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Bitcoin, la Provincia dà l'ok: via libera al tavolo di lavoro per valutare benefici e possibilità di sviluppo per il territorio

Il Trentino è già all'avanguardia in materia. La mozione di Alessio Manica è stata approvata con il solo voto contrario di Cia ("pensiamo alle monete vere più che a quelle virtuali") e quattro astenuti. Olivi: "Bene sperimentare. Coinvolgiamo anche Trentino Sviluppo"

Il locale Manialcielo di Rovereto dove si può pagare con i bitcoin e convertire euro in criptovaluta
Di Luca Pianesi - 07 novembre 2017 - 20:36

TRENTO. Bitcoin avanti tutta: è passata in consiglio provinciale la mozione proposta da Alessio Manica (Pd) di istituire un gruppo di lavoro, con coinvolgimento di Trentino Sviluppo e le startup trentine, per focalizzare e approfondire le possibilità di sviluppo e applicative dell'utilizzo delle criptovalute. Il tema è di quelli strategici per la nostra provincia che, pur senza una strategia politica o economica strutturata, si trova ad essere tra le più all'avanguardia in questo campo. Rovereto, in particolare, ma anche a Trento ormai ci sono tanti ristoranti e negozi che permettono di acquistare la loro merce con i bitcoin, è considerata la "capitale italiana dei bitcoin" (come è stata descritta recentemente anche da Focus in suo articolo).

 

Dalla startup Inbitcoin alla filiera completa, che vede quasi ogni tipo di merce acquistabile con la criptovaluta, passando per le prime forme di pagamenti di servizi pubblici (come le mense per i bambini nell'area della Vallagarina), proprio nella città della Quercia s'è ormai sviluppata una cultura del bitcoin molto forte e, quasi certamente, se questa spinta dal basso trovasse anche un sostegno, in qualche modo, politico potrebbe attrarre le tante, tantissime aziende e startup che nel mondo sempre più guardano alla tecnologia blockchain (quella che molti considerano l'evoluzione futura di internet) e ai bitcoin.

 

"La Provincia - ha detto Manica in consiglio provinciale, - negli anni ha implementato politiche e azioni tese allo sviluppo di un ecosistema dell’innovazione, grazie a politiche pubbliche mirate, al finanziamento di centri e attività di ricerca, al sostegno allo sviluppo di start-up ed imprese innovative, al trasferimento dei risultati della ricerca al mondo dell’innovazione e della produzione. Esistono in tal senso le condizioni strutturali, tecnologiche e cognitive per fare del Trentino un laboratorio anche nel campo delle tecnologie blockchain e bitcoin". Ecco dunque che, partendo da queste considerazioni, la proposta di mozione di Manica, approvata dal Consiglio con il voto contrario di Cia e quattro astensioni, impegna la Giunta a creare un gruppo di lavoro, coinvolgendo Trentino Sviluppo e le start-up con sede in Trentino che si occupano di blockchain e bitcoin, per capire quanto questa tecnologia possa dare al sistema territoriale trentino. Per fare ciò andranno promossi un convegno sull'argomento individuando uno o più campi di applicazione e avviando una sperimentazione di utilizzo di bitcoin.

 

Il vicepresidente Alessandro Olivi ha espresso il parere favorevole della giunta, sopratutto nella parte che riguarda la messa a disposizione di Trentino Sviluppo come luogo di accoglienza per chi già ha dimostrato che si può fare sperimentazioni su questo argomento. "Nostro compito è stimolare e coltivare la capacità di creatività e su questi impegni ci siamo - ha detto -. Si tratta di una sfida molto interessante, una moneta digitale suscettibile di variazioni, che occorre monitorare: il tema della ricerca e dell’innovazione è molto stimolante e interessante non solo per chi già utilizza questo strumento".

 

"Questa sinistra deve farci capire dove sta la sua componente di sinistra - ha commentato Claudio Civettini - perché se da un lato l’argomento mi intriga ho serie perplessità su quale sia la nostra competenza, senza contare le riflessioni sull’esclusione da questi percorsi di quella componente della popolazione totalmente estranea al digitale. E’ giusto da parte nostra incentivare questo tipo di percorsi? Perché non facciamo la stessa cosa per le auto elettriche, ad esempio, alle quali abbiamo anche destinato incentivi?". E Borga, in realtà, con questa battuta si è risposto da solo: si fa già molto di più su tanti altri temi, come quello della auto elettriche, quindi perché non provare? Claudio Cia (Misto) ha osservato che questa mozione è distante dalle preoccupazioni dei cittadini definendola "una mozione che non porta voti".

 

Il consigliere ha dichiarato il voto contrario alla mozione perché "credo che questo consiglio dovrebbe occuparsi più che di monete virtuali di monete che riempiono il portafoglio della gente sempre più in difficoltà economica". Civettini ha annunciato voto favorevole perché, ha detto, "dal momento che è ineluttabile il cambiamento su questi sistemi, approfondire non fa male". Manuela Bottamedi (Misto) ha dichiarato di volersi astenere: "Questi sono processi culturali che la politica non può governare e forse non ne ha la competenza".

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