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E' Emilio Mattei la persona travolta dal treno a Serravalle. Dopo anni di difficoltà la prossima settimana avrebbe avuto finalmente un appartamento

L'uomo è stato investito dal treno mentre stava attraversando i binari. Era ospite presso la casa d'accoglienza "Il Portico". Cristian Gatti: "Una persona di cultura, gentile e la prossima settimana sarebbe andato a vivere assieme ad altri in un appartamento"

Di G.Fin - 28 gennaio 2018 - 19:17

ALA. La prossima settimana sarebbe riuscito finalmente ad avere un suo appartamento dove poter vivere con altri amici. Un sogno che però per lui non si realizzerà mai. Quest'oggi, attorno alle 14, infatti, Emilio Mattei, 67 anni, stava attraversando le rotaie  in prossimità della stazione ferroviaria di Serravalle ma è stato investito da un treno regionale diretto a Verona. Un colpo fortissimo che non gli ha lasciato scampo.

 

Mimmo era molto conosciuto. Originario di Ala, da qualche anno a causa di alcune difficoltà economiche era ospite della casa di accoglienza Il Portico di Rovereto gestita dalla Fondazione Comunità Solidale.

 

Una permanenza nella struttura che sarebbe terminata la prossima settimana perché grazie ad un piccolo aumento della pensione sarebbe riuscito, finalmente, ad avere un suo appartamento da condividere con altri.

 

Ma cosa è accaduto? Attorno a mezzogiorno Emilio, assieme ad un suo amico, aveva deciso di prendere parte alla Maccheronata a Santa Lucia ad Ala. Poco dopo pranzo, però, la decisione di lasciare la festa per andare a prendere il treno e dirigersi a trovare degli amici. La tragedia è avvenuta poco prima delle 14 mentre l'uomo stava tentando di attraversare i binari. Il colpo è stato fulmineo e fortissimo ed è stato avvertito da tutti i passeggeri.

 

Il treno è stato quindi fermato e le persone sono state fatte scendere per farle salire su un altro convoglio. Un momento molto difficile per tutti rimasti scioccati per la terribile tragedia.

 


 

Mimmo, così veniva chiamato da chi lo conosceva, era amato davvero da tutti per il suo modo di fare gentile, per la sua apertura mentale e cultura che dimostrava di avere quando si fermava a conversare con le persone.

 

“Era una persona che amava leggere moltissimo – ci spiega il direttore della Fondazione Comunità Solidale Cristian Gatti – e gli piaceva anche giocare a carte. Metteva in campo la sua cultura con il dialogo e andava spesso in biblioteca”.

 

Chi lo ha conosciuto descrive Emilio come “una persona buona, magari introversa, ma quando apriva il cuore a qualcuno poi non si risparmiava”. Uno “spirito libero” sempre pronto ad aiutare. Alla sera bastava recarsi alla casa “Al Portico” per trovarlo sempre con un libro in mano oppure a conversare con qualcuno.

 

“Proprio in questi giorni – racconta ancora Gatti – stavamo facendo con lui e altri un percorso per il trasferimento nell'appartamento dove avrebbe condiviso l'affitto dopo anni di difficoltà”. Un percorso che purtroppo si è interrotto tragicamente oggi. 

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