Contenuto sponsorizzato
Maltempo, a Storo evacuata un'abitazione invasa dall'acqua. Una frana di fango e alberi irrompe in strada

Alcuni abitanti si sono visti accerchiare l'abitazione da due fiumi d'acqua, tanta paura, ma il tempestivo intervento della macchina dei soccorsi ha scongiurato ogni pericolo. Preoccupazione per la portata dei fiumi in alto Garda, dove ci si prepara a contrastare un possibile rilascio maggiore dalla diga di Ponte Pià

Di Luca Andreazza - 10 agosto 2017 - 23:21

STORO. Il maltempo di giovedì 10 agosto ha interessato buone porzioni del Trentino tra allagamenti, grandine, smottamenti, caduta alberi e allerte varie. I pompieri in provincia sono attesi, ancora una volta, da tante ore di lavoro per terminare i ripristini e le diverse operazioni di messa in sicurezza.

 

Tra le zone più vessate si conta l'alto Garda e la Valle del Chiese. Tanta paura a Storo per alcuni abitanti che si sono visti accerchiare l'abitazione da due fiumi d'acqua. Inizialmente il corpo dei vigili del fuoco aveva optato per evacuare gli occupanti mediante l'elicottero, ma alla fine l'evento climatico ha perso un po' di intensità e quindi si è potuto procedere per via terra.

 

Il tempestivo intervento della macchina dei soccorsi ha così messo in salvo tutte le persone coinvolte nell'allagamento.  

Un pomeriggio duro per l'area di Pieve di Ledro, dove a causa di una frana è stata inoltre chiusa la Ss240 verso Storo: circa 40 metri cubi di fango e detriti hanno invaso la strada.

Le altre strade chiude per frana sono quella per Piola, Lorina, quindi quella per Terramonte e Casina in località Coste, senza dimenticare la ciclabile tra Storo e Condino. Tutte le altre strade di montagna sono comunque sotto monitoraggio.

 

Nella giornata di venerdì verranno eseguiti i disgaggi per rimuovere il materiale pericolante, mentre i vigili del fuoco volontari e le forze dell'ordine, oltre che ben cinque camion saranno all'opera per mettere in sicurezza l'area, rimuovere l'ingombro e rendere nuovamente agibile l'arteria.

Si resta sempre nella zona dell'alto Garda, dove ci si prepara a contrastare un possibile rilascio maggiore dalla diga di Ponte Pià, in questi casi l'aumento della portata del fiume Sarca potrebbe trasportare nel lago di Garda i materiali liberi presenti sulle rive del fiume.

 

Per ovviare a questa evenienza si prevede di installare una rete alla foce del Sarca per evitare che il trasporto solido del fiume invada il lago e metta in pericolo la navigazione.

 

Sempre giovedì i pompieri di San Lorenzo in Banale e la polizia delle Giudicarie sono dovuti intervenire lungo la strada statale 421 per la caduta di alcuni alberi, mentre in poche ore il sottopasso della Strada provinciale 235 a Lavis è finito sotto acqua (Qui articolo).

 

Oltre alla zona di Lavis, le altre aree maggiormente colpite da questa ulteriore ondata di maltempo sono Campiglio, Ton e Spormaggiore.

 

In ogni caso sono ingenti i danni tra domenica scorsa e questa settimana. Un bilancio che si aggrava ulteriormente, dopo il nubifragio di domenica scorsa che ha messo in ginocchio buona parte del Trentino (Qui articolo), mercoledì è arrivata altra grandine che ha colpito molte zone della provincia, danneggiando meleti e vigneti. Ma oltre a questo è caduta tanta acqua (Qui articolo) che in alcune zone ha provocato smottamenti e in val di Fiemme sono state evacuate 40 persone (Qui articolo).

 

 

Video del giorno
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

20 agosto - 17:54

Tra Ghost town, villaggi indiani e la Monument valley, ma anche temperature altissime e tempeste di sabbia, il trentino ha raggiunto la terra di confine a nord-ovest del continente americano: "In Alaska ci sono solo tre stagioni: luglio, agosto e l'inverno. Qui nevica già"

20 agosto - 06:13

Le denunce di infortuni colpiscono soprattutto  i settori terziario e agricoltura. Per la Cgil e la Cisl  "Incremento legato alla crescita economica" mentre per la Uil "Caduta di attenzione sulla sicurezza nei posti di lavoro"

20 agosto - 17:17

L'uomo, un 43enne bulgaro, è stato colto da un malore. Si trovava sulla Marmolada a quota 3.200 poco dopo la ferrata di Punta Penia

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato