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La solidarietà internazionale ci fa bene, al via la campagna di Csv, che già divide

Il progetto è promosso da Non Profit Network-Csv Trentino, Centro per la cooperazione internazionale e Comune di Trento, ideata per la seconda edizione di Mvv-Make volunteering visible. Il primo manifesto già rovinato e sparisce la parola 'inter', ma qualcuno è intervenuto per ripristinarli

Di Luca Andreazza - 19 ottobre 2017 - 13:11

TRENTO. 'Pensiamoci, la solidarietà internazionale ci fa bene', questo è lo slogan della nuova campagna di comunicazione sociale targata Non Profit Network-Csv Trentino, Centro per la cooperazione internazionale e Comune di Trento, ideata per la seconda edizione di Mvv-Make volunteering visible.

 

Un progetto iniziato negli scorsi mesi e che si è svelato all'opinione pubblica da pochi giorni per entrare nel vivo della campagna nei prossimi giorni. Un mese all'insegna della solidarietà internazionale e un manifesto è già entrato nel mirino di ignoti nella notte tra lunedì e martedì, quando qualcuno ha cancellato 'inter' per lasciare spazio a 'Pensiamoci, la solidarietà nazionale ci fa bene'. 

"Abbiamo subito pensato - spiega Andreas Fernandezresponsabile dell'area comunicazione di Non Profit Network-Csv - a qualche mossa politica, ma quando l'autrice dell'immagine (Federica Bordoni, nota per collaborazioni a livello internazionali, l'ultima delle quali sul Boston Globendr) si è recata sul posto per porre rimedio, con grande sorpresa si è ritrovata davanti lo slogan 'ristabilito' da qualcuno. Un progetto che evidentemente sta già facendo riflettere e creando azione, un aspetto importante. La solidarietà internazionale ci fa bene e ci permette di arricchire noi e le nostre comunità. Ci aiuta a sentirci responsabili del mondo, a vivere in modo più consapevole e solidale".

"Il progetto - prosegue Fernandez, - ha previsto un percorso formativo laboratoriale, al quale hanno partecipato una ventina di iscritti tra referenti della comunicazione di organizzazioni non profit, studenti universitari, volontari e giovani che, per ragioni professionali o personali, volevano rafforzare le proprie competenze e mettersi in gioco".

 

Un percorso condotto da esperti e professionisti affermati, un'occasione per seguire il processo e contribuire alla costruzione di una vera e propria campagna di comunicazione sociale. "Il tema - aggiunge Fernandez - è proprio quello della solidarietà internazionale: l'obiettivo è sollecitare l'attenzione pubblica e la partecipazione civica".

 

Cosa è rimasto della globalizzazione? Ormai viviamo in un mondo iper-connesso e inter-dipendente, le sfide sono globali, ma arrivano fino al locale: dai cambiamenti climatici alle migrazioni, dalle crisi idriche a quelle occupazionali.

 

"Un approccio giusto, originale e importante - commenta Mario Raffaellineo-presidente del Centro per la formazione alla solidarietà internazionale di Trento -.  Il vero salto nel futuro non è più il semplice atto di solidarietà, ma bisogna spiegare che questo rientra anche nel nostro interesse, non solo per affrontare l'ondata populista. Già negli anni '70 il cancelliere della Germania Willy Brandt (famoso per Ostpolitik finalizzata a ridurre la tensione della guerra fredda, ndr) sosteneva che perseguire l'inter-dipendenza è interesse dell'Europa per equilibrare le diseguaglianze a vantaggio dei singoli Paesi". 

 

I flussi migratori non sono infatti un'emergenza, ma un problema strutturale. "Il mondo di oggi - dice il presidente del Centro per la formazione alla solidarietà internazionale - è frutto soprattutto delle due rivoluzioni più recenti. Il primo è la caduta dell'Unione sovietica e il venir meno della stabilità di diversi Paesi, ma seconda è quella tecnologica sfociata nella globalizzazione. Ora in tutti continenti assistiamo alla stabilità demografica, Africa esclusa e per invertire questo trend servono politiche, crescite economiche e implementare il ruolo delle donne. Fenomeni questi che vanno governati".

 

 

E una risposta non può essere quella di chiudere le frontiere. "L'accoglienza - prosegue Raffaelli - non è demagogia, ma un aspetto fondamentale e lungimirante. Se chiudessimo le frontiere nel 2050 in Italia ci sarebbero 40 milioni di persone e già ora gli immigrati contribuiscono al sistema pensionistico. Serve andare oltre alle speculazioni a fini politici e dialogare, mantenendo comunque la nostra identità. Un altra frontiera è quella di fare rete e mettere in moto circuiti virtuosi per sviluppare integrazione e inclusione. La solidarietà internazionale ci fa bene". 

 

Visibilità al volontariato e alla solidarietà, valori sempre al centro delle politiche comunali. "Un progetto - dice l'assessora Mariachiara Franzoia - sposato e patrocinato dall'amministrazione per gli obiettivi e il metodo. Offre un'opportunità a tutti di riflessione e pensiero in questo mondo che cambia velocemente. Volontariato e solidarietà sono parole chiave per la nostra città, qualità che identificano il nostro modo di vivere".

 

"La solidarietà internazionale ci fa bene - aggiunge Franzoia - in quanto è un invito a riflettere su noi stessi e farsi trovare resilienti e pronti al cambiamento. Dobbiamo essere inter-dipendenti e capaci di tenere il mondo dentro".

 

Una comunicazione integrata tra tradizione e nuovi metodi di comunicazione, dai manifesti sul territorio al web e nei cinema di Trento e Rovereto.

 

"Il nostro compito - conclude Giorgio Casagranda, presidente di Non Profit Network-Csv del Trentino - è quello di sviluppare una sinergia tra istituzioni e mondo del volontariato, che è un modello importante e che permea il tessuto sociale trentino. Abbiamo deciso di accelerare questo processo e riuscire a fornire quelle risposte che solo il volontariato può dare in quanto più vicino e aderente alla realtà. La nostra associazione è come un braccio operativo al servizio di istituzioni e associazioni. Chiudersi all'interno delle mura domestiche o tra le proprie montagne ci illude di poter rimanere indenni alle dinamiche, ma l'apprendimento reciproco ci arricchisce".

(Da sinistra Mario Raffaelli, Giorgio Casagranda, l'assessora Mariachiara Franzoia e Andreas Fernandez)

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