La vita di una famiglia numerosa, Simona Magistri: "La scuola, che costo. Fondamentale trovare spazio per la coppia"
Tra il più grande e la più piccina ci sono sette anni: Giada, Sofia, Manuel e Ilaria. Ecco la truppa di Simona e Giuseppe Magistri, una famiglia numerosa di Rovereto

TRENTO. Tra il più grande e la più piccina ci sono sette anni, si parte da Giada di 17 anni e si arriva a Ilaria di 10 anni, nel mezzo ci sono Sofia (15 anni) e Manuel (13 anni). Questa è la truppa di Simona e Giuseppe Magistri, una famiglia numerosa di Rovereto.
Avere quattro figli al giorno d'oggi non è facile. Soprattutto se si considera che l'anno scorso l'Italia ha toccato il nuovo record negativo di nascite, registrando nel 2016 un calo del 1,4 per mille rispetto al 2015, già detentore del minimo storico.
Nel contesto generale che vede il Belpaese perdere 86 mila italiani, la Provincia di Bolzano è in netta controtendenza con un incremento del +6,6 per mille, mentre Trento si ferma appena al +0,3 per mille e negli ultimi tre anni ha visto i neonati calare di 1.000 unità.
Si dice che una famiglia numerosa è un po' come un'azienda. Tutto deve essere organizzato nel dettaglio.
Confermo, una famiglia in generale necessita un'organizzazione, ma nel caso di quelle numerose si cerca di giocare d'anticipo, altrimenti diventa difficile riuscire a conciliare scuola, sport e altre attività.
Come è una vostra giornata tipo?
Ogni giorno ha dinamiche abbastanza diverse e gli imprevisti sono sempre dietro l'angolo, ma tutte iniziano intorno alle sei dalla lotta per il bagno, avendone solo uno si accende una gara per terminare i preparativi (ride).
Avevate già deciso di avere quattro figli?
Io provengo da una famiglia numerosa, mentre mio marito ha solo una sorella. L'idea di avere più figli ci è sempre piaciuta, ma non è così scontato. Prima di tutto si spera di poter diventare genitori.
Tante le spese e i sacrifici.
Tra ricariche e bollette, la nostra principale felicità è quella di arrivare a fine mese e riuscire a fare fronte a tutte le spese, comprese quelle extra, come la prima comunione oppure la rata del dentista. Un momento particolarmente duro è verso l'inizio della anno scolastico, quando si devono comprare i libri e tutto il necessario per affrontare la scuola.
Noi siamo una famiglia monoreddito, si cerca di risparmiare il più possibile: per esempio abiti e vestiti vengono riutilizzati fino a quando possibile. Ora inizia a diventare più difficile: i ragazzi crescendo maturano esigenze diverse e gusti personali nell'abbigliamento. I nostri figli però fortunatamente capiscono e allora si adattano.
Non andiamo spesso al cinema perché è abbastanza costoso. Quando erano più piccoli andavamo tutti, sfruttando le riduzioni per bambini. Ora invece accompagniamo i figli, due per volta.
Si dedica completamente alla famiglia e non potrebbe essere altrimenti in questo momento.
Ho dovuto lasciare il lavoro e un po' mi manca, anche perché i figli iniziano ad essere grandi. Il lavoro manca sia per il discorso economico che per quello personale. Spesso però la donna si trova spesso a dover scegliere tra carriera e famiglia.
Voi siete anche i coordinatori dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose in Trentino. In cosa consiste?
Siamo un'associazione che raggruppa circa 2.000 famiglie che hanno almeno quattro figli, tra naturali, adottivi o affidati. Informiamo gli associati delle leggi provinciali e delle opportunità per le famiglie.
Non solo, incontriamo anche le amministrazioni per sviluppare alcune proposte a favore di nuclei allargati, come una tassazione diversa e promuovere un'emancipazione femminile migliore.
Ogni anno organizziamo inoltre una festa regionale: durante questo incontro si dibatte e ci si consiglia, anche in presenza di un esperto. I figli assorbono molto, ma ogni tanto bisogna fermarsi e trovare spazio per la coppia.












