Ogni anno 10 miliardi di euro in fumo per il contrabbando di sigarette, in Italia il 60% sono ''Illicit whites''
L'Università di Trento fotografa il mercato illecito delle sigarette di contrabbando. In particolare un focus sulla rotta Italia-Grecia. Le città italiane più rappresentative del fenomeno sono Napoli, Trieste, Salerno, Palermo, Messina e Milano

TRENTO. Sono Regina, Marble, Pine, Minsk e Mark1 i marchi di illicit whites più presenti in Italia. I prezzi oscillano tra un minimo di 2,5 euro a un massimo di 3,5 euro. Tra i marchi noti i più presenti sul mercato illecito sono Marlboro (20%), Winston (6%), Rothmans e Chesterfield (3-4%), L&M (3%).
In questo caso il prezzo sul mercato illecito varia tra un minimo di 2,5 euro (soprattutto per le varianti slims o superslims) e i 4 euro. Più in generale, il prezzo medio di un pacchetto di sigarette in Italia supera di oltre 4 euro quello di un pacchetto ucraino, moldavo e bielorusso (Paesi extra Ue) e di oltre 1,5 euro quello di un pacchetto polacco (Paese Ue).
Un quadro disegnato da Andrea Di Nicola (professore di criminologia) e Giuseppe Espa (professore di statistica economica), fondatori di "Intellegit", la start-up sulla sicurezza dell'Università di Trento. Questo studio vede anche il contributo di Bat Italia, la British American Tobacco. I risultati dell'indagine hanno trovato un eco nazionale e sono stati presentati a Roma nella prestigiosa sede del Centro studi americani.
Il contrabbando di tabacchi è un fenomeno criminale molto complesso che genera ingenti danni per Erario e salute dei cittadini, ma soprattutto sicurezza del Paese e dell’Unione europea. Un mercato che in Italia presenta un'evoluzione ciclica, ma stabile.
Un andamento ascrivibile principalmente a due fattori, cioè gli elevati controlli delle forze dell’ordine sul territorio e politiche regolatorie e fiscali equilibrate.
Oltre la stima annuale del consumo di sigarette illegali in Italia, che si attesta su percentuali tra il 5% e 6% di sigarette illecite sul totale in commercio. Un dato lontano dai picchi registrati nei decenni scorsi e negli altri Paesi europei, ma una dinamica di urgente attualità geopolitica e economica internazionale.
Il nero del tabacco costa ogni anno 10 miliardi di euro di mancati introiti da imposte e dazi, di questi 1 miliardo è il costo dell’evasione imputabile all’Italia. L’aumento dei rischi per la salute dei consumatori è legato soprattutto all’aumento spropositato della presenza di sigarette illicit whites che a oggi rappresentano oltre il 60% del totale delle sigarette sequestrate nel Bel Paese.
Il contrabbando di sigarette assume inoltre un ruolo strategico per il Bel Paese: l'Italia è, infatti, interessata dal fenomeno in qualità di mercato di destinazione finale, ma soprattutto come area di transito dei commerci illegali verso Stati Uniti e Unione europea.
Un ruolo cruciale in questo mercato è anche quello della Grecia, che rappresenta un hub di transito verso l'Italia di illicit whites, cioè marchi prodotti lecitamente in Paesi extra Unione e contrabbandati nell'area Ue.
Alcuni dati. Nel 2016 sono arrivati nel Paese ellenico circa 4 miliardi di sigarette di contrabbando, 1,54 miliardi dei quali costituiti da illicit whites e vendute nel mercato illecito greco a un prezzo di circa 1,5 euro.
I carichi di sigarette arrivano in Grecia via mare, principalmente da Asia e da nord Africa via Cipro, e via terra, in particolare dall'area balcanica e Turchia.
Nelle rotte verso l’Italia, i carichi di grandi dimensioni partono solitamente dai porti di Patrasso e del Pireo per raggiungere quelli dell’Adriatico (in particolare Ancona, Taranto e Bari), mentre i carichi di dimensioni più ridotti sono trasportati su piccole e veloci imbarcazioni verso i porti e le spiagge pugliesi (un esempio la rotta Corfù-Bari).
Nonostante questo “attacco” da più fronti, la Grecia resta tra i Paesi europei dove le autorità locali svolgono un efficace lavoro di prevenzione, confermato dal numero dei sequestri che ammontano a 1.532 solo nel 2016, per un totale 541 mila tonnellate di merce sequestrata.
Questo studio, giunto alla seconda edizione, incrocia i più recenti dati disponibili dalle diverse fonti in materia (Sun Report KPMG, Empy Pack Survey, Mystery Shopper, Istat, dati Bat) e contiene un’analisi dettagliata di rotte, punti di transito, luoghi di consumo e sequestro delle sigarette di contrabbando in Italia, oltre che un focus su alcune delle città più rappresentative del fenomeno in Italia, nell'ordine Napoli, Trieste, Salerno, Palermo, Messina e Milano.
Il rapporto inoltre cataloga, per la prima volta in assoluto, tutti i marchi di illicit whites rilevati sul mercato italiano e riportano informazioni sul pacchetto, il produttore, il proprietario del marchio e eventuali varianti, oltre alle città di vendita, il prezzo e la quota di mercato.
Si tratta di una catalogazione innovativa, utile a realizzare la prima e unica a livello europeo fotografia precisa del fenomeno con l’obiettivo di contribuire a contrastarlo in maniera capillare.
Lo step successivo dovrebbe essere la creazione di un unico database internazionale che possa essere costantemente aggiornato e messo a disposizione di tutti gli Stati e delle relative forze dell’ordine per realizzare una comune strategia di contrasto che muova da una unica interpretazione del fenomeno.











