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Chiusura passo Sella, il Comitato attacca: "Gravi danni da Trento e Bolzano a tutto il turismo. Ci sono altre soluzioni"

Mentre il Comune di Corvara delibera contro chiusura dei passi nel mirino di chi dice no alla chiusura c'è la comunicazione e l'assenza di progettualità dei mercoledì "Green": "Sono 12 anni che cerchiamo soluzioni per migliorare e ridurre il traffico: abbiamo un decalogo, ma nessuno vuole ascoltare"

Di Luca Andreazza - 15 maggio 2018 - 19:34

TRENTO. Dopo la delibera del Tar di Trento a legittimare la chiusura del passo Sella, il Comitato salvaguardia dei passi dolomitici promette ancora battaglia. "Una decisione superficiale - tuona Osvaldo Finazzer, presidente del Comitato che rappresenta circa 80 operatori e 650 lavoratori coinvolti - ma i giudici sono scelti dai presidenti delle amministrazioni provinciali e quindi eravamo un po' preparati".

 

A questo si aggiunge l'e-mail ricevuta dalla Adac, l'equivalente tedesca dell'Aci, che chiede informazioni: "hat eben im Adac-Heft gelesen, dass der Sellapass in den Sommermonaten von 9 bis 16 Uhr gesperrt ist. Stimmt das wirklich? Das ist doch eine Durchgangsdtraße. Geht es Ihr gut?" ("Ho appena letto nel libretto Adac che il passo Sella è chiuso nei mesi estivi dalle 9 alle 16. È vero? Questa è una strada di transito. Vi va bene?").

 

"Stiamo indagando - spiega Finazzer - per capire quali comunicazioni vengono diffuse, tra i grandi problemi dell'anno scorso. Se riceviamo queste domande da clienti consolidati da 45 anni, siamo preoccupati che questo messaggio possa essere arrivato anche in altri Paesi. E' veramente un danno inestimabile per tutto il turismo, compreso quello Adriatico e ladino. Qualcuno deve rispondere per questo danno economico e d'immagine".

 

E mentre si definisce il programma della prossima estate, dall'altro lato il Tar di Trento stabilisce che la tutela del patrimonio ambientale è più importante del ritorno economico che il traffico su determinate strade e passi può generare. In ballo ancora il ricorso al Tar di Bolzano, poi sarà tempo di eventuali ricorsi.

 

"Siamo pronti a rivolgerci al Consiglio di Stato - aggiunge il presidente -. Se ci allontaniamo dai territori è più facile avere ragione. come nel caso della App. Abbiamo presentato una relazione di cinquanta pagine e si sono unite anche le attività economiche presenti in Gardena, Pordoi e Campolongo. Anche la Regione Veneto è d'accordo e presto potrebbero esserci novità a livello dei Comuni: Corvara si è già espressa contro la chiusura".

 

La vicenda è ormai nota. I mercoledì "Green days" tra luglio e agosto, un progetto lodevole sulla carta, si sarebbe rivelato un flop: un calo economico generale, evidenziato anche dall'emissione degli scontrini, per un calo tra il 15 e il 40% degli incassi. Numeri registrati anche dalla società Pierac di Vigo di Fassa per conto del Comitato (Qui articolo).

 

Il Tar ritiene però il ricorso in parte infondato e in parte inammissibile, la decisione della Provincia di Trento è valida perché finalizzata alla tutela di un ambiente particolare come quello dolomitico: "Una parziale limitazione - si legge nel documento - della libertà di circolazione e di iniziativa economica è giustificata quando discende dall’esigenza di tutela del patrimonio culturale ed ambientale, specie di rilievo mondiale o nazionale".

 

Il punto però non è esclusivamente legato alla chiusura del passo Sella. "Siamo consapevoli - prosegue Finazzer - che un giorno alla settimana non cambia quasi nulla, ma la decisione del Tar di Trento è superficiale in quanto non considera il quadro generale. Non si tratta solo dei mercoledì: sono tante le chiusure per eventi, gare e manifestazioni. Un aspetto che non riguarda solo il Sella, ma anche tutti gli altri passi che risentono direttamente e indirettamente di questo progetto".

 

Nel mirino scarsa considerazione e coinvolgimento. "La Provincia di Bolzano - evidenzia il presidente - avrebbe voluto chiudere il passo Gardena, ma le direttive arrivate dal governo sono chiare: serve il consenso di un'altra amministrazione provinciale, ma quella di Trento era contraria e allora si sono accordate per chiudere il passo Sella".

 

Il piano è quello di ridurre del 20% il traffico lungo i passi dolomitici. "Abbiamo stilato un decalogo - dice il numero uno del Comitato - per migliorare e ridurre la presenza di auto e moto. Ci troviamo ogni anno in gennaio per approvare eventi e manifestazioni. Ma la vera partita è quella di incentivare l'uso dei mezzi pubblici i turisti stanziali: un piano che prevede pullman piccoli, orari e costi vantaggiosi per eliminare i parcheggi selvaggi. I turisti itineranti che si spostano da Falzarago al lago di Braies attraverso i passi devono avere massima libertà".

 

Un altro problema è quello dell'inquinamento acustico di moto e auto in transito sul passo. "Una proposta - conclude Finazzer - è quella di posizionare i tutor per rilevare le velocità medie. Le torrette non servono a nulla, automobilista o ciclista rallenta per quei cento metri e poi riparte. Noi le soluzioni per cercare di migliorare le studiamo da almeno 12 anni, mentre gli altri si credono sempre i migliori senza confrontarsi o scrivere regolamenti e poi arrecano tantissimi danni senza voler ascoltare ragioni".

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