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| 14 ago 2017 | 18:41

Malga Zonta, Bezzi accusa il Museo storico: "Basta manipolare la storia". Ferrandi: "Polemiche che lasciano il tempo che trovano"

Alla vigilia delle celebrazioni e dell'inaugurazione del parco museo, il consigliere di Forza Italia parla di "lettura della storia a senso unico". Ma il direttore non ci sta: "Mi piacerebbe che il consigliere Bezzi considerasse in modo più approfondito la proposta storico-culturale e l'idea di raccontare sull'altopiano di Passo Coe la storia del Secolo Breve

di Redazione

TRENTO. Se qualcuno sperava che quest'anno le celebrazioni del ricordo dell'eccidio Malga Zonta passassero senza le consuete polemiche, si sbaglia di grosso. Questo giro arrivano addirittura prima: siamo infatti alla polemica preventiva. Non si sa mai, meglio partire in anticipo.

 

La prima mossa l'ha fatta Giacomo Bezzi, che in un comunicato stampa ammonisce: "Basta manipolare la storia ad uso e consumo di una parte politica". Mette le mani avanti e spiega che "domani si svolgerà a Malga Zonta e Base Tuono, l’ennesimo incontro di molti turisti e qualche nostalgico politico che rimpiange l’ex Pci".

 

Nostalgico che secondo secondo il consigliere di Forza Italia "usa l’iniziativa per proporre letture storicamente poco dimostrate e più che altro addomesticate, al fine di trovare un nemico a tutti i costi, invece che raccontare i fatti storicamente verificati".

 

L'accusa di Bezzi è rivolta al Museo Storico diretto da Giuseppe Ferrandi. Parla di una 'lettura' della storia "a senso unico e ad uso e consumo di una parte politica ben nota, da parte del direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino".

 

Accuse gravissime alle quali risponde scocciato lo stesso Ferrandi: "Ho letto con stupore il comunicato del consigliere Bezzi in cui si accusa la Fondazione Museo storico del Trentino di assumere posizioni politiche e di parte a proposito della vicenda di Malga Zonta. Ovviamente siamo disponibili a fornire tutti gli elementi per favorire la comprensione di quello che stiamo facendo nel campo della storia".

 

Come a dire: "Studia". Perché anche in passato il direttore del Museo aveva già risposto a chi metteva in dubbio le ricostruzioni della vicenda di Malga Zonta “la cui verità storica è stata accertata – affermava– e basterebbe leggere qualche libro per scoprirlo”.

 

Ma Bezzi non demorde e ricorda a Ferrandi che "il Museo è di tutti i trentini e che non ci sono morti buoni o cattivi nelle vicende belliche del passato, sono tutti da commemorare ma non strumentalizzare, sopratutto quando la vicenda storica ha profonde lacune".

 

"Quando si esprimono tesi politiche e le si propagandano anche attraverso la rilettura della storia, dividendo il 'bene e il male' - osserva Bezzi - sarebbe giusto farlo in un partito o nelle istituzioni utilizzando spazi che in democrazia sono definiti e riconoscibili a tutti.

 

Nella replica, Ferrandi fa presente che l'approfondimento su questi fatto svolto dal Museo parte anche "dalla rielaborazione e dallo studio approfondito di eventi che hanno diviso l'opinione pubblica e che sono tutt'ora oggetto di dibattito".

 

E prosegue: "Visto che domani presenteremo a Malga Zonta il progetto Parco Museo insieme all'Amministrazione Comunale di Folgaria, mi piacerebbe che il consigliere Bezzi considerasse in modo più approfondito la proposta storico-culturale e l'idea di raccontare sull'altopiano di Passo Coe la storia del Secolo Breve".

 

"Si tratta - spiega il direttore - di ripercorrere le vicende della Prima guerra mondiale, la pagina dell'eccidio nazista di Malga Zonta e la storia della Guerra fredda che a partire dagli anni sessanta ha interessato la zona con la costruzione di una base missilistica".

 

Per il resto, per le polemiche preventive, Giuseppe Ferrandi è tranchant: "Come tutte le polemiche anche questa è strumentale e lascia il tempo che trova". 

 

 

 

 

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