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| 23/04/2024 | 19:04

IL VIDEO. Giornata del Made in Italy, Cl.A.N: cibo e design protagonisti

Roma, 23 apr. (askanews) - "Con la Giornata Nazionale del Made in Italy celebriamo oggi l'eccellenza, la qualità, l'innovazione del prodotto italiano nel mondo così come è sempre più percepito dai consumatori globali". Si è aperto con il videomessaggio del ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso l'evento scientifico-culturale "Italian Food Design: cibo, persone, scienza e creatività per il Made in Italy" organizzato dal Cl.uster A.grifood N.azionale in occasione della prima Giornata nazionale del made in Italy per aprire un dialogo tra due settori strategici del nostro Paese, che portano nel mondo la qualità del saper fare italiano. Italian Food Design vuol dire sana alimentazione, ricerca sulla nutrizione, sostenibilità, innovazione ma anche creare forme che caratterizzano i cibi anche oltre i nostri confini come i fusilli o i supplì, la pasta ripiena o il cono gelato."È un concetto secondo me molto importante in questo momento - ha dichiarato Emanuele Marconi, Presidente CTS Cl.uster A.grifood N.azionale-CL.A.N. e Direttore del CREA - anche sulla base della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione perché in questo modo attestiamo ancora di più il sistema italiano degli alimenti, della scienza dell'alimentazione, della nutrizione dandogli anche una connotazione di design, riempirla quindi anche di contenuti valoriali, culturali della tradizione e della storia. È un approccio multidisciplinare che permette di valorizzare ulteriormente il comparto agroalimentare che è uno dei comparti più importanti a livello nazionale per lo sviluppo socio-economico del nostro Paese anche verso l'esterno".L'Italian Food Design chiama dunque ricercatori, tecnologi, disegner, aziende a collaborare per guardare al futuro del settore agroalimentare."È importante il trasferimento tecnologico, l'innovazione - ha dichiarato Laura Mongiello, Presidente Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari-OTAN - proprio per rispondere ai cambiamenti che il sistema agroalimentare deve affrontare: i cambiamenti climatici, l'aumento demografico. Sicuramente i nostri sistemi produttivi da qui al 2050 saranno stressati quindi è necessario trovare delle alternative, orientarsi verso il novel food. Da un punto di vista ideologico dobbiamo porre molta attenzione, però fare un'analisi attenta del rischio, quindi benefici e potenziali pericoli. A questo serviamo noi professionisti, la scienza, la ricerca proprio a garanzia della salute del consumatore perché siamo tutti consapevoli che non possiamo continuare a sfruttare i sistemi alimentari come sta avvenendo oggi".

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