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Punto d'Incontro, il comune toglie le panchine perché ci dormono i senzatetto. Bortolotti: ''Vergogna''. Ma la richiesta arriva dagli operatori

L'ex direttore duro su Facebook: "Il 'degrado' è diventato il tema ricorrente con il quale si suole sottolineare la presenza 'disturbante' dei poveri che abitano le nostre strade". Ma l'ex consigliere Giorgio Viganò, operatore alla mensa dei poveri: "Situazione insostenibile"

Di Donatello Baldo - 11 novembre 2017 - 19:26

TRENTO. C'erano tre panchine in via Travai, vicino al Punto d'Incontro, lì dove don Dante ha fondato la mensa per i poveri. Adesso non ci sono più: gli operai del comune sono arrivati, le hanno sbullonate da terra, caricate sul furgone e portate via.

 

Le coperte che c'erano sopra sono state appoggiate sull'asfalto, ai senzatetto che le usavano per dormire è stato chiesto di alzarsi e andare altrove. L'ordine è quello di impedire che qualcuno ci si sieda, figurarsi se qualcuno può dormirci sopra.

 

Quando Piergiorgio Bortolotti l'ha scoperto, l'ex direttore ora in pensione, che dalle stesse mani di don Dante ha preso il timone della cooperativa, ha scritto un post su Facebook davvero duro: "Degrado? È diventato il tema ricorrente con il quale si suole sottolineare la presenza “disturbante” dei poveri che abitano le nostre strade, senza soffermarsi a riflettere sulle ragioni che spingono alla povertà e all’emarginazione".

 

"Così - continua Bortolotti - anziché ragionare circa i possibili rimedi e contrasti alla povertà, si preferisce agire contro i poveri; togliendoli dalla nostra vista, spingendoli verso un qualche altrove, lontano dallo sguardo schifato di tutti i ben pensanti e i vari pisaquasanta che sanno amare soltanto i poveri da cartolina: quelli che non disturbano, che chiedono con il cappello in mano, riverendo lor signori che si degnano di beneficiarli innalzandosi su piedistalli fattisi da loro stessi per dire a tutti: guardate quanto siamo buoni".

 

"Non so se corrisponda a questo spirito, ma temo proprio sì, la decisione di togliere le tre panchine che stavano in via Travai. Che tristezza - scrive Boprtolotti - dal Cielo dove lo penso, don Dante deve aver fatto risuonare una delle sue tremende maledizioni".

 

Ma dal Cielo don Dante deve aver visto meglio di Bortolotti cos'è successo: la segnalazione della situazione è arrivata al sindaco dallo stesso Punto d'Incontro. Non sappiamo come abbia reagito la buonanima a questo punto, se le tremende maledizioni sono raddoppiate oppure no.

 

Chissà che forse non dia ragione a Giorgio Viganò, l'ex consigliere provinciale ora operatore al Punto d'Incontro: "Abbiamo segnalato una situazione che era insostenibile - afferma - che vedeva la presenza fissa di un gruppo di polacchi che avevano trasformato le panchine in un bivacco". 

 

Ma Viganò spiega che non è stata richiesta la rimozione, "ci siamo limitati a segnalare una criticità". L'intervento del Comune sembra sia seguito da un articolo apparso sulla stampa che descriveva via Travai in preda alla delinquenza, allo spaccio e alla sporcizia.

 

"Erano intervenute due commercianti, una parrucchiera e una barista - ammette Viganò - ma la situazione era veramente al limite: abbiamo chiesto più volte a queste persone di spostarsi, non era dignitoso nemmeno per loro stare lì".

 

Forse Bortolotti ha un'altra idea rispetto all'accoglienza, sfumature, approcci diversi: "Forse sì - spiega Viganò - ma forse prima bisognerebbe conoscere la situazione, lì' c'è un parcheggio pubblico, il marciapiede era diventato un cesso".

 

Ma ora dove sono questi polacchi che passavano la notte sulle panchine in via Travai? Su altre panchine, soltanto che sono forse un po' più ai margini della città. Quindi forse ha ragione Bortolotti, il problema è "la presenza 'disturbante' dei poveri che abitano le nostre strade, senza soffermarsi a riflettere sulle ragioni che spingono alla povertà e all’emarginazione".

 

O forse ha ragione Giorgio Viganò che non ci si può "stracciare le vesti" per questo, perché anche i senza dimora devono capire che non si può ridurre una panchina in un bivacco sporco e puzzolente.

 

Chissà che cosa pensa il 'patriarca', il vecchio prete che ha difeso i poveri e i barboni, chissà se borbotta come faceva sempre o se sorride da lassù, guardando questo mondo complicato dove il degrado è ormai il problema principale anche per via Travai. 

 

 

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