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| 19 marzo | 19:18

Prostitute a 13 anni per pagarsi la droga: dopo la morte di tre giovanissimi è allarme in città. "Minorenni adescati e indotti sistematicamente alla tossicodipendenza"

Dopo gli ultimi decessi per overdose, gli esperti indagano. Il "giro" è noto ma, come spiegano, è quasi impossibile identificare chi ha ceduto la dose letale

INNSBRUCK. Aveva solo 13 anni. Li aveva compiuti 12 giorni prima della sua morte, avvenuta in un appartamento nel quartiere di Wilten, situato a pochi passi dal centro Innsbruck.

 

E ora emergono i dettagli del decesso e i contorni di una vicenda che è simile a molte altre. E scatta l'allarme.

 

Prima di lei, a perdere la vita per gli stessi motivi, era stata una ragazza di 16 anni e poi un altro ragazzo appena maggiorenne. Tutti e tre nel giro di poche settimane. Tutti e tre, con tutta probabilità, a causa di un'overdose.

 

Le forze dell'ordine sono ancora in attesa dei risultati definitivi degli esami tossicologici ma i dubbi da fugare, secondo la Polizia, sono pochi.

 

Come confermato da Klaus Kapelari, direttore medico del Centro di competenza per la protezione dalla violenza della città austriaca, il contesto nel quale sono avvenuti questi decessi è noto: ragazze e ragazzi, spesso giovanissimi, vengono avvicinati da uomini più grandi che spingono le loro vittime nella dipendenza.

 

Come spiegato dagli esperti, il modus operandi è noto: inizialmente le vittime, che possono essere anche molto giovani, vengono intercettate e viene ceduta loro droga a buon mercato.

 

In cambio vengono richieste, di solito, fotografie compromettenti ma in breve, quando il bisogno di droga cresce e diventa una vera e propria dipendenza, le vittime si trovano a dover pagare con favori sessuali. 

 

E' un vero e proprio sistema che ora vede coinvolti ragazze e ragazzi sempre più giovani, spinti a prostituirsi per procurarsi lo stupefacente.

 

In quest'ottica, le forze dell'ordine indagano cercando di rispondere a una domanda chiave: chi ha fornito la dose letale di droga ai giovani coinvolti? Se si riuscisse a rispondere a questa domanda, l'accusa sarebbe quella di omicidio colposo.

 

Ma identificare i colpevoli è quasi impossibile: i giovani che si trovano invischiati in questi giri non denunciano e non segnalano, per paura di non ricevere più lo stupefacente.

 

Senza contare le minacce che subiscono e le condizioni nelle quali si trovano. A volte, come aggiungono gli esperti, si parla di veri e propri stati di incoscienza.

 

In questo caso, parrebbe essere nel mirino della polizia l'inquilino dell'appartamento nel quale è morta la 13enne. Ma la Polizia indaga ad ampio raggio.

 

Diverse istituzioni di Innsbruck dedicate alla tutela dei minori e al contrasto delle tossicodipendenze stanno ora collaborando strettamente per proteggere le persone coinvolte e fermare questa spirale di violenza.

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