Micro-aree per i sinti, interviene anche l'assessore Zeni: "Questione complessa e costi elevati"
Ma sull'integrazione Rovereto e Trento si stanno muovendo: "Anche sul fronte della residenzialità: in 315 sono all'interno di alloggi pubblici". Sull'individualizzazione delle zone da destinare alle micro-aree: "Posizioni discordanti dentro le comunità sinte"

TRENTO. Nei giorni scorsi su queste pagine Mattia Civico, consigliere provinciale e proponente della legge sulle micro-aree per sinti e rom, lamentava che dal 2009 tutto è fermo, che queste soluzioni per superare l'illegalità e il degrado dei campi abusivi non interessano né Provincia né Comuni.
Oggi risponde l'assessore Luca Zeni che ammette che "la questione è complessa". Zeni spiega che per l'attuazione della legge c'è una consulta: "Si è riunita più volte - afferma - ma sono emerse posizioni non univoche da parte delle comunità sinte. L'ente pubblico non può imporre le scelte, sarebbe controproducente".
"E' necessario un processo - spiega l'assessore - è necessario trovare soluzioni che siano condivise. Non basta che un comune indichi un'area, deve essere valutata la possibilità di integrazione con il territorio, non può essere troppo decentrata".
Zeni spiega che con Trento e Rovereto, i due comuni in cui si concentrano per lo più le comunità sinte, "si stanno facendo ragionamenti sull'individualizzazione delle aree". Ma avverte: "Non è poi che la Giunta decide a tavolino, c'è un processo in corso e ripeto - afferma - non dipende solo dagli enti ma anche dalle stesse comunità sinte l'avanzamento di questo processo".
C'è poi un altro aspetto, la questione economica. "Non nego - afferma l'assessore - che gli oneri a carico delle casse pubbliche sono rilevanti. Il tema delle risorse non può essere ignorato: si parla di 500 mila euro per ogni area".
Aree che necessitano di essere urbanizzate: "Si devono collegare alla rete fognaria, alla rete elettrica. Le cifre e gli interventi sono notevoli". Per Luca Zeni queste non sono giustificazioni, e non l'argomento non è nemmeno evitato per questioni di opportunità politica.
"La volontà di applicare la norma c'è - rassicura - soltanto che i processi sono complessi. Ma nella legge non ci sono solo le micro-aree e sugli altri fronti ci stiamo muovendo, ad esempio sulla residenzialità".
"Azioni relative all’abitare sono state portate avanti sia a Trento che a Rovereto e sono stati attivati interventi educativi, sociali e di inserimento lavorativo. In particolare sono stati accompagnati diversi nuclei familiari sinti e rom nel passaggio dal campo ad un alloggio di edilizia pubblica, azione che ha la finalità di un’effettiva integrazione sociale degli stessi".
Ma ecco, nel dettaglio, la situazione della comunità sinta ad oggi: nei campi, a Trento e Rovereto, ci sono 115 persone. Sono invece 59 quelle accampate in campi non autorizzati. Negli alloggi pubblici sono 315, del Terzo settore o privati sono in 18.












