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Il sindaco che 'a sua insaputa' cita interi stralci del Mein Kampf di Adolf Hitler sull'editoriale del giornalino di paese

Il sindaco di Sover Carlo Battisti si difende: "Ho chiesto a una persona di metter in bella copia i miei appunti. Ma io quel libro non l'ho letto". Ma difende il ghost writer: "Persona senza macchia. Ma non si possono più esprimere le proprie idee?"

Di Donatello Baldo e Luca Pianesi - 10 ottobre 2017 - 11:28

SOVER. A Sover succede che un sindaco, a sua insaputa, scriva un editoriale sul bollettino comunale citando nientemeno che Adolf Hitler, direttamente dal suo Mein Kampf. “Ma non sono stato io – si difende – non so scrivere in bella copia, chiedo sempre aiuto per l'articolo sul giornalino”.

 

Le parole contenuto non sono terribili, non si inneggia alla supremazia della razza. Ma sono comunque di Adolf Hitler: “Ma dai, non facciamone un caso – dice Carlo Battisti, il primo cittadino – mi assumo io tutta la responsabilità, non tirate in mezzo l'autore, lui è una persona onesta, retta, senza macchia”. Per il sindaco è soltanto “una persona per bene che mi ha voluto aiutare”.

 

Chi sia l'autore è un mistero, ma certamente è riuscito a mettere in imbarazzo il sindaco del piccolo comune trasformando l'editoriale di un giornaletto di paese in un caso. Sono infatti riportate intere frasi dell'opera hitleriana, buttate lì qua e là, a tratti senza logica. Un testo che risulta altisonante e un po' troppo esagerato per il contesto.

 

Le frasi altisonanti (si veda sotto) su valori e identità, sui figli e “sul compito essenziale del Comune” che “deve essere la conservazione e l'elevazione della comunità” hanno fatto incuriosire i concittadini di Battisti che hanno googolato il testo e scoperto che molta parte dell'editoriale corrisponde alla lettera hitleriana, seppur modificata per adattare il ragionamento al tema trattato: il ruolo del Comune.

 

Quelli che hanno fatto le pulci all'articolo sono miei detrattori – attacca il sindaco – gente che mi vuole male. Da 20 anni contro di me, da 40 anni contro la mia famiglia”. La colpa, quindi è dell'opposizione: “Mi hanno fatto fare una figuraccia, che già questo comune ha i suoi problemi”.

 

La figuraccia, dunque non gliel'ha fatta fare il ghost writer che sembra conoscere a memoria il testo 'sacro' del nazismo. “No, mi hanno messo in questa situazione quelli che vogliono svilire la mia figura e la mia famiglia”. Sulle responsabilità dell'estensore nemmeno una parola: “Ma non c'è niente di penalmente rilevante – assicura – e poi, ora non si può più nemmeno esprimere i propri pensieri?”.

 

Ma lui giura che il Mein Kampf non l'ha mai letto, “nemmeno l'ho mai visto questo libro”. E sul dittatore dello sterminio degli ebrei dice che “tutti i dittatori sono da condannare”. E li cita: “Anche Pol Pot, anche Stalin, anche Saddam Hussein. “E poi io non sono di né di destra e nemmeno di sinistra, io sono un sindaco, non faccio politica, sono un amministratore”.

 

E' autonomista Carlo Battisti, ma ci tiene a dire che ha degli amici anche tra l'Upt. “Oggi ho ricevuto tanti messaggi di solidarietà, mi sento tranquillo. Mi dispiace per questo casino, ma non tirate in mezzo l'autore che non se lo merita”. Ma sindaco, non gli ha nemmeno tirato le orecchie a questo che le ha messo in bocca le parole di Adolf Hitler? “Abbiamo fatto un discorso, ma nemmeno lui capisce tutto questo scandalo”.

 

Il sindaco svela che è un appassionato. Di storia o di Adolf Hitler? “Dai – si difende – non mi faccia dire che poi queste cose vengono strumentalizzate”. Per Carlo Battisti è soltanto uno che scrive in bella copia, tutto qua.

 

 

Per chi volesse approfondire le correlazioni tra i due testi, ecco la sinossi:

 

(Mein Kampf) Quanto più illogiche sono le condizioni di uno Stato, tanto più astruse, artefatte, inspiegabili sono le definizioni del fine a cui mira.

(Carlo Battisti) Quanto più illogiche sono le condizioni di un ente locale, tanto più astruse, artefatte e inspiegabili sono le definizioni del fine cui mira.

 

(Mein Kampf) Per finire, si può decretare che queste idee non hanno radicata la convinzione che le forze che erano la civiltà e i valori si fondano principalmente su basi razziali e perciò che lo Stato deve ritenere suo compito essenziale la conservazione e l'elevazione della razza, premessa di ogni evoluzione della civiltà umana. 

(Carlo Battisti) Si può quindi decretare che queste considerazioni non hanno radicata la convinzione che le forze che creano i valori e l’identità scaturiscono direttamente dalle comunità di persone e che perciò il Comune, grande o piccolo che sia, deve ritenere suo compito essenziale la conservazione e l’elevazione della comunità che lo compone e da cui sono scelti i propri amministratori.

 

(Mein Kampf) Lo Stato è un mezzo per raggiungere un fine. La sua meta consiste nella conservazione e nell'accrescimento di una società conducente un'esistenza fisica e morale dello stesso genere. Questa conservazione include la vita d'una razza e con ciò concede alla razza la libertà di evolvere tutte le qualità latenti in essa. Una parte di esse sarà in funzione della conservazione della vita materiale, l'altra opererà per l'evoluzione intellettuale. In verità, però, l'una delle parti crea le condizioni prima dell'altra. 

(Carlo Battisti) riconosce nel Comune il solo mezzo per conseguire un fine, il fine del mantenimento dell’esistenza della comunità, concepita secondo tutte le sue componenti autentiche, materiali e culturali. La sua meta consiste nella conservazione e nell’accrescimento di una collettività conducente un’esistenza fisica e morale dello stesso genere. Questa conservazione include la vita di una comunità e con ciò concede alla comunità la libertà di evolversi con tutte le qualità insite in sé stessa. Una parte di esse sarà in funzione della conservazione della vita materiale, l’altra opererà per l’evoluzione culturale. 

 

(Mein Kampf) Dobbiamo distinguere con massima chiarezza fra lo Stato che è il recipiente e la razza che è il contenuto. E questo recipiente ha valore solo se sa contenere e custodire il contenuto; altrimenti non ha senso. 

(Carlo Battisti) Dobbiamo pertanto distinguere con massima chiarezza fra il Comune che è il recipiente e la comunità che è il contenuto. Questo recipiente ha valore solo se sa contenere e custodire il contenuto, altrimenti non ha senso. 

(Mein Kampf) Lo Stato ha il dovere anche di disporre che la fecondità della donna sana non sia ridotta dall'indecente economia e dalla finanza di un'organizzazione statale che trasforma quella fortuna che è il bambino in una sfortuna per i genitori. 

(Carlo Battisti) Un buon amministratore ha il dovere di attivarsi affinché la fecondità di una coppia non sia ridotta dall’indecente economia di un’organizzazione statale che trasforma quella fortuna che è il bambino in una sfortuna per i genitori.

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