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Scomparsi sul Nanga Parbat: la Val di Fassa in ansia per Tom Ballard. Individuata la tenda 3 invasa dalla neve

Le ultime comunicazioni degli alpinisti risalgono a domenica scorsa, quando sono rientrati al campo. Da allora il silenzio. Nel frattempo Ali Sadpara ha comunicato che è stata individuata dall’elicottero la tenda di campo 3 con tracce di valanghe. L'alpinista britannico è fidanzato con Stefania, figlia di Bruno Pederiva, tra i più noti alpinisti trentini

Di Luca Andreazza - 28 febbraio 2019 - 14:14

NANGA PARBAT (Pakistan). Un'intera valle è con il fiato sospeso in attesa di notizie degli alpinisti Tom Ballard e Daniele Nardi. "Questa mattina - spiega la giornalista Virna Pierobon e grande amica dell'esploratore britannico - l'elicottero militare pachistano è decollato per sorvolare il Nanga Parbat, la nona montagna più alta della Terra, ma l'esito della prima ricognizione è negativo: non sono stati localizzati". 

 

Le ultime comunicazioni degli alpinisti risalgono a domenica scorsa. Da allora il silenzio. Nel frattempo Ali Sadpara ha comunicato che è stata individuata dall’elicottero la tenda di campo 3 invasa dalla neve. Nell’area sono state individuate tracce di valanga sul pendio che indica la pericolosità della zona.


Non si hanno notizie da domenica scorsa di Nardi e Ballard, figlio di Alison Hargreaves, la celebre scalatrice britannica morta nel 1995 sul K2 e protagonista del film "Tom", una storia in grado di appassionare e commuovere dei registi spagnoli Angel EstebanElena Goatelli, in corsa al Trento Film Festival del 2016, così come nelle più importanti kermesse in Canada, Slovenia e Inghilterra.

 

L'alpinista inglese è legatissimo alla Val di Fassa, dove ha scalato oltre 200 vie per scendere sci ai piedi dal Gran Vernel, e un'intera comunità segue con apprensione queste ore, un ragazzo che è riuscito a conquistare la vallata per la sua semplicità e disponibilità: la fidanzata Stefania, figlia di Bruno Pederiva, tra i più noti alpinisti trentini, vive in Trentino, mentre Ballard ha vissuto per quasi due anni in una tenda con il padre per aprire numerose vie sulle nostre montagne.

 

"Ritorna spesso in Val di Fassa - dice Pierobon - dove è stato adottato dalla valle, che ritiene un po' casa sua. Vive per la montagna, una passione senza confini. Tom è in Pakistan da dicembre e sarebbe dovuto rientrare il prossimo 7 marzo. Questo inverno il meteo è stato particolarmente negativo: il Nanga è una montagna pericolosa, in queste condizioni ancora di più".

 

Sono momenti di grande preoccupazione, ma anche di grande attesa per ricevere notizie sulle condizioni degli alpinisti bloccati sul Nanga Parbat. "I militari pakistani - aggiunge la giornalista - sono riusciti a trasportare in elicottero un team di soccorso al campo base. Le condizioni meteo sono nuovamente peggiorate e probabilmente si cerca di localizzarli a piedi. Non si esclude un'ulteriore ricognizione in elicottero se ci fosse la possibilità, ma la situazione tra India e Pakistan resta un'incognita".

 

Nessun segnale dai sistemi gps, nessun segnale dal telefono satellitare, non si hanno notizie da domenica scorsa, quando gli alpinisti sono scesi al campo 4 dopo aver attrezzato parte dello Sperone Mummery, una via al centro della parete Diamir, ritenuta molto pericolosa. Le nuvole hanno coperto la montagna lunedì e martedì, prima di lasciare spazio al cielo sereno. Operazioni di localizzazioni rimandate di 24 ore a causa della crisi tra India e Pakistan. Solo l'intervento delle ambasciate italiane e inglesi hanno permesso all'elicottero militare di alzarsi in volo questa mattina, ma senza esito. 

 

"Il Nanga Parbat - conclude Pierobon - è una montagna militarizzata e l'esercito è presente anche al campo base. Lo spazio aereo nelle zone di confine è stato chiuso dalle autorità e le tensioni tra Paesi hanno rallentato la missione di localizzazione e recupero". Il sorvolo è stato guidato da Alì Sadpara, alpinista che conosce molto bene il Nanga Parbat: nel 2016 è stato il primo a scalarlo nella stagione invernale insieme a Simone Moro e Alex Txicon.

 

Nel frattempo l'alpinista Karim Hayat, compagno di spedizione fino a fine gennaio di Nardi e Ballard, sta cercando il Nanga Parbat via terra e si dovrebbe unire qualcuno della spedizione russa impegnata sul K2.

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