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Riparazioni a regola d'arte, Federcarrozzieri: ''Al Ministero chiediamo regole certe e trasparenti per i nostri clienti''

Un'associazione che anche in Trentino ha provocato un piccolo grande terremoto: nell'arco di circa due anni ha portato sulle 'barricate' già una settantina di carrozzieri che da soli, in provincia, rappresentano un valore di mercato superiore al 60%: "Le grandi aziende assicurative non possono imporre le regole"

Di Luca Andreazza - 21 maggio 2018 - 12:57

TRENTO. Il ruolo del carrozziere nella filiera assicurativa acquista sempre maggiore importanza, soprattutto dopo il via libera alla nuova legge annuale per il mercato e la concorrenza. 

 

La 'rivoluzione dei carrozzieri' è cominciata qualche anno fa, per l'esattezza nel 2012, quando alcuni imprenditori hanno deciso di affrancarsi dalle grandi aziende di assicurazione. E nei giorni scorsi si è riunito un tavolo tecnico per definire le linee guida per una riparazione a regola d'arte e assicurare maggiore trasparenza anche al cliente finale.

 

"Tanti si avvicinano - spiega Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri nazionale - ma abbiamo un codice etico e quindi accogliamo solo le aziende di qualità. Cerchiamo di tutelare le realtà trasparenti e prima di accettare un'iscrizione facciamo le opportune verifiche per vedere se rispettano gli adempimenti di legge". 

 

Un'associazione che anche in Trentino ha provocato un piccolo grande terremoto: nell'arco di circa due anni ha portato sulle 'barricate' già una settantina di carrozzieri che da soli, in provincia, rappresentano un valore di mercato superiore al 60%.

 

"Da voi - commenta Galli - non abbiamo problemi, ma in alcune regioni per esempio alcune ditte non sono registrate alla Camera di commercio e quindi restano fuori. Siamo i primi carrozzieri a confrontarsi direttamente con la politica: non ci affidiamo a tecnici o delegati, ma portiamo le nostre istanze direttamente in parlamento".

 

Nel mirino le grandi aziende assicurativo e i tanti problemi che i carrozzieri, spesso piccole ditte a conduzione famigliare, si trovano a affrontare. L'assicurazione, infatti, analizza l'incidente con il suo perito e valuta a quanto ammontano i danni sulla base di riferimenti standard da lei stabiliti (fissa una tariffa oraria per i lavori, stabilisce il costo dei materiali e il tempo che ci vuole a cambiare il pezzo, ecc).

 

“I problemi erano tanti – dice Tullio Tessadri, titolare dell'omonima ditta e tra i promotori del movimento in Trentino – perché prevedono una tariffa oraria per i lavori che tra dipendenti, energia utilizzata, luce e smaltimento dei rifiuti, che non ci riconoscono e quindi è a carico nostro, mi faceva andare in perdita a meno di non lesinare sugli interventi, che diventano più veloci e approssimativi".

 

A questo si aggiungono anche i materiali di consumo come vernici, fondi e stucchi. Semplificando: "Se l'incidente - aggiunge Tessadri - riguarda il danneggiamento di una ruota, il perito dice che va cambiata solo quella. Se mentre lavoro vedo però che un braccetto della sospensione è stato toccato e si è rovinato senza rompersi, non posso cambiarlo. In questo caso deve pagare il proprietario dell'auto oppure diventa un'attesa del cedimento definitivo. L'assicuratore ragiona solo sulla ruota, ma se anche il braccetto della sospensione si è danneggiato nell'incidente anche questo intervento dovrebbe risultare coperto dall'assicurazione per il cittadino".

 

In questo senso interviene la nuova legge sulla concorrenza del 2017: dovrebbe restare ferma per l'assicurato la facoltà di ottenere l’integrale risarcimento per la riparazione a regola d’arte del veicolo danneggiato e il cliente si può avvalere di imprese di autoriparazione di propria fiducia. Alcuni esempi? L'auto sostitutiva è un diritto del danneggiato, come anche la sostituzione del pezzo deteriorato dopo un incidente.

 

"Il cliente - aggiunge il presidente nazionale - deve poter essere messo nelle condizioni di prendere le corrette decisione e sapere quali problematiche può incontrare per determinare riparazioni, come se decide legittimamente di risparmiare e prende un pezzo non originale che però poi non gli permette di superare la revisione".

 

Non solo però la differenziazione tra pezzi di ricambio originali e aftermarket per una migliore consapevolezza delle riparazioni compiute. La strada è ancora lunga e sono tante le criticità ancora aperte, come la differenza tra riparazioni estetiche e strutturali.

 

E per entrare nel merito, Federcarrozieri chiede che le associazioni che rappresentano tutte le case automobilistiche, le case produttrici di attrezzature e le associazioni dei periti possano fornire alle carrozzerie manuali e consulenze tecniche per un lavoro fatto a regola d'arte.

 

"In Italia - evidenzia Galli - siamo leader nel settore di attrezzature per le riparazioni certificate dalle case automobilistiche, ma i costi sono così elevati che poche aziende riescono a permettersi questo investimento: deve essere un valore aggiunto. Il tavolo proseguirà: è stata ribadita da parte delle associazioni dei consumatori l’importanza della materia e la necessità che le linee guida sulla riparazione a regola d’arte".

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