"Stop all'estensione incontrollata della monocoltura", la petizione per chiedere un regolamento si allarga alle aree montane del territorio
L’obiettivo, spiega il Comitato biodiversità e salute, è di portare all’attenzione pubblica e delle amministrazioni locali "i rischi legati all’espansione incontrollata della monocoltura intensiva, un fenomeno destinato a crescere anche in contesti montani a causa dei cambiamenti climatici, che spingono le colture verso quote sempre più elevate. Le criticità evidenziate non riguardano infatti solo Brentonico, ma molte aree montane"

BRENTONICO. La petizione partita da Brentonico sul monitoraggio e sulla regolamentazione dei vigneti compie un ulteriore passo e sbarca sulla piattaforma Change (Qui info).
Dopo la consegna al sindaco della petizione sottoscritta da circa 1.000 persone, il "Comitato biodiversità e salute per Brentonico" cerca di coinvolgere tutti i territori di montagna e alta collina potenzialmente interessati dalle stesse dinamica. La raccolta firme, rilanciata il 21 marzo, in 48 ore ha raggiunto le 500 persone.
L’obiettivo, spiega il Comitato, è di portare all’attenzione pubblica e delle amministrazioni locali "i rischi legati all’espansione incontrollata della monocoltura intensiva, un fenomeno destinato a crescere anche in contesti montani a causa dei cambiamenti climatici, che spingono le colture verso quote sempre più elevate. Le criticità evidenziate non riguardano infatti solo Brentonico, ma molte aree montane: dalla crescente pressione sulle risorse idriche, sempre più scarse, ai rischi per la salute pubblica legati all’uso di fitofarmaci, dalla perdita di biodiversità e valore paesaggistico fino alla necessità di garantire che le trasformazioni del territorio avvengano nell’interesse delle comunità locali".
Quello dell'estensione dei vigneti in quota è un tema che tocca Brentonico, per un recente investimento di Oniverse, e per il percorso avviato dall'amministrazione comunale sul territorio per regolamentare la questione (Qui articolo). Tuttavia il tema può essere spunto per altre aree, dalla val di Non alla val di Cembra ma anche Valsugana e Val Giudicarie.
"Per questo la petizione si apre ora a tutte le cittadine e i cittadini dei territori di montagna e alta collina, invitandoli a sottoscriverla e farla propria nei rispettivi contesti, anche adattandola alle specificità locali. Le richieste rivolte alle amministrazioni comunali sono concrete: aggiornamento degli strumenti urbanistici, regolamentazione delle coltivazioni intensive, maggiore attenzione nelle autorizzazioni, trasparenza verso i cittadini e utilizzo degli strumenti giuridici disponibili per tutelare ambiente e salute. Il territorio è un bene comune e le scelte devono essere condivise e lungimiranti: quello che oggi si vede a Brentonico può accadere domani in molte altre realtà di montagna. La petizione rappresenta quindi non solo una richiesta, ma un invito all’azione collettiva: costruire un modello di sviluppo equilibrato, capace di coniugare economia, ambiente e benessere delle comunità", conclude il Comitato promotore biodiversità e salute.











