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Attentato di Manchester, parla un trentino in Inghilterra: "Tensione alle stelle, polizia ovunque, ma noi andremo comunque ad un concerto"

Il Regno Unito colpito dall'attentato più grave dalle bombe nella metropolitana di Londra del 2005. Sergio: "Le principali strade dello shopping sono deserte e tanti negozi hanno abbassato le serrande oppure hanno riaperto una volta ottenuto il permesso dalla polizia"

Di Luca Andreazza - 23 maggio 2017 - 19:37

MANCHESTER. Il Regno Unito si è risvegliato vulnerabile e nel terrore, l'attentato di Manchester è il più grave dalle bombe nella metropolitana a Londra nel 2005.  "Oggi la città è ovviamente blindata - dice Sergio, un trentino in queste ore proprio a Manchester per un altro concerto - la zona dell'Arena è completamente inaccessibile, transennata e costantemente sorvegliata. Le principali strade dello shopping sono deserte e tanti negozi hanno abbassato le serrande oppure hanno riaperto una volta ottenuto il permesso dalla polizia. Sembra di essere in un film di Robocop, ma questa sera andremo comunque al concerto".


Mentre le prime vittime vengono identificate, il capo della polizia di Manchester, Ian Hopkins, ha sciolto le riserve sulla presunta dinamica dell'evento: l'attentatore Salman Abedi, 23enne britannico di origini libiche e già noto alle autorità, ha azionato il suo ordigno tra la folla, proprio mentre questa stava abbandonando l'impianto da 21 mila posti dopo il concerto della popstar statunitense Ariana Grande.

 

Il bilancio parla di 22 morti e 59 feriti, dodici dei quali sono bambini e ragazzi sotto i 16 anni. Nel frattempo sono state poste sotto arresto tre persone, compreso il fratello di Abedi. La polizia ha fermato un uomo a Whalley Range, nell'area metropolitana di Manchester e una seconda persona a Fallowfield, quartiere a circa quattro chilometri dal centro di Manchester, dove gli agenti hanno causato un'esplosione controllata.


"Questo attentato - spiega il trentino - ha lasciato il segno soprattutto per due motivi: il concerto era rivolto principalmente ai più giovani e l'attentatore ha colpito proprio quando l'evento era terminato e quindi il livello di guardia era più basso. Manchester è una città grande e la vita procede quasi normalmente, anche se chiaramente si notano preoccupazione e sbigottimento".


La tensione resta alta e il timore è che non si tratti di un atto isolato: "E' stato evacuato il centro commerciale più grande della città - commenta Sergio - dicono per una prova antincendio, ma chiaramente l'allerta è altissima e i controlli si sono intensificati".

 

Nella tarda mattinata di oggi lo Stato Islamico ha rivendicato la strage attraverso un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa fiancheggiatrice Amaq e ripreso da Site, dove parla di aver colpito un 'raduno di Crociati', senza però accennare al kamikaze, ma solo di ordigni.

 

"L'hotel dove alloggio - aggiunge Sergio - non è molto distante dall'Arena, ma non si è sentito nessun boato, in quanto l'esplosione è avvenuta all'interno della struttura. Inizialmente sembrava che fosse scoppiata una luce e l'allarmismo avesse poi comportato tutto il resto, ma in breve tempo sono arrivati tre elicotteri contemporaneamente e le forze dell'ordine sono scese in campo per isolare tutta l'area".

 

Il capo della polizia britannica ha inizialmente esortato la stampa a non "fare speculazioni sull'identità dell'attentatore e non fare circolare nomi. Questa è un'inchiesta complessa e ampia ancora in corso. Resta da capire se l'attentatore avesse complici o fosse parte di una rete. La nostra priorità è lavorare insieme all'antiterrorismo nazionale e alle agenzie di intelligence per stabilire più dettagli sull'individuo che ha condotto l'attacco".

 

L'attentatore avrebbe agito in solitaria. La polizia crede che fosse in possesso di un ordigno improvvisato e i suoi resti sarebbero stati individuati tra quelli delle giovani vittime: "Il Regno Unito - conclude il trentino - è stato molto cauto fin dai primi istanti, stampa e televisioni sono subito accorse sul posto, ma gli operatori si sono limitati al condizionale, raccontando e raccogliendo le prime informazioni, senza entrare subito nel merito dell'accaduto. La campagna elettorale è inoltre stata sospesa in questi giorni di lutto e tensione".


La Regina Elisabetta II si è rivolta al popolo del Regno Unito per condannare "un atto barbaro" e per esprimere la sua "più profonda solidarietà": "L'intera nazione è scioccata dalla morte e dalle ferite arrecate a così tante persone, adulti e bambini, la notte scorsa a Manchester".

 

Ventidue vite, anche giovanissime, spezzate da una bomba "sporca", imbottita di chiodi e schegge metalliche. Un attacco così crudele da indurre persino l'MI5, il servizio d'intelligence domestico, a esprimere il suo disgusto in una rara nota: "Siamo tutti nauseati - scrive il direttore generale Andrew Parker -. Lavoriamo senza sosta in numerose operazioni, attualmente in corso, facendo tutto il nostro possibile per combattere il flagello del terrorismo e tenere al sicuro il Paese".

 

Dopo aver presieduto la riunione del Cobra, il comitato per le emergenze, la premier britannica Theresa May ha parlato alla nazione da Downing Street, prima di recarsi a Manchester nel pomeriggio: "Molti feriti dell'attentato sono in condizioni disperate e stanno lottando tra la vita e la morte. È stato l'attacco più disgustoso e vigliacco, contro persone innocenti e giovani indifesi. Resta alto l'allarme e riteniamo probabile un altro attentato terrorista. Ci aspettano giorni difficili davanti a noi. Ma a Manchester, oltre al peggio, l'umanità ha mostrato anche il suo meglio: i terroristi non vinceranno mai, i nostri valori prevarranno sempre"

 

 

 

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