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Attualità | 24 aprile 2024 | 19:00

Il podcast de L'AltraMontagna finisce tra i cinque “da non perdere” del Foglio

di F.S.

Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa ha selezionato il podcast di Andrea Bettega per L'AltraMontagna, Alpigrafismi, tra i cinque “da non perdere” questo mese: “E' un piacere seguire i saliscendi della parlata vicentina di Bettega – scrive Enrico Cicchetti nella sua rubrica – illustratore e designer, in questo viaggio che lega in corda doppia le sue passioni: la ricerca grafica e la montagna”

Questo articolo si rispecchia nei nove punti del Manifesto,
di cui il Comitato scientifico dell’AltraMontagna è garante.

C'è anche Alpigrafismi, il podcast realizzato per L'AltraMontagna da Andrea Bettega, tra i cinque “da non perdere” questo mese per il Foglio. Nella rubrica dedicata sul quotidiano diretto da Claudio Cerasa infatti (“C'è podcast per te”), Enrico Cicchetti ha inserito anche il lavoro dell'illustratore e designer vicentino, che con la produzione e il supporto de L'AltraMontagna racconta tutto quello che è iconico e simbolico riguardo le terre alte, analizzando scritti, raffigurazioni artistiche e cultura pop (Qui per ascoltare le due puntate: “Neve e skirama” e “Rifugio pop”).

 

“E' un piacere – scrive Cicchetti – seguire i saliscendi della parlata vicentina di Andrea Bettega, illustratore e designer, in questo viaggio che lega in corda doppia le sue passioni: la ricerca grafica e la montagna. Un viaggio che ci porta dalle cime rocciose alle pagine dei libri, dal cinema ai manifesti pubblicitari, in un'escursione tra cultura 'alta' e cultura pop. Ogni puntata un simbolo, dalla piccozza alle croci di vetta (con buona pace di Santanché e Salvini), passando per gli animali e altre figure allegoriche, cerando di scoprire perché hanno acquisito un potere evocativo così forte, e provando al contempo a rivalorizzare opere storiche ancora oggi emozionanti”.

 

Due attualmente, come anticipato, le puntate uscite, l'ultima proprio oggi, 24 aprile, per parlare dei rifugi di montagna, della loro evoluzione e di quanto le loro caratteristiche siano cambiate rispetto alle origini: “Che siano nati come ricoveri per il contrabbando – dice Bettega – o avamposti strategici per scontri bellici, presidi territoriali o contese campanilistiche tra circoscrizioni, i rifugi sono scrigni che raccontano storie, e come tali avranno sempre il loro fascino intrinseco”.

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