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Il commento del sindaco Andreatta sulla prima unione civile in Trentino

"Un provvedimento di buon senso che fa uscire dall'ombra relazioni considerate fino ad oggi di serie B"

Il sindaco di Trento Alessandro Andreatta
Pubblicato il - 02 settembre 2016 - 11:10

Domani celebrerò un'unione civile, la prima nel Comune di Trento. Come è noto, l'ufficializzazione del legame affettivo tra due persone dello stesso sesso è possibile grazie alle recente legge, che ha colmato un annoso vuoto legislativo avvicinando l'Italia agli stati europei culturalmente più evoluti e attenti ai diritti della persona.

 

Si tratta di un provvedimento di buon senso e soprattutto di un provvedimento umano, che fa uscire dall'ombra relazioni affettive stabili fino ad oggi considerate di serie B. Se per un momento ci togliamo gli occhiali del preconcetto ideologico e ci concentriamo sul merito delle questioni, sulle storie concrete delle persone, non c'è alcun dubbio sulla validità di queste norme che, tra l'altro, danno la possibilità (e dunque il diritto, ma anche il dovere) alle coppie omosessuali di assistenza reciproca in caso di malattia e di incarcerazione o che consentono la reversibilità della pensione.

 

Qualcuno ha parlato di supermercato dei diritti: non mi pare un'espressione adatta a questa legge. Non c'è un diritto in vendita (o peggio in svendita) quando ad esso sono legati dei doveri o quando il diritto riconosce e cerca di porre rimedio a situazioni di sofferenza, di emarginazione, di difficoltà. I diritti a buon mercato sono quelli a cui non è legato alcun tipo di responsabilità: ma non è questo il caso.

 

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