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Dolomiti Pride, le parole di Rossi fanno arrabbiare anche il Pd nazionale. Scalfarotto: ''Votare per lui o per un leghista, cosa cambia?''

Anche Monica Cirinnà interviene sulla vicenda del diniego del patrocinio: "Questo vostro presidente deve capire bene che non è il caso di porsi fuori dalla storia, e soprattutto fuori dalla storia politica. Ormai nessuno più nega il patrocinio a un pride"

Di Donatello Baldo - 31 marzo 2018 - 18:50

TRENTO. Le parole di Ugo Rossi fanno discutere anche a livello nazionale. Che un governatore di centrosinistra, seppur autonomista, neghi il patrocinio al gay pride, è qualcosa di anomalo nella politica italiana. "Queste cose fanno ormai parte di un patrimonio di valori acquisito", afferma stupito il deputato del Pd Ivan Scalfarotto, sottosegretario, gay dichiarato e attivista per i diritti civili.

 

Ma oltre al patrocinio negato, pesano le affermazioni. "A leggere le dichiarazioni di Rossi viene da chiedersi che differenza  ci sia tra eleggere lui o eleggere come presidente un esponente della Lega". L'esponente del Pd si riferisce alla descrizione della parata, per il governatore trentino "esibizionismo" e "folclore", nulla più. 

 

"Dice anche che la manifestazione non porta valore alla comunità trentina - ricorda Scalfarotto - e questo significa dare uno schiaffo alle decine di migliaia di persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender che ogni giorno contribuiscono al valore della loro comunità attraverso il valore del loro lavoro, dei loro sacrifici, degli affetti delle persone che le amano, delle loro famiglie, delle tasse che pagano".

 

"Il vostro territorio nella scorsa legislatura ha eletto una figura straordinaria come Giorgio Tonini, cattolico, ma che ha contribuito in modo importante nella discussione che ha portato all'approvazione della legge sulle Unioni civili. Tonini è espressione di un mondo che non ha nel Dna questi temi - osserva - ma comunque si è fatto carico delle aspettative di una parte del Paese. Non ha nascosto la testa sotto la sabbia, non ha avuto paura". 

 

"Questa è la politica riformista, quella che i temi li affronta e se non li capisce cerca di approfondire e di capire di più e meglio. La posizione di Rossi invece - osserva Scalfarotto - è la fotocopia della peggiore destra. E l'elettore non vota per la copia ma per l'originale. Se Rossi dice dalle cose da leghista non farà altro che aggiungere voti alla Lega".

 

Molto dura anche la senatrice Monica Cirinnà, la 'mamma' della legge sulle Unioni civili che porta il suo nome. "Questo vostro presidente deve capire bene che non è il caso di porsi fuori dalla storia, e soprattutto fuori dalla storia politica. Ormai nessuno più nega il patrocinio, gli esponenti di centrosinistra ai pride partecipano". 

 

"Se non ci fossero stati i pride - spiega - non avremmo mai avuto la legge sulle Unioni civili, non avremmo avuto quelle bellissime piazze piene di uomini e donne il 23 gennaio del 2016, quando una meravigliosa 'rivolta popolare' di migliaia di persone, gay, etero, lesbiche, di qualunque orientamento e identità sessuale,  chiedeva al Parlamento una legge di uguaglianza".

 

"Dove sta il folclore - si chiede la senatrice - quello di una bandiera rainbow? Di un carro festoso e ironico? Non mi pare che tutto questo possa offendere qualcuno. Io sono pienamente convinta - afferma - che se all'inizio della loro storia i pride non avessero osato anche con l'ostentazione, del tema dei diritti per le persone omosessuali non si sarebbe mai parlato e la discriminazione sarebbe rimasta così com'era" .

 

"Ora è finito il tempo in cui per essere visibili si doveva per forza scandalizzare - ora i gay pride sono parate orgogliose, di visibilità e dignità, di orgoglio, di gioia. I pride non sono altro che questo - spiega - momenti per chiedere la piena uguaglianza, la piena dignità e il pieno riconoscimento".

 

"Non dare il patrocinio al Dolomiti Pride, in italiano semplice, significa questo - afferma -: non riconoscere che questa manifestazione ha a che fare con la comunità. Ma non è così: anche lì abitano e vivono cittadini con diversi orientamenti sessuali". 

 

La senatrice parla anche del suo partito, del Partito democratico che in Trentino, dopo le affermazioni di Rossi, ha cercato di smarcarsi un po'. La base, leggendo molti commenti, avrebbe voluto una reazione maggiore. "Io sono convinta che i nostri elettori sono molto più avanti dei nostri rappresentanti".

 

"Gli elettori che ci sono rimasti, che se aspettiamo ancora se ne vanno tutti, sono molto più di sinistra di molti degli eletti nelle istituzioni. Il Pd per avere ancora senso deve tornare a rappresentare i temi della sinistra, dell'uguaglianza, i temi delle persone che soffrono, che hanno bisogno e chiedono diritti e dignità". 

 

"O ci occupiamo delle istanze sociali oppure non ha nemmeno più senso un partito di sinistra. O ci occupiamo degli ultimi - afferma - e quindi anche di quel ragazzo gay che vive in una valle e ha paura di parlare ai genitori del suo orientamento sessuale, oppure il Pd finirà".

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