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Alla Regione la delega sulla Giustizia. Dellai: "Ora quella sul carcere: Autonomia significa responsabilità"

Il Governo approva la norma di attuazione sulla delega riguardante la "macchina della giustizia". Lorenzo Dellai, presidente della "Commissione dei 12" rilancia: "Già fissato un incontro per parlare della delega sul carcere"

Di Donatello Baldo - 30 dicembre 2016 - 08:18

TRENTO. Il Consiglio dei ministri ha deciso: approvata la norma di attuazione che delega alla Regione Trentino-Alto Adige le funzioni riguardanti l'attività amministrativa e organizzativa di supporto alla "macchina della Giustizia" e la gestione del relativo personale. Si sta parlando della gestione diretta del personale amministrativo, circa 400 persone, e delle funzioni di supporto da esso esercitate.

 

L'annuncio è stato dato dal governatore Ugo Rossi che esprime “molta soddisfazione” e ringrazia “questo governo che ha mantenuto gli impegni ma anche il governo precedente che gestito questa importante partita”.

 

La gestione dei Tribunali di Bolzano, Trento e Rovereto, che si aggira attorno ai 20-22 milioni di euro, saranno a carico della Autonomie speciali di Trento e di Bolzano, attraverso una riduzione del concorso delle stesse al risanamento del Bilancio dello Stato. Le Province autonome dovranno farsi carico anche dei costi di gestione e manutenzione degli immobili, nonché delle forniture e degli arredi.

 

Per Ugo Rossi si tratta “di una pagina importante per la nostra Autonomia che dimostra a tutti che non è un privilegio ma significa assunzione di responsabilità”. I ringraziamenti proseguono, “agli uffici giudiziari che ci hanno creduto e nel tempo si sono convinti, agli uffici della Provincia e alla Commissione dei Dodici”. Ma soprattutto al suo presidente, “a Lorenzo Dellai che si è sempre speso per portare avanti questa importante trattativa con il Governo”.

 

E allora chiediamo prorprio a Lorenzo Dellai di spiegarci la portata “storica” di questa norma di attuazione. “Con gli aggettivi è sempre meglio andare cauti – afferma il deputato – ma non c'è dubbio che si tratta di un traguardo importante”.

 

E forse anche simbolico, il tema della giustizia è percepito da sempre come ambito statale.

Infatti la valenza va al di là del merito. Assume un significato simbolico perché la nostra autonomia è stata capace di farsi carico e collaborare con lo Stato nella co-gestione di questioni tipicamente statali, connaturate con l'idea stessa di Stato. La nostra è un'autonomia davvero speciale, capace di cooperare con le istituzioni, di assumersi delle responsabilità.

 

Non credo sia stato facile convincere il Governo su questa delega.

C'è voluto tanto tempo, il confronto è durato a lungo. Ringrazio il Ministero della giustizia per aver saputo affrontare la questione con impegno e capacità ma non è stato facile.

 

Qualcuno non era ben disposto a trasferire questa delega ad una Regione?

Diciamo che ci sono state anche delle opinioni di chiusura, addirittura di incredulità, quasi fosse un'eresia. Ma alla fine, attraverso il confront, siamo riusciti a portare a casa questo risultato.

 

Anche attraverso qualche compromesso.

I buoni compromessi sono alla base della storia dell'Autonomia. Non è il testo da cui siamo partiti, non è la proposta iniziale ma è un risultato notevole e di indubbia importanza. E la giustizia è un bene che potremo garantire ancora di più.

 

Adesso si può cominciare a parlare anche di carcere?

È giunto il tempo, e questo nuovo trasferimento può spianare la strada a un altra intesa sull'amministrazione della casa circondariale. Anche in questo caso sarà possibile avviare una collaborazione: ho già chiesto agli uffici del ministero un incontro subito dopo le vacanze per iniziare a istruire l'argomento. Una norma di attuazione specifica sarebbe cosa opportuna.

 

E sarebbe cosa buona e giusta occuparsi della situazione carceraria che non è certo, né a livello nazionale né in Trentino, un'eccellenza.

Responsabilità significa non scaricare sugli altri nemmeno le questioni problematiche. Significa avere a cuore la qualità umana e sociale, significa avere una visione di comunità che non esclude. E la responsabilità totale è l'autonomia del futuro.

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