Pradi, candidato senatore per Liberi e Uguali andrà a entrambe le iniziative. "Penso che gli alpini siano una forza civile più che militare - osserva - e questo deve essere apprezzato". La sua partecipazione al Pride delle Dolomiti è conseguente con il suo impegno: "Da sempre ci battiamo per i diritti delle persone omosessuali e transgender - assicura - e al pride parteciperò convintamente".  

 

Andrà a tutte e due le iniziative anche Carmen Martini, candidata alla Camera per i 5 Stelle: "Nelle manifestazioni dove c'è fraternità, dove c'è gioia noi partecipiamo. E la gioia e la fraternità si trovano sia tra gli alpini che tra le persone omosessuali che si vogliono bene".

 

Il suo collega dei 5 Stelle candidato al Senato a entrambe le manifestazioni "ci andrà a fare un salto". Cristiano Zanella all'Adunata non ci andrà ufficialmente perché "io ero della in fanteria". Stesso ragionamento anche per il gay pride: "Non sono gay e quindi penso che non parteciperò alla sfilata".

 

"Parteciperò sicuramente all’adunata degli Alpini - dice Filippo Castaldini candidato di Casa Pound - per celebrare anche il centenario della fine della Grande Guerra, un momento storico per la nostra Nazione e che va ricordato, soprattutto in una terra come la nostra e rispettando entrambi gli schieramenti".

 

"Per quanto riguarda il Gay Pride, - afferma invece il candidato - CasaPound è da sempre lontana da posizioni omofobe ma di certo non parteciperà a questa oscena carnevalata che getterà nel ridicolo non solo Trento ma anche quei gay che non si sentono rappresentati da queste lobby e manifestazioni di dubbio gusto".

 

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