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"La destra avanza, ma a Trento il Pd è la prima forza: qui la retorica della paura e i partiti dell'odio non trovano terreno fertile". L'analisi del sindaco Franco Ianeselli

Il primo cittadino del capoluogo analizza anche il preoccupante dato riguardante l'astensione: "A questi elettori bisogna guardare, non solo alla vigilia del voto, ma già da oggi, ritornando a parlare di temi cruciali, il lavoro, i salari, la sanità, l’ambiente. In breve, bisogna tornare a fare politica, che poi significa dare una prospettiva di futuro a chi ha perso la fiducia nella possibilità di un cambiamento"

Di D.L. - 10 giugno 2024 - 17:02

TRENTO. La destra avanza in più di metà Europa ma... non a Trento, dove il Pd si conferma ampiamente il primo partito, attestandosi attorno al 32,6%.

 

Il giorno dopo la chiusura delle urne per le elezioni Europee, il primo cittadino di Trento Franco Ianeselli, analizza il voto, dandogli anche una "visione" locale con (ovvia) e particolare attenzione ai dati riguardante il capoluogo.

 

"I risultati delle elezioni - commenta il primo cittadino di Trento - mostrano che a livello europeo c’è un’onda di destra che avanza in più Paesi, dall’Italia alla Germania, dalla Francia all’Austria. Oggi questa destra non dice più di voler uscire dall’Europa, l’intento pare piuttosto quello di picconare le istituzioni europee dall’interno, di minarne le fondamenta e la stessa ragion d’essere. Ma ci sono anche dati in controtendenza, per esempio in Spagna, Portogallo, Polonia e Svezia, dove i sovranisti non sfondano. Pure in Italia, nonostante l’ottimo risultato di Fratelli d’Italia, i numeri dimostrano che le forze europeiste e progressiste rappresentano una larga fascia del Paese. L’onda di destra è dunque resistibile oltre che intrinsecamente contraddittoria: trattandosi appunto di sovranisti, sono tutti uniti quando si tratta di picconare l’Europa, ma divisi su tutto il resto perché per ognuno prevale sempre e comunque l’interesse nazionale. L’assalto al Parlamento da parte degli euroscettici comunque non è riuscito visto che la maggioranza uscente tiene: per tutti i partiti che la compongono questa è l’ultima chiamata per riformare l’Europa e renderla più vicina ai cittadini".

 

Ianeselli analizza poi, in chiave "locale", i risultati delle Europee, con particolare attenzione all'astensionismo, che ha toccato picchi altissimi anche in provincia di Trento.

 

"Il quadro non è completo - prosegue - se non diciamo che a raccogliere più consensi è il partito dell’astensionismo: ben il 55 per cento degli elettori in Trentino hanno rinunciato ad esprimere il proprio voto. A questi elettori bisogna guardare, non solo alla vigilia del voto, ma già da oggi, ritornando a parlare di temi cruciali, il lavoro, i salari, la sanità, l’ambiente. In breve, bisogna tornare a fare politica, che poi significa dare una prospettiva di futuro a chi ha perso la fiducia nella possibilità di un cambiamento. Si tratta di elezioni europee, ma l’analisi del voto ci restituisce qualche dato interessante anche sulla scala cittadina. A Trento, con il 32,6 per cento, il primo partito è il Pd, che in alcune circoscrizioni raggiunge risultati davvero notevoli: oltre il 36 per cento a San Giuseppe-Santa Chiara, il doppio di Fratelli d’Italia, a cui si aggiunge una buona affermazione in tutta la città anche dell’alleanza Verdi-sinistra, a ulteriore riprova che i temi sociali e ambientali devono essere sempre ai primi posti nell’agenda politica del centrosinistra. Dispiace per i risultati deludenti, soprattutto a livello nazionale, del cosiddetto “terzo polo” che paga l’eccessiva frammentazione di un campo che fa fatica a presentarsi con una fisionomia politica definita".

 

Infine ecco l'attacco al centro destra e la celebrazione del successo della "collega" Giulia Robol a Rovereto.

 

"I risultati del centrosinistra - conclude il sindaco del capoluogo - ci dicono che il populismo, che la retorica della paura, che i partiti dell’odio e della libertà di violare le regole a Trento non trovano terreno fertile forse perché in città resiste una comunità politica tutt’altro che minoritaria che si riconosce in una politica solidale, aperta nel campo dei diritti e sensibile alle questioni ambientali. Non che questi numeri ci spingano a tirare i remi in barca, anzi, semmai ci esortano a migliorare ancora nella relazione con i territori, nel sostegno ai cittadini più deboli e nella costruzione di una comunità cittadina più coesa, attenta alle necessità delle famiglie e delle imprese. Bellissima infine la vittoria di Giulia Robol a Rovereto: il suo è un risultato importante per tutto il Trentino. A Giulia un abbraccio e gli auguri di buon lavoro".

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