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| 04 mag 2017 | 18:37

Profughi alla Vela, "Faremo le barricate". La Lega Nord presidia l'ex studentato dove andranno i richiedenti asilo

Fugatti: "Ecco cosa fa la Provincia, dicevano che non volevano le concentrazioni di profughi e invece iniziano dalla Vela e poi via via nelle valli. Grazie assessore Luca Zeni - afferma provocatoriamente - grazie Patt, grazie di preferire i finti profughi a noi trentini". 

di Donatello Baldo

TRENTO. "Staremo molto attenti, terremo sotto controllo quello che succede e appena vedremo movimento ci metteremo in mezzo, qualcosa faremo". Dicono questo i militanti della Lega Nord che si sono dati appuntamento oggi davanti all'ex studentato della Vela, dove andranno a stabilirsi alcuni richiedenti asilo come annunciato ieri da ilDolomiti

 

"Adesso aspettiamo - dice Gianni Festini Brosa, consigliere comunale della Lega Nord e abitante della Vela - aspettiamo di capire cosa diranno Comune e Circoscrizione, ma se arrivano è certo che cercheremo di impedire che entrino, faremo le barricate". E la segretaria della Lega Nord della Valle dei Laghi, annuendo, afferma subito: "Tu chiamami Gianni, e scendiamo anche dalle valli". 

 

"Non è un bel biglietto da visita - spiega Festini Brosa - proprio alle porte del quartiere, dove passano i bambini, le mamme, tutti quelli che qui abitano". Con lui ci sono gli altri consiglieri comunali, Stefano Osele, Bruna Giuliani, Devid Moranduzzo. Poi si aggiunge anche il consigliere provinciale Maurizio Fugatti.

 

Fugatti va giù duro: "Ecco cosa fa la Provincia: dicevano che non volevano le concentrazioni di profughi e invece iniziano dalla Vela e poi via via nelle valli. Grazie assessore Luca Zeni - afferma provocatoriamente - grazie Patt, grazie di preferire i finti profughi a noi trentini". 

 

"Sono troppi in città - afferma la consigliera circoscrizionale Martina Loss - sono oltre il 150% del quoziente per abitante, questo è intollerabile". E, come Luca Zeni, spiega che l'integrazione non è possibile con i grossi numeri e con la concentrazione di troppe persone. Ma non sembra nemmeno propensa a una distribuzione più equa nelle valli: "Il Trentino con la sua autonomia dovrebbe rifiutarsi di accoglierli, questi non sono profughi ma sono clandestini".

 

Un abitante se la prende con la speculazione che c'è dietro: "Scaduto il contratto con l'Opera universitaria - afferma - il proprietario dello stabile ha deciso di fare i soldi in questo modo. Ma il quartiere è già martoriato, andrebbe valorizzato, e invece gli immobili vengono dati ai profughi".

 

Sui tempi non c'è nessuna conferma. Si sa solo che il Comune è stato avvisato dalla Pat della decisione di utilizzare la struttura della Vela per i richiedenti asilo solo pochi giorni fa. Si sa che di questo è stata informata la circoscrizione attraverso il suo presidente, ma non è certo né il numero né la tipologia di profughi da collocare all'ex studentato. 

 

Maschi, giovani, "per alleggerire la presenza alla Residenza Fersina", aveva detto Luca Zeni. L'assessora aveva anticipato nei giorni scorsi che avrebbe deciso lui le collocazioni dei richiedenti asilo se non si fossero mossi spontaneamente i Comuni, anche se un'ulteriore pressione su Trento è parsa a molti, anche nella maggioranza di centro sinistra che governa la città, un'ingiustizia. 

 

"A Trento sono veramente troppi - dice Bruna Giuliani - siamo oltre il limite, sarebbe giusto metterli anche nelle periferie". Ma quelli che all'appuntamento della Lega Nord sono arrivati proprio dalle periferie la fulminano con gli occhi: "Nemmeno lì, noi non li volgiamo". 

 

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