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Guerra tra i 5 Stelle. Quattro iscritti espulsi dal Meetup e la sempre più evidente spaccatura tra Degasperi e Fraccaro

Tensioni, liti, reciproche accuse, minacce di querela e addirittura qualcuno avrebbe registrato di nascosto il consigliere provinciale Filippo Degasperi. In una mail la decisione di 'bannare' Mauro Direno, Mario Dalterio, Andrea Matteotti e Massimo Pittui. Duro il commento della consigliera Bottamedi ex 5 Stelle: "Per fortuna che sono diversi dagli altri"

Di Donatello Baldo - 17 luglio 2017 - 06:34

TRENTO. Tira brutta aria tra i 5 Stelle. Tensioni, liti, reciproche accuse, minacce di querela e addirittura qualcuno avrebbe registrato di nascosto il consigliere provinciale Filippo Degasperi. Quattro iscritti al Meetup trentino sono stati bannati, che per il partito tutto-web equivale alla sanzione del'espulsione.

 

Ma su tutto sembra ci sia la lotta intestina tra Degasperi e il deputato Riccardo Fraccaro. Non è un caso che il primo non si veda mai a fianco del secondo da molto tempo a questa parte. La distanza è stata notata da molti anche in occasione della presentazione dell'iniziativa sul reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia 5 Stelle che il consigliere provinciale ha disertato.

 

L'accusa che molti rivolgono a Degasperi è l'interesse per il solo tema dell'immigrazione, un terreno scivoloso che per alcuni iscritti farebbe avvicinare un po' troppo il movimento alla destra populista, tralasciando i temi della trasparenza e della legalità, del reddito e del 'vaffanculo' ai partiti tutti, quelli cari ai grillini della prima ora.

 

Ma tornando su questi provvedimenti, decisi dall'organizer del Meetup Roberto Campopiano, gli iscritti colpiti dal 'ban' sono nomi di assoluto rilievo nella galassia grillina: Muro Direno, Mario Dalterio, Andrea Matteotti e Massimo Pittui

 

La decisione, come dicevamo, è stata presa da Campopiano che in una mail circolata tra gli iscritti, di cui siamo in possesso, afferma questo: "Per proteggere il nostro gruppo da comportamenti ed episodi (...) di offese, minacce non degne del nostro gruppo, ho ritenuto applicare la misura temporanea (...) del ban con revoca di immediata esclusione dal Meetup".

 

E continua: "Vi scrivo per ribadire con forza la solitudine e la mancanza assoluta di supporto all'organizer che è abbandonato a sé stesso:è un dato di fatto che gli stessi portavoce non raccolgono le sue sollecitazioni", ammettendo così problemi che non sono solo imputabili ai 'bannati', ma problemi che investono tutto il movimento.

 

"Nonostante abbia cercato di far da paciere in più occasioni mi è stato consigliato un esame di coscienza per la situazione attuale", afferma Campopiano, e dice: "Una sola parola: Vergogna". E senza girarci attorno accusa tutti gli attivisti: "Mi sono domandato quale sia il ruolo degli attivisti oltre a non dare nessuna disponibilità per lavori concreti".

 

"Forse - insinua l'organizer - quello di criticare in chat senza supportare minimamente il gruppo. Non ho ricevuto la telefonata di nessuno - spiega -  tranne una di critica per il menu della festa che ho dovuto organizzare da solo".

 

Si riferisce anche a Massimo Pittui, di cui riporta anche una conversazione: "Prima che cacciano via me sarò io a cacciar loro. Mi sono rotto il c***o. Via i censori dal gruppo. Addio"

 

Insomma, volano gli stracci. Pittui è un grillino della prima ora, un ortodosso a quanto dicono. "Mi ha pure minacciato in privato", scrive Campopiano. "Fino a quando dovremmo sopportare tutto questo?", si chiede, e aggiunge nuovamente: "Vergogna". 

 

Tra gli atri 'bannati' c'è anche  Andrea Matteotti che, secondo Campopiano, "ha ammesso di aver registrato Filippo Degasperi senza nemmeno avvisarlo. Filippo Degasperi ne ha chiesto l'espulsione diretta - scrive nella mail - e io dopo giorni di riflessione l'ho avvisato e l'ho bannato".

 

Le posizioni di Mario Dalterio e Mauro Direno sono invece queste, spiegate sempre nella mail di chiarimento scritta agli iscritti al Meetup: "Filippo Degasperi ha chiesto l'espulsione di Mauro Direno per falsità contro di lui", spiegando il motivo della sospensione dell'attivista di Levico Terme. 

 

Ma su quest'ultimo grava anche lo scontro con un altro attivista, l'ex candidato alla carica di sindaco di Pergine Mario Dalterio. "Visto il livello che si è raggiunto [con] minaccia reciproca di querela e uso improprio di Facebook per divulgare diatribe interne, trascorsi alcuni giorni ho avvisato entrambi e ho applicato il ban".

 

Il motivo della diatriba è spiegata in queste poche parole: "C'è una questione non chiara sul lavoro privato di Mario Dalterio". Quest'ultimo è un militare di stanza a Trento, arruolato nell'esercito. Secondo Direno, per legge, non potrebbe fare politica attiva e sembra abbia sollevato la questione pubblicamente. 

 

Direno è un intransigente fustigatore di chiunque non rispetti regole e leggi, siano essi sindaci o semplici cittadini. La sua coerenza sembra lo abbia portato a chiedere conto a Dalterio di questa cosa e da lì si è scatenato il putiferio. 

 

Di questo ma soprattutto della divisione tra Fraccaro e Degasperi, che divide anche la base, se ne parlerà questa sera 17 luglio all'Hotel Adige ma, a differenza di tutte le altre riunioni del Meetup, questa riunione sembra che sarà a porte chiuse. Si teme che la "talpa" che ha passato ai giornali la mail che ha bannato alcuni iscritti possa spifferare i contenuti del redde rationem di stasera. 

 

A proposito di questa querelle, di cui in questi giorni ha scritto molto anche il Corriere del Trentino, interviene anche Manuela Bottamedi, consigliera provinciale eletta con i 5 Stelle ma che dai 5 Stelle si è poi allontanata: "Cosa potevo fare dopo aver capito di essere in un covo di serpenti e in una setta di talebani che fanno dell'insulto, delle minacce, dell'ingiuria e delle bugie gli strumenti principali della loro battaglia politica?".

 

"Un'esperienza che era partita meravigliosamente - spiega - ma dopo aver perso 9 chili in 12 mesi, dopo la miriade di processi a cui sono stata sottoposta per ogni minima cazzata, uscire da quella follia è stata una delle decisioni migliori della mia vita. Non mi sono mai pentita, nemmeno per un istante".

 

Commentando la mail girata tra gli iscritti al Meetup afferma questo: "Il M5S Trentino non è affatto cambiato, è semmai peggiorato, visto che le imminenti elezioni 2018 scatenano il peggio delle viscere e si stanno trasformando in una guerra per la leadership. Beh - dice ironica - meno male che il Movimento è diverso dagli altri".

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