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Elezioni provinciali del 2018. Si scaldano i motori e si inizia a litigare

Dall'Assemblea del Pd che dovrà discutere sull'apertura ai Civici di Valduga annunciata dal segretario Gilmozzi alla dura nota della "minoranza maggioritaria" dell'Upt che si scaglia contro Lorenzo Dellai

Di Donatello Baldo - 09 gennaio 2017 - 19:48

TRENTO. Il 2018 è vicino, più di quello che si pensi. Perché la politica guarda lontano, e già scorge la scadenza della legislatura provinciale e le prossime elezioni che si terranno alla fine del prossimo anno.

 

E ancora prima, sicuramente prima di quelle provinciali, sicuramente entro l'anno in corso, ci saranno le prove generali, ovvero le elezioni politiche che porteranno a Roma – non si sa ancora con quale legge elettorale – i rappresentanti del popolo trentino.

 

E allora già si inizia a fare qualche mossa, a contrapporre qualche contromossa. Si cerca di dividere, di unire, di proporre soluzioni, di segnare il territorio, di inventare nuove formule. Si annusa l'aria, si contano gli amici, si fanno pranzi e cene. E un po' si litiga anche per alzare così la voce e farsi notare un po' di più.

 

Stasera ci sarà l'Assemblea del Partito Democratico. Arriva dopo l'intervista del segretario Italo Gilmozzi in cui diceva ad imbarcare in coalizione le liste civiche del sindaco Valduga e diceva no alle primarie per scegliere i parlamentari.

 

Dichiarazioni che hanno fatto imbufalire quelli che nel Pd chiedono da tempo di affrontare una riflessione a tutto tondo nel partito: sul referendum che ha assestato un bel ceffone a tutto il centro sinistra autonomista, sulla territorialità e sulla capacità di autonomia rispetto a Roma, sulle alleanze e sullo stato di salute dentro la coalizione.

 

Questa sera sarà poi discusso un documento messo all'ordine del giorno dalla minoranza capeggiata da Elisabetta Bozzarelli. Chiede le primarie, un meccanismo di selezione partecipato: “Non decisioni prese nelle segreterie dei partitidiceva nei giorni scorsi a ilDolomiti.it – non un ritorno ai metodi da Prima Repubblica. Altrimenti lo dicano subito, ma nel caso questo non sarebbe più il mio partito”.

 

Sono seguite anche altre interviste sulla stampa locale. Dei big, di deputati e senatori democratici. Ma un'intervista che ha suscitato il disappunto di molti nella coalizione che guida la Provincia è stata quella di Lorenza Dellai a L'Adige. “L'apertura verso l'iniziativa dei sindaci cosiddetti 'civici' è la dimostrazione di una crisi profonda di rappresentanza e di progetto della coalizione”.

 

Se le parole dell'ex governatore sono state condivise da qualcuno anche dentro il Pd, hanno fatto però arrabbiare, e molto, la componente “maggioritaria” ma messa in minoranza dentro l'Upt. Quella di Donatella Conzatti e di Roberto Sani, per capirci: la “Maggioranza Libera Upt”, si firmano nel comunicato.

 

Un comunicato cattivello, pregno di un'ironia puntuta. Ecco cosa dice in merito a quanto sta accadendo nella coalizione. E cosa dice di Dellai, padre fondatore della Margherita e di quello che è venuto dopo, padre rinnegato sembra ora da quelli che non hanno digerito il suo ritorno ad occuparsi delle cose di provincia:

 

“Sorprendente? Si! Stucchevole? Anche! Soprattutto triste e irreale. Stiamo parlando di quello che accade nel centro sinistra autonomista del Trentino e ne parliamo dall'interno: quindi, fidatevi! Poche settimane dopo il risultato 'tritatutto' del referendum, che ha visto il nostro centrosinistra trentino preso a ceffoni dall'elettorato e a 20 mesi dalle prossime elezioni provinciali, tutti i vecchi, acciaccati, reumatici piloti di questa strana macchina politica provano a re-infilarsi la tuta da gara e a correre”.

 

“Difronte alla più grande richiesta di cambiamento che il nostro Paese e la nostra Provincia abbiano mai vissuto – scrivono Conzatti e Sani – a vestire i panni di chi sa cosa bisogna fare e come farlo sono quelli che gli elettori vorrebbero mandare casa, perché stufi, esausti, spremuti. I “vecchi” politici si sentono buoni per ogni stagione e dimenticano l’idea stessa “dell’essere progressisti” della nostra alleanza. Triste – affermano – molto triste”.

 

Dellai – continuano – l’uomo battuto dai congressi territoriali, il politico in fuga pur di non affrontare la sconfitta durante l’assemblea congressuale, il personaggio messo da parte a livello nazionale, cerca di ridiventare condottiero, risale in sella, torna, senza essere stato votato, a fare il capo del partito. Da questa posizione e dall'alto delle sue tante sconfitte recenti, pontifica sulla crisi dell'alleanza e sulla necessità di ristabilire formule ormai ammuffite. Basta! Basta! Basta!”, scrivono con tanto di punti esclamativi.

 

“Dellai è un parlamentare fra i tanti – conclude la nota – non è segretario dell’Upt, non è leader di questa coalizione e non è il costruttore della futura alleanza e delle possibili politiche. Vinca finalmente un congresso. Eviti di fuggire davanti a chi non lo vota. Ci metta la faccia conquistando la fiducia dei propri iscritti prima e degli altri dopo, senza paracadute, senza intrighi, senza prepotenze. Allora, con il consenso che ora non ha, potrà tornare ad avere un ruolo”.

 

Un ruolo. Sembra proprio che sia questo il problema, per tutti. Per chi lo declina politicamente: che ruolo deve avere il Pd, se federatore della coalizione – sosteneva nei giorni scorsi Olivi – se capace di tornare unito e capace di condizionare ancora, dall'alto del suo peso di maggioranza relativa, la politica di tutta la compagine. Che ruolo deve avere la coalizione di fronte al populismo, di fronte al cambiamento, dopo un referendum perso e alle elezioni politiche alle porte.

 

Oppure per chi lo declina personalmente. Perché sembrano tanti i personaggi in cerca di ruoli, in cerca di posti, di posizioni di favore da cui provare a fare il salto. Chi per indossare il laticlavio che il senatore Tonini ha già annunciato che abbandonerà. Chi per poter varcare la soglia dell'emiciclo di colore rosso del Consiglio provinciale. Forse anche chi vorrebbe che Ugo Rossi si fermasse solo a una legislatura e cedesse a qualcun altro il timone di comando.

 

 

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