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| 09 mar 2022 | 17:41

Chi sono i miliziani del Wagner Group, del neonazista Dmitry Utkin, ''mandati'' da Putin ad uccidere Zelensky?

I mercenari russi dal 2014 sono in azione a Luhansk e Donetsk e sono appari in Siria, Libia, Mali. Li guida il neonazista Dmitry Utkin. E pensare che proprio Putin ha convinto il suo popolo che bisognava andare in Ucraina a denazificare il Paese (come spiegato anche dal tenete colonnello Astakhov Dmitry Mikhailovich catturato dagli Ucraini)

KYIV.  "Sarebbe molto più facile parlare con l'esercito ucraino che non con la banda di drogati e nazisti al potere a Kiev". Con queste parole il presidente Putin ha mostrato al mondo quello che è stata fatta passare come una delle motivazioni più forti per cui la Russia si sarebbe impegnata in questa guerra folle e violentissima: denazificare l'Ucraina. Due giorni fa il tenente colonnello della guardia nazionale russa Astakhov Dmitry Mikhailovich, che è stato catturato insieme ad altri due soldati, ha chiesto scusa al popolo ucraino per questa insensata invasione aggiungendo che i soldati russi erano convinti di trovare persone festanti ad accoglierli perché erano stati convinti di andare a liberare un Paese "dominato da un regime fascista" e che "nazionalisti e nazisti avevano preso il potere”. 

 

"Mi vergogno che siamo venuti in questo paese - ha proseguito il colonnello -. Non so perché lo abbiamo fatto. Sapevamo molto poco. Abbiamo portato dolore in questa terra''. E poi ha chiesto di risparmiare i soldati russi perché, ha detto, ''molti di loro non vogliono questa guerra". Le dichiarazioni del colonnello catturato, ovviamente, vanno pesate per quello che sono: frasi di un prigioniero rilasciate su autorizzazione e richiesta dei suoi carcerieri (e la vicenda è già finita sotto l'attenzione di Human Rights Watch per valutare eventuali violazioni dei diritti di chi è prigioniero). Ma risultano perfettamente in linea con la narrazione dello stesso presidente russo Putin, con quella dei media russi e della controinformazione europea, quella che gioca sull'antiamericanismo d'antan e sull'idea, appunto, che in Ucraina ci sia stata una centrale del neonazismo in azione. 

 

Quel che è certo è che neonazisti veri, violentissimi e spietati sono stati inviati proprio dalla Russia per colpire Zelensky e il suo Governo. Lo ha rilevato qualche giorno fa l'Economist che ha riportato un rapporto del Times del 28 febbraio secondo il quale ''più di 400 mercenari appartenenti al gruppo russo Wagner sono stati inviati a Kiev per assassinare Volodymyr Zelensky, il presidente dell'Ucraina''. ''Questi rapporti - prosegue l'Economist - non sono stati confermati, ma la presenza di Wagner non sarebbe una sorpresa. Per anni l'Ucraina ha accusato l'organizzazione militare privata, che sembra avere stretti legami con il Cremlino, di combattere a Luhansk e Donetsk, le parti contese dell'Ucraina orientale. I mercenari, che avrebbero combattuto anche nell'Africa settentrionale e subsahariana, sono stati accusati di torture, stupri e uccisioni extragiudiziali''.

 

Ma così il gruppo di mercenari Wagner? Sulla carta, ovviamente, è una brigata che non esiste. Secondo la Ue (che ha tratto il tema stabilendo delle sanzioni per questo gruppo QUI ARTICOLO) la milizia è stata fondata da Dmitry Utkin, un ex soldato russo pieno di tatuaggi nazisti e il nome sarebbe proprio da ricondurre al grande compositore tedesco molto amato da Hitler. ''Nel dicembre 2016 il signor Utkin è stato fotografato accanto a Vladimir Putin, - scrive l'Economist - in un evento al Cremlino, alludendo ai potenti legami del gruppo. Si pensa che Wagner sia finanziato da Yevgeny Prigozhin, un uomo d'affari che si presume gestisca anche la Internet Research Agency, la "troll farm" della Russia. Le forze armate russe lavorano a stretto contatto con il gruppo, e si dice che gli forniscano munizioni e aerei da trasporto. Il capo dei servizi di sicurezza dell'Ucraina ha paragonato Wagner a 'un esercito privato di Putin'''.

 

E sulla vicenda anche il New York Post ha fatto un ampio apporfondimento. Da quanto emerge i miliziani del gruppo Wagner oltre ad aver operato in Ucraina dal 2014 hanno ''seguito'' gli interessi russi nel mondo: dalla Siria alla Libia, dalla Repubblica Centroafricana al Mali. 

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