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| 21 set 2016 | 15:53

"No ai libri gender nelle scuole", Cia e Fugatti chiedono il marchio "Gender Free"

Un disegno di legge per vietare i libri che "sovvertono l'ordine sociale". Cia: "Un marchio Family anche per il no-gender"

Claudio Cia al Family Day
Claudio Cia al Family Day
di Donatello Baldo

TRENTO. “Il testo di legge che ci accingiamo a presentare nasce dall'analisi di elementi incontrovertibili che molta preoccupazione suscitano in una parte rilevante della popolazione locale e financo nazionale” La preoccupazione di Claudio Cia e Maurizio Fugatti è quella del gender. Gli elementi incontrovertibili sono la diffusione nelle scuole e nelle biblioteche di libri che promuovono questa teoria, che i due consiglieri tanto avversano.

 

“Ci troviamo oggi davanti a interrogativi mai sorti prima - sostengono - poiché intrinsecamente illogici ed antiscientifici: maschio o femmina si nasce o si diventa? O, più in generale, che cosa è la persona umana? È un essere dotato di una precisa identità sessuata, oppure un’entità fluida, modellabile nel tempo in base al desiderio e alla libera scelta del suo orientamento sessuale?”
 

Queste domande e queste preoccupazioni accompagnano il disegno di legge che Cia e Fugatti hanno presentato ieri. Una proposta che dopo il passaggio in commissione sarà discussa nell'aula del Consiglio provinciale.

 

“L’ideologia di genere nasce negli anni Cinquanta del secolo scorso a opera dello psicologo John Money – scrivono i consiglieri – fu lui a distinguere tra sesso e genere, identificando con il primo termine il sesso biologico e con il secondo tutto ciò che riguarda la sessualità e non è biologico; ma soprattutto a negare ogni rapporto tra sesso e genere e a definire il secondo come il mero frutto di convenzioni sociali”.

 

Un “furore ideologico” che secondo Cia e Fugatti avrebbe contagiato "gli ambienti politici e persino accademici, spingendoli a negare un dato di realtà per rimpiazzarlo con una patetica finzione la quale produce come immediato effetto una destrutturazione antropologica”.

 

La teoria gender, sostengono, viene diffusa “in ambiente scolastico tramite progetti all'apparenza educativi e all'apparenza innocui”. Accusano il legislatore di mascherare il gender “con l'uso di espressioni volutamente ambigue e vaghe, quali 'educazione al rispetto delle differenze di genere', 'decostruzione degli stereotipi di genere', 'identità di genere'".

 

Il disegno di legge servirebbe per difendere i bambini trentini da “esperimenti e colonizzazioni ideologiche”. Già in alcune scuole, affermano, “vengono proposti racconti alternativi che trasgrediscono l'ordine sociale attuale e indirettamente invitano i bambini e gli studenti a scegliere il proprio genere ignorando le origini biologiche”.

 

Le proposte contenute nel disegno di legge sono queste: “In primis la rimozione delle fiabe gender dalle scuole di ogni ordine e grado. In secundis, l'attribuzione ai marchi 'Family in Trentino' del significato di 'Gender Free'.

 

 

 

 

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