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Trento, la maggioranza che sostiene Andreatta perde ancora pezzi e nasce ''#inMovimento''. Robol: ''Il Pd ha fallito''

Il nuovo gruppo che si costituirà in consiglio comunale è formato da Andrea Robol, Paolo Biasioli, Eugenio Oliva, Massimo Ducati e Paolo Castelli. Non sarà organico alla maggioranza. Ducati: "Il sindaco è stato una delusione politica" 

Di Giuseppe Fin - 26 febbraio 2019 - 19:33

TRENTO. “Il centrosinistra autonomista è un'esperienza ormai finita e serve voltare pagina per realizzare quel cambiamento che attendono i cittadini”. E' partita da questo pensiero l'idea che ha portato alla nascita in consiglio comunale a Trento di un nuovo gruppo. Si chiama “#inMovimento” e a costituirlo sono gli ex assessori Andrea Robol e Paolo Castelli assieme all'ex vicesindaco Paolo Biasioli, il consigliere del Cantiere Massimo Ducati e Eugenio Oliva di Progetto Trentino.

 

Un gruppo che sarà costituito ufficialmente durante la seduta di questa sera in consiglio comunale e che vederà l'adesione di esponenti di maggioranza, minoranza e anche del gruppo misto.

 

Le scorse elezioni provinciali – ha spiegato Andrea Robol – hanno decretato la fine di un progetto, quello del Partito Democratico ma anche dell'esperienza del centrosinistra autonomista. Si è chiusa una stagione politica. Noi in questi mesi abbiamo lavorato per lanciare un nuovo progetto responsabile capace di dare quelle risposte che i cittadini attendono, per tornare veramente in mezzo alla gente”.

 

Una nuova fase, hanno spiegato i consiglieri, a cui si è iniziato a lavorare dopo il voto delle elezioni politiche di marzo 2018 e delle successive elezioni provinciali che hanno visto il centrodestra andare al governo della Provincia. Il nuovo gruppo è formato, come già detto, da cinque consiglieri, provenienti da quattro esperienze politiche differenti, Pd, Cantiere, Progetto Trentino, Misto, che senza riconoscersi nell'attuale maggioranza costruita dal sindaco dopo l'esito delle ultime elezioni hanno deciso di battere un colpo.

 

#inMovimento non sarà organico alla maggioranza ma "Non abbiamo intenzione di far cadere la giunta" precisano subito i consiglieri. Che ci fossero dei problemi all'interno della maggioranza in Comune a Trento non è certo una novità. Nell'ultimo rimpasto il sindaco Alessandro Andreatta non ha migliorato la situazione lasciando diversi consiglieri scontenti.

 

“Per noi è finita una esperienza politica – ha spiegato Robol – e le ultime decisioni politiche assunte al sindaco per il rimpasto non sono state condivise. Avevamo due alternative: rimanere fermi oppure decidere di mettersi in cammino e così abbiamo fatto”.

 

Il nuovo gruppo non si riconosce nel centro sinistra ma nemmeno nel centro destra. Quello che è certo sta nel fatto che è destinato ad ampliarsi. Paolo Biasiolli, vicesindaco che il primo cittadino di Trento ha deciso di 'sacrificare' nell'ultimo rimpasto ha ribadito come “l'epoca del centrosinistra autonomista è finita” spiegando che l'azione politica del nuovo gruppo punta a chiedere maggiore concretezza in progetti che da anni sono fermi solo a parole a partire dall'interramento della ferrovia alla funivia Trento Bondone.

 

Le parole più dure nei confronti del sindaco sono arrivati da Massimo Ducati che lascia definitivamente il Cantiere. “Io sono stato messo alla porta – ha spiegato – dalle azioni portate avanti dal sindaco. Dopo le elezioni provinciali i risultati che avevamo ottenuto alle ultime comunali non sono più contati. Andreatta è stata una grande delusione politica”.

 

Sono cinque i punti sui quali il nuovo progetto politico intende muoversi: quello dell'inclusione che riguarda il nuovo welfare, l'invecchiamento attivo, le politiche sociali e l'edilizia pubblica. La semplificazione amministrativa per le imprese, il tema dei beni comuni l'offerta turistica integrata e la sicurezza del territorio con lo sviluppo urbano sostenibile.

 

Il gruppo si costituirà ufficialmente durante la seduta di questa sera del Consiglio comunale e vedrà nel ruolo di capogruppo, Andrea Robol. La maggioranza a sostegno di Alessandro Andreatta passa quindi da 25 a 21 consiglieri (compreso il sindaco).

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