Il Pd si affida al quadrumvirato. Accolte le dimissioni di Italo Gilmozzi da segretario provinciale
A breve sarà nominato un 'traghettatore' che porterà il partito fino alle elezioni provinciali. Per ora i dem si affidano alla guida di Borgonovo Re, Manica, Olivi e Tonini

TRENTO. Il segretario dimissionario Italo Gilmozzi è stato più vole tirato per la giacchetta: "Dai, rimani tu", gli hanno detto in molti. Per stima, ma anche perché il pericolo che molti avvertono all'interno del Partito democratico è che un congresso porterebbe ad ulteriori divisioni.
L'assemblea provinciale, convocata ieri, alla fine le dimissioni di Gilmozzi le ha accettate. Così come il parlamentino dell'Upt ha accettato quelle di Tiziano Mellarini. Non poteva essere diversamente. La sconfitta elettorale c'è stata, eccome, non si poteva far finta di niente.
Le dimissioni di Gilmozzi sono rimaste congelate per 15 giorni, in attesa di capire cosa fare. Scartato il congresso, l'Assemblea provinciale ha deciso di nominare un quadrumvirato. Quattro 'saggi' che avranno il compito di redigere un documento politico e di rappresentare il Pd nel confronto con la coalizione.
Saranno Donata Borgonovo Re, presidente dell'Assemblea provinciale, Alessandro Olivi, vicepresidente della Giunta, Alessio Manica, capogruppo in Consiglio provinciale, e Giorgio Tonini, senatore uscente.
Per poco, però. L'intenzione è quella di nominare, a breve, un traghettatore che riesca a governare la barca democratica nelle acque agitate dell'estate e dell'autunno, fino alle elezioni provinciali.












