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Aumenti di stipendio e il diritto a "staccare" da mail e sms. Ecco i nuovi contratti nazionali della scuola "ma Trento resta ferma al palo"

Di Fiore della Uil lancia l'allarme: "A livello nazionale siglato dopo nove anni un accordo che è una vittoria sindacale di grandissimo peso. In provincia è da tempo che chiediamo le stesse cose. Il 19 saremo in Apran e non ammetteremo deroghe"

Pubblicato il - 11 febbraio 2018 - 17:04

TRENTO. Ha riguardato più di un milione di lavoratori tra scuola, università, ricerca, alta formazione musicale, artistica e coreutica e dai sindacati è stato giudicato un grande passo avanti: stiamo parlando dell'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto del comparto istruzione e ricerca. Un accordo che prevede aumenti salariali (da un minimo di 80,40 euro a un massimo di 110,70 e resta il bonus fiscale di 80 euro per le fasce minime) nessuna crescita delle ore di lavoro e nessun arretramento per quanto riguarda i diritti. "Al contrario - scrivono i sindacati - si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge".

 

E addirittura si prevede il "diritto alla disconnessione" che vuol dire che gli insegnanti non riceveranno più e-mail e messaggi di notte per riunioni o comunicazioni. Una forma di tutela della dignità del lavoro che rappresenta un assoluto lusso per praticamente tutto il resto dell'universo lavorativo. Insomma grandi conquiste che a questo punto pongono gli insegnanti trentini un passo indietro rispetto ai loro colleghi nazionali.

 

"Per la Uil Scuola di Trento - scrive il segretario provinciale Di Fiore - che da sempre sostiene come non sia possibile firmare contratti provinciali in deroga a quelli nazionali, è una vittoria sindacale di grandissimo peso. E invece qui in Trentino si resta fermi al palo. Il 19 febbraio ci attende il prossimo incontro in sede Apran per il rinnovo del contratto provinciale dei docenti. Laddove le parti, ancora una volta, rimanessero distanti, dovremo necessariamente programmare azioni sindacali forti di sensibilizzazione e di informazione. Non dobbiamo, poi, dimenticare come il nuovo contratto nazionale riguardi tutti i lavoratori della Scuola. In Trentino sia il personale Ata, sia gli Assistenti Educatori, sia i Dirigenti Scolastici stanno attendendo il rinnovo contrattuale per la parte giuridica".

 

Questo a sommi capi quanto prevede il nuovo contratto nazionale che arriva dopo nove anni di stop ed è stato firmato da Flc Cgil, Cisl e Uil mentre non è piaciuto a Gilda degli insegnanti e Snals:

- L’utilizzo di quota parte delle risorse dedicate alla cosiddetta “valorizzazione” per gli aumenti contrattuali. La rimanente parte sarà oggetto di contrattazione a livello di Istituto (insieme al FUIS).

- Non vi è alcun aumento né di orario, né di carichi di lavoro, né vi è una destrutturazione dell’orario di servizio. Permane la suddivisione tra le “fino a 40 ore” per Collegi & co e le ore per i Consigli di Classe (per un massimo di 40 ore).

- Regolata definitivamente la mobilità sia su scuola, sia quella annuale.

- Ripristinate le piene relazioni sindacali, sia a livello centrale sia a livello d’Istituzione scolastica. A contratto saranno inseriti i criteri generali di disconnessione dal lavoro in orario diverso da quello di servizio.

 

"Si tratta - prosegue Di Fiore - dei punti che abbiamo cercato di mettere all’ordine del giorno dei lavori di rinnovo anche qui a Trento: ripristino della contrattazione decentrata d’Istituto; riordino e distinzione tra le attività funzionali all’insegnamento e quelle di potenziamento formativo; piena contrattualizzazione del fondo sulla valorizzazione; introduzione dell’organico potenziato, anche ai fini di un ampliamento dell’offerta formativa (e dell’alleggerimento dell’orario frontale di cattedra). Adesso non accetteremo più deroghe temporali e/o ulteriori confronti sui massimi sistemi. L'obiettivo è il contratto".

 

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