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Cultura | 28 settembre 2026 | 13:15

Compie 30 anni il festival di montagna "Oltre le vette". Il programma della nuova edizione aiuta a capire il nostro rapporto con i paesaggi delle Dolomiti. Qui tutte le informazioni

Dal 2 all'11 ottobre a Belluno ritorna lo storico festival dedicato alla montagna. Anche quest'anno, L'Altramontagna collabora alla rassegna curando due appuntamenti inseriti all'interno del programma ufficiale. Venerdì 9 ottobre, il teatro Dino Buzzati ospiterà l'incontro con l'alpinista ed esploratrice Tamara Lunger ("Oltre l'alpinismo") e sabato 10 insieme a Mauro Varotto porteremo in piazza una riflessione sui falsi miti e sulle narrazioni superficiali che troppo spesso imprigionano la montagna contemporanea ("Oltre gli stereotipi")

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

La trentesima edizione di Oltre le Vette – Metafore, uomini e luoghi della montagna si appresta a celebrare un traguardo storico a Belluno, trasformando ancora una volta la città in un vibrante laboratorio di idee, riflessioni e cultura alpina. Dal 2 al 11 ottobre 2026, la kermesse promossa dall'assessorato alla cultura del Comune in collaborazione con la Fondazione Teatri delle Dolomiti offrirà un programma denso di appuntamenti, forte di quaranta incontri e sei mostre disseminate in diverse sedi cittadine e del territorio limitrofo.

 

Il comitato scientifico, composto da Valeria Benni, Flavio Faoro, Francesco Vascellari e Diego Cason, ha scelto di dedicare questo importante anniversario alla figura dell'esploratrice e artista inglese Amelia B. Edwards e al suo viaggio nelle Dolomiti compiuto nel 1872. L'opera letteraria della Edwards fu data alle stampe nel 1873 a Londra da Longman, Green & Co, e oltre un secolo dopo, nel 1985, la casa editrice Nuovi Sentieri di Bepi Pellegrinon la tradusse e pubblicò con il titolo: Cime inviolate e valli sconosciute: vagabondaggi di mezza estate nelle Dolomiti – 1872.

 

L'edizione del trentennale della manifestazione (l'immagine ufficiale è un'opera dell'illustratore Marco Trevisan) ha proprio come titolo: Untrodden peaks and unfrequented valleys – Sulle tracce di Amelia Edwards esploratrice nelle Dolomiti del 1872: lo sguardo dell'autrice guida il lettore contemporaneo a riscoprire la meraviglia di un paesaggio modellato nei secoli dall'azione umana, invitando a un approccio consapevole e rispettoso delle terre alte. Il tema è stato introdotto sabato 26 settembre con l'inaugurazione dell'omonima mostra artistico documentale allestita a Palazzo Crepadona, visitabile fino a mercoledì 14 ottobre.

 

Il paesaggio per Amelia Edwards, dipinto o descritto, non è mai ridotto al suo significato etimologico: veduta, panorama o parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo da un punto determinato, un posto pittoresco, incantevole. È molto di più. Amelia guarda con attenzione, con infantile e vera curiosità. Non acquista souvenir, non desidera mete già viste, è mossa dal desiderio di comprendere e raccontare quello che vede e sente: osserva, si interroga, dipinge, annota sensazioni ed emozioni. Amelia Edwards, già un secolo e mezzo fa, aveva compreso che l'eccezionale bellezza naturale dei luoghi che attraversava era stata trasformata da una secolare attività umana sul poco suolo coltivato, sul cospicuo patrimonio forestale, sulla estensione dei pascoli. Uno spazio naturale diventato un paesaggio significativo grazie alla presenza degli uomini e delle donne che lo abitavano. "È per questo motivo che abbiamo voluto riprendere a guardare con gli occhi di Amelia Edwards le Dolomiti nella trentesima edizione di Oltre le Vette", ha commentato questa scelta il comitato scientifico di Oltre le Vette. La visione del paesaggio descritta dagli esploratori dell'Ottocento sarà per altro l'origine dell'idea estetica che costituirà uno dei motivi di riconoscimento delle Dolomiti come patrimonio Unesco. 

 

Anche quest'anno, L'Altramontagna collabora alla rassegna curando due appuntamenti inseriti all'interno del programma ufficiale. Il primo evento, intitolato Oltre l'alpinismo, vedrà sul palco del Teatro Dino Buzzati venerdì 9 ottobre l'alpinista ed esploratrice Tamara Lunger in un intenso dialogo moderato da Pietro Lacasella e Samuele Doria, focalizzato sulla complessa ricerca di una nuova identità e sui confini interiori che vanno oltre la semplice prestazione sportiva dopo le grandi sfide e i momenti dolorosi vissuti sulle montagne più alte del pianeta (PRENOTA IL TUO POSTO cliccando qui). Il secondo appuntamento, intitolato Oltre gli stereotipi, è in programma sabato 10 ottobre in Piazza dei Martiri e vedrà la partecipazione del professor Mauro Varotto, ordinario di Geografia all'università di Padova, che insieme a Pietro Lacasella e Valentina Ciprian, rifletterà sui falsi miti e sulle narrazioni superficiali che troppo spesso imprigionano la montagna contemporanea, tra spopolamento e logiche da parco giochi turistico.

 

La rassegna si è aperta ufficialmente lo scorso fine settimana con una serie di prestigiose anticipazioni, tra cui la mostra dedicata a Dino Buzzati nel centoventesimo anniversario della nascita (a Palazzo Fulcis) e l'esposizione dedicata ai taccuini e agli acquerelli di Amelia B. Edwards a Palazzo Crepadona, realizzata in collaborazione con la Fondazione Dolomiti Unesco. Il ricco calendario spazierà tra gli incontri con gli autori e gli alpinisti, i film d'autore proposti in collaborazione con il Trento Film Festival, i workshop botanici promossi insieme al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e a Dolomia, gli spettacoli teatrali, i reading poetici e i focus sull'attualità sociale e sull'architettura alpina.

 

Tutti gli eventi della manifestazione saranno a ingresso gratuito con possibilità di lasciare un'offerta libera, confermando la vocazione inclusiva e partecipata di un festival che da trent'anni sa interrogarsi sul passato, sul presente e sul futuro delle terre alte.

 

Il programma completo e il link per prenotare il proprio posto è disponibile sul sito www.oltrelevette.it.

 

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