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Trento
01 gennaio | 17:10

Tragico lancio per un base jumper, il 39enne è morto dopo aver sbattuto contro la roccia e poi essere rimasto impigliato tra gli arbusti

Per il base jumper di 39 anni non c'è stato purtroppo nulla da fare, dopo gravi le ferite riportate nell'incidente dopo il lancio da cima Capi tra la val di Ledro e il lago di Garda. Complessa operazione del soccorso alpino in elicottero per recuperare la salma

di Redazione

LEDRO. E' finito contro la roccia e la vela si è impigliata tra due arbusti sulla verticale. Non c'è stato nulla fare per il base jumper di 39 anni morto dopo il lancio, troppo gravi le ferite.

 

La tragedia è avvenuta intorno a mezzogiorno di oggi, giovedì 1 gennaio, tra la val di Ledro e il lago di Garda (Qui articolo).

 

Il base jumper sloveno si è lanciato da cima Capi ma è andato a sbattere contro la parte alta della parete strapiombante.

 

A quel punto il 39enne è rimasto appeso con la vela a due arbusti sulla verticale della cima a una quota di circa 600 metri.

 

 L'allarme al Numero unico per le emergenze 112 è stato dato da alcuni testimoni che hanno avvistato la vela in parete. 

La Centrale unica di emergenza ha chiesto l'intervento dell'elicottero, mentre in piazzola si sono preparati gli operatori delle Stazioni della Val di Ledro e di Riva del Garda del soccorso alpino.

 

Arrivato in quota, dopo aver individuato la vela dall'alto, l'equipaggio dell'elicottero ha verricellato in parete il tecnico di elisoccorso del soccorso alpino, circa 60 metri più a monte a distanza di sicurezza per evitare che la vela si gonfiasse per lo spostamento d'aria e che precipitasse nel vuoto.

 

Il soccorritore ha quindi attrezzato un ancoraggio e si è calato con la corda fino a raggiungere il base jumper, ma per lui non c'era ormai nulla da fare e il medico non ha potuto che constatare il decesso del 39enne. 

Una volta ottenuto il nullaosta delle autorità, e dopo che il tecnico di elisoccorso ha messo in sicurezza il corpo senza vita del base jumper e la sua vela, l'elicottero ha portato in parete altri due soccorritori alpini, per dare supporto nelle operazioni di recupero della salma e di tutto il materiale.

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