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Bolzano
10 luglio | 13:09

Furti in hotel di lusso (per 300mila euro) e spaccio, maxi-operazione dei carabinieri: 19 arresti e 3 chili di cocaina sequestrati

In azione oggi (10 luglio) i carabinieri in Alto Adige, insieme ai colleghi di Caivano e Varese: 19 in tutto le misure cautelari emesse. Smantellati tre gruppi criminali dediti a furti in hotel di lusso e traffico di cocaina

di Redazione

BOLZANO. Maxi-operazione dei carabinieri in Alto Adige, smantellati tre gruppi criminali dediti a furti in hotel di lusso e traffico di cocaina: 19 in tutto le misure cautelari emesse. A riportare l'accaduto sono gli stessi militari dell'arma, entrati in azione nella giornata di oggi (10 luglio) con l'intervento della compagnia di Bressanone – coadiuvata da numerosi militari del comando provinciale di Bolzano, nonché dalle compagnie di Caivano e Varese.

 

Il provvedimento restrittivo – emesso dal gip del tribunale di Bolzano su richiesta del procuratore capo Axel Bisignano – ha colpito come detto 19 persone, tutti cittadini di nazionalità albanese, ritenute responsabili a vario titolo di furti plurimi aggravati in strutture alberghiere e dimore private, nonché di spaccio di sostanze stupefacenti. Per 12 di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre 5 sono state sottoposte agli arresti domiciliari con l'applicazione del dispositivo elettronico di controllo (braccialetto elettronico) e 2 all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

 

L'indagine era stata avviata nella primavera dello scorso anno dai carabinieri di Bressanone. Gli accertamenti investigativi hanno permesso di cristallizzare l'esistenza di tre distinti gruppi criminali, di cui uno con le caratteristiche stabili dell'associazione per delinquere prevista dall'articolo 416 del codice penale.

 

Il primo gruppo, strutturato come associazione per delinquere, operava in modo stabile in tutta la provincia di Bolzano, estendendo le proprie attività illecite anche alle province di Belluno e Trento. “Il sodalizio – scrivono i carabinieri – era dedito ai furti aggravati in strutture ricettive e private dimore, con ben 65 episodi delittuosi accertati e contestati. I componenti del gruppo disponevano di un'elevata organizzazione logistica, avvalendosi di basisti e di contatti per l'approvvigionamento di veicoli e di strumentazione idonea alla commissione dei reati; una volta terminati i raid, i sodali trasferivano i proventi illeciti in Albania, nazionale dalla quale operavano in regime di pendolarismo criminale”.

 

Il secondo gruppo era finalizzato sia alla commissione di furti in esercizi ricettivi e abitazioni (con 10 episodi dettagliatamente ricostruiti), sia allo spaccio continuativo e altamente redditizio di cocaina in tutta la provincia, con particolare incidenza nella zona del Meranese e nelle valli limitrofe. “Le attività eseguite – dicono ancora i carabinieri – hanno permesso di ricostruire come i sodali fossero profondi conoscitori del territorio, anche in virtù di impieghi stagionali occasionali (quali la raccolta delle mele); durante i raid, infatti, gli indagati si muovevano agilmente a piedi o persino in bicicletta”.

 

Il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone, occupava una posizione di rilievo nel mercato locale della cocaina (condividendo peraltro due membri con il primo gruppo), come dimostrato dai sequestri complessivi di circa 3 chilogrammi lordi di cocaina e dalle varie cessioni documentate: “Anche tale fazione ha dimostrato una perfetta conoscenza del territorio – precisano i militari – e un'elevata capacità organizzativa nella gestione delle proprie attività illecite”.

 

Attualmente, quattro destinatari dei provvedimenti restrittivi si sono resi irreperibili e sono attivamente ricercati. Oltre alle misure citate, già nel corso delle indagini l'attività di contrasto immediato sul territorio da parte dei carabinieri ha consentito di conseguire importanti risultati operativi: nello specifico, durante l'attività sono state arrestate 6 persone in flagranza di reato per furto aggravato in esercizi ricettivi e 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di cocaina.

 

L'operazione odierna – continuano i carabinieri – assesta un durissimo colpo alla criminalità predatoria e al mercato dello spaccio nelle note località turistiche e residenziali del territorio, restituendo sicurezza e legalità alla comunità locale. Dalle dinamiche accertate durante l’attività investigativa è emerso che i sodali erano organizzati su tutto il territorio nazionale, con stabili ramificazioni nel Sud Italia e in particolare in Campania, area di provenienza delle autovetture a noleggio utilizzate per la commissione dei furti. L'interconnessione strutturale tra i tre gruppi, i cui membri si conoscevano e collaboravano attivamente, evidenzia l'esistenza di un'ampia rete criminale dedita allo scambio di informazioni logistiche e al mutuo soccorso, finalizzato a contrastare l'azione di controllo delle forze dell'ordine”.

 

Sempre dal modus operandi è stato ricostruito come ogni singolo soggetto avesse un proprio compito specifico: “Mentre alcuni erano gli esecutori materiali dei furti, altri operavano come pianificatori, mettendo a disposizione il supporto logistico e l’alloggio. Lo stesso accadeva per le attività di spaccio, dove alcuni si occupavano dell'approvvigionamento di ingenti carichi di droga, altri del confezionamento e altri ancora della rivendita al dettaglio. Dal modus operandi documentato si evince inoltre come i soggetti, cittadini albanesi, fossero specializzati in ogni minimo dettaglio, facendo sorgere il fondato sospetto che gli stessi fossero attivi con le loro attività delinquenziali ormai da anni sul territorio nazionale. Attraverso contratti di lavoro fittizi, cercavano di acquisire la cittadinanza e/o altri vantaggi fiscali, il tutto mirato a condurre uno stile di vita illecito volto ad aggirare le maglie della legislazione italiana”.

 

Secondo i militari, il danno complessivo cagionato nel corso dei furti è stimato in circa 300mila euro, cifra che comprende sia il valore della refurtiva asportata sia dei consistenti danni strutturali arrecati ai complessi alberghieri (in alcuni casi ancora da stabilire). Sono tuttora in corso approfonditi accertamenti, concludono i carabinieri, volti a verificare l'eventuale riconducibilità ai medesimi sodalizi di ulteriori episodi di furto avvenuti in passato in provincia.

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